Livorno fuori tra le proteste: amaranto battuti in rimonta al Picco dallo Spezia
Decide Di Serio al 92’, ma esplode la polemica per un tocco di braccio. I ragazzi di Lucarelli erano passati in vantaggio con Mancini
LA SPEZIA. Una partita strappata di mano al Livorno nel modo peggiore, dove ci si lecca le ferite, parlando per l'ennesima volta di buona prestazione senza un risultato positivo a supporto. Prima l’ingenuità di Veseli, entrato all’intervallo al posto di Bachini per evitare guai e protagonista invece del rigore dell’1-1. Poi, al 92’, il controllo di braccio di Di Serio prima della girata che vale il 2-1. Un gol bello nell’esecuzione, ma irregolare nella costruzione. Il regolamento parla chiaro: il calciatore che dopo aver commesso fallo di mano, tira immediatamente senza altri tocchi successivi di avversari o compagni, vede invalidarsi l'eventuale conclusione vincente. Cosa ci abbia visto di congruo l'arbitro, resterà un segreto.
Il Picco resta stregato e il Livorno continua a non vincere alla Spezia dal 2 marzo 2013, quando Belingheri firmò la doppietta del 2-1. Quello resta anche l’ultimo successo amaranto contro gli aquilotti. Turnover per entrambe, nonostante le dichiarazioni della vigilia. Turati aveva presentato la sfida come un derby importante e un’occasione per chi aveva giocato meno. Lucarelli aveva parlato della Coppa come di un obiettivo e per lunghi tratti di abbiamo creduto tutti. Brutti, sporchi ma cattivi, come vuole il mister.
E con tanta voglia di soffrire e non mollare mai. Lo Spezia parte meglio. Al 4’ attacca subito sul lato debole amaranto, quello destro: Dormush chiude di testa, Mawete non copre benissimo e Ciobanu blocca. I liguri muovono palla rapidamente, Joselito si fa trovare ovunque, il Livorno è molle. Poi si sistema.
Al 14’ Bonassi ruba palla a Cancellieri e, vedendo Ciocci fuori dai pali, prova da metà campo: largo, ma tentativo comprensibile perché davanti non c’era nessuno da servire. Lo Spezia resta padrone del territorio, Durmush stringe, Badoro si accentra, Mancini svaria: Lucarelli prova a togliere riferimenti e riesce a sporcare il giro palla ligure. Al 24’ Ciobanu rischia l’autogol su un retropassaggio, poi Candelari di testa non fa male. La partita è bloccata, piena di raddoppi ed errori.
Poi il lampo. Limonelli si fa male, lo Spezia tarda nel cambio e resta in dieci. Il Livorno non perdona: penetrazione da sinistra, Calabrò calcia, Ciocci respinge e Mancini arriva a rimorchio per spedire il pallone quasi nel sette. È lo 0-1. Prima dell’intervallo Mawete rischia con una veronica inutile e regala palla allo Spezia, ma la difesa salva in corner. Gli aquilotti spingono, il Livorno serra le linee e la diga tiene. Con Bachini e Badoro ammoniti, Lucarelli sceglie prudenza: fuori entrambi, dentro Veseli e Morachioli. Ed è qui che la serata gira. Al 3’ Morachioli ha sul piede il pallone del raddoppio e lo spreca. Un minuto dopo Cannavò entra da sinistra, ancora nella zona dove il Livorno aveva sofferto di più, e Veseli gli pesta il piede. Il ricorso al video non cambia nulla: rigore netto e 1-1.
La sostituzione pensata per evitare guai produce così l’episodio che rimette in piedi lo Spezia. Il Livorno, però, non crolla. Pittino si ferma, e al quarto d’ora entra Rizza. Menarini, su punizione da trenta metri, centra un palo con Ciocci battuto. Lo Spezia chiede un altro rigore per un contatto lieve, ma le immagini non offrono elementi sufficienti per cambiare la decisione. I padroni di casa aumentano i giri, gli amaranto si abbassano e soffrono soprattutto sulla propria destra, con Mawete costretto a difendersi con i denti.
Poi il 92’. Di Serio controlla con il braccio e gira in rete. Se il tocco di mano è immediatamente funzionale alla conclusione, il gol va annullato. Invece resta. E il Livorno, già punito dai propri errori, si ritrova colpito da una decisione pesantissima. Menarini ha ancora il pallone del possibile 2-2, ma una deviazione in corner gli nega l’ultima speranza. Finisce 2-1 e continua il tabù. In Coppa Italia Serie C il Livorno non aveva mai vinto al Picco: nei cinque precedenti tre successi spezzini e due pareggi.
E la sensazione di aver subito un furto. Se si doveva perdere, che fosse magari ai rigori. Dove avevamo la carta Ciobanu, che strega dal dischetto i giocatori avversari. Testa al campionato.
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