Diretta
Toscana, Calabria e Bulgaria: scoperta la rete del doping clandestino – Come funzionava
Un 50enne toscano accusato di concorso in commercio di sostanze anabolizzanti provenienti dalla Bulgaria. Denunciati in 33 in tutta Italia
LUCCA. All’alba di giovedì 26 febbraio a Capannori e a Cassano allo Jonio (Cosenza), i militari del Nucleo Antisofisticazione e Sanità di Firenze, con l'ausilio del personale del NAS di Cosenza e dei Comandi Provinciali dei Carabinieri di Lucca e Cosenza, hanno eseguito un'ordinanza applicativa di misure cautelari personali a carico di due indagati. Sono gravemente indiziati, in concorso tra loro, di concorso in commercializzazione di sostanze anabolizzanti; in particolare sono state disposti ed eseguiti gli arresti domiciliari nei confronti di un 36enne residente a Cassano allo Jonio e l'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria a carico di un 50enne residente a Capannori.
Avvio e sviluppo delle indagini
L’attività investigativa, condotta dal NAS Carabinieri di Firenze e coordinata dalla procura della Repubblica di Pistoia, ha avuto inizio nel febbraio 2024 partendo dal monitoraggio del 50enne toscano, anche valorizzando elementi informativi emersi nel corso di pregresse indagini, ampliando successivamente la manovra investigativa con attività di intercettazione telefonica, telematica e tra presenti, oltre che con lo svolgimento di servizi di pedinamento, l'analisi di tabulati di traffico telefonico e documentazione finanziaria, nonché elaborazione dei cosiddetti “profili di rischio” delle spedizioni. È stato così ricostruito il giro d'affari del 50enne e sono stati individuati i suoi clienti nonché, soprattutto, il principale canale di approvvigionamento, ossia il 36enne calabrese che dalla provincia di Cosenza è risultato dedito all'importazione in Italia di consistenti quantitativi di farmaci anabolizzanti “clandestini” (ossia privi di autorizzazione all'immissione in commercio), successivamente riveduti a vari soggetti sull'intero territorio nazionale, tra cui il 50enne toscano.
Sequestri e riscontri investigativi
Gli elementi raccolti nel corso dello svolgimento delle attività investigative, tra cui in particolare l'esecuzione di tre decreti di sequestro di plichi in transito (due spediti dalla Calabria dal 36enne e diretti al 50enne di Capannori, mentre un terzo spedito dalla Bulgaria e diretto al 36enne calabrese) al cui interno venivano rinvenute sostanze anabolizzanti, hanno permesso di raccogliere un grave quadro indiziario a carico degli indagati. Sulla base di tali elementi sono state complessivamente deferite all'Autorità Giudiziaria 33 persone, ritenute a vario titolo responsabili dei delitti di commercializzazione di sostanze anabolizzanti e di ricettazione.
Perquisizioni e materiale rinvenuto
Tra il 10 ed il 15 febbraio 2026 sono state eseguite, sull'intero territorio nazionale, 29 perquisizioni domiciliari che hanno permesso di acquisire ulteriori riscontri a carico degli indagati atteso che in particolare presso l'abitazione del 50enne di Capannori sono state rinvenute 27 confezioni di farmaci anabolizzanti, mentre nell’abitazione del 36enne calabrese sono state rinvenute oltre 380 confezioni di farmaci anabolizzanti, nonché una confezione di sostanza risultata essere nandrolone, inserita nella tabella delle sostanze stupefacenti di cui at DPR 309/90. Complessivamente, nel corso delle attività di perquisizione, sono state rinvenute: oltre 650 confezioni di farmaci anabolizzanti e dieci confezioni di nandrolone. All'esito dell’interrogatorio preventivo, svolto complessivamente a carico di quattro indagati, e vagliate le prospettazioni di questi, iI giudice per le indagini preliminari di Pistoia ha emesso le misure cautelari indicate, eseguite la mattina del 26 febbraio.
