Livorno, la carica di Esciua: «Entusiasmo enorme con i Lucarelli, stiamo lavorando tantissimo» – Cosa accadrà nei prossimi giorni
Alessandro Lucarelli ha firmato come nuovo direttore sportivo, mentre Cristiano dovrebbe essere presentato come allenatore nelle prossime ore
LIVORNO. Il Livorno della quarta stagione targata Joel Esciua, riparte dal cognome che più di ogni altro richiama appartenenza, senso di responsabilità e identità amaranto: Lucarelli. Alessandro è ufficialmente il nuovo direttore sportivo, mentre Cristiano l’allenatore che sarà presentato domani (11 luglio), con ogni probabilità nella mattinata, anche se l’orario non è ancora stabilito. Manca soltanto l’ufficialità pubblica per un’operazione che, nei fatti, è già andata in porto e che restituisce entusiasmo ad una piazza affamata di tornare nel calcio che conta.
Alessandro c’è
Le ultime formalità per quanto riguarda Alessandro, sono state definite nei minimi dettagli ieri sera, poco prima dell’ora di cena, al termine di una giornata intensa, con l’ex difensore che era rientrato nella mattinata dalla vacanza che stava trascorrendo in Sardegna con la famiglia - rimasta sull’isola - e tornato appositamente in città per firmare il contratto. Un gesto che racconta meglio di tante parole quanto fosse forte il desiderio di iniziare questa nuova avventura. Del resto, chi gli è vicino racconta un dirigente già operativo da almeno due settimane, pur senza avere ancora, fino a ieri, un rapporto contrattuale ufficiale con la società. Telefonate, confronti, pianificazione, contatti e lavoro dietro le quinte erano già partiti ben prima delle firme. Si chiama attaccamento ai colori, quello che Alessandro Lucarelli ha dimostrato per tutta la carriera da calciatore e che continua a manifestare oggi in una veste diversa. Un capitale umano prezioso che il presidente Joel Esciua dovrà custodire e valorizzare.
La call Cristiano-Esciua
Per quanto riguarda il mister, il 99 che deve tornare sulla panchina, la penna ancora non ha tracciato l’autografo anche se l’ultimo tassello è stato definito attraverso una call da remoto nella nottata e cominciata alle una di mercoledì. Da una parte Cristiano, davanti al computer di casa, dall’altra Joel Esciua, collegato nella sua stanza d’albergo a Livorno. Un collegamento necessario per chiudere gli ultimi dettagli riguardanti l’accordo che riguardava anche lo staff tecnico. La scelta dell’allenatore porta inevitabilmente la firma di Alessandro Lucarelli, come dice Esciua, anche se invece non è proprio così perché colui che ormai è il nuovo diesse, ha voluto restare estraneo a questa trattativa per questione di conflitto di interesse. Lasciando fare al presidente e ad Alessandro Doga. Fatto sta, che comunque è stato individuato il profilo ideale per guidare il nuovo progetto tecnico, puntando su una figura che conosce profondamente l’ambiente amaranto e che rappresenta una garanzia sotto il profilo del carisma, della personalità e della capacità di creare immediatamente empatia con la tifoseria.
Parla Esciua
Per Cristiano Lucarelli si tratta dell’ennesimo capitolo di una storia d’amore con il Livorno. Da calciatore ha scritto pagine indelebili, contribuendo alla storica promozione in Serie A del 2004 e diventando il simbolo di un’intera generazione di tifosi. Da allenatore aveva già guidato gli amaranto vivendo percorsi poi importanti come il campionato dei 18 record alla Ternana. Adesso il ritorno assume un significato ancora più profondo: riportare il Livorno stabilmente ai livelli che la città ritiene più consoni alla propria storia. Lo stesso Esciua, pur mantenendo il massimo riserbo fino alle presentazioni ufficiali, non ha nascosto la soddisfazione per il lavoro svolto. «Le operazioni sono andate in porto - ha spiegato - . Stiamo lavorando tantissimo. Faremo molto probabilmente la presentazione di Alessandro Lucarelli, di Alessandro Doga e di tutta la parte dirigenziale domani (oggi, ndr) . Per quanto riguarda allenatore e staff tecnico, l’appuntamento dovrebbe essere sabato». Poi il presidente si è lasciato andare a una riflessione che fotografa perfettamente il clima che si respira attorno alla società: «Sono contento. Credo che ci sia un entusiasmo enorme. È una scelta passionale che riporta il Livorno dove merita di essere e crea un’onda di passione, di unità d’intenti e di energia positiva. È quello di cui questa società aveva bisogno come il pane, soprattutto dopo gli anni difficili che ha attraversato». Parole che confermano la volontà della proprietà di affidarsi non soltanto alle competenze tecniche, ma anche al valore simbolico di uomini capaci di incarnare l’identità del club.
Messaggio alla città
In questo senso il ritorno dei Lucarelli rappresenta molto più di un semplice avvicendamento dirigenziale o tecnico: è un messaggio alla città e alla tifoseria, chiamate ad accompagnare il nuovo corso con entusiasmo ma anche con pazienza. Nelle prossime ore saranno illustrati anche altri aspetti del progetto.Tra questi la nuova partnership con lo sponsor tecnico Magma di Avellino, un accordo di cui Il Tirreno aveva scritto il 28 maggio e che sarà ufficializzato durante la presentazione della nuova struttura societaria. Un tassello ulteriore nella costruzione di un club che punta a rafforzarsi sia sul piano sportivo sia su quello organizzativo. L’obiettivo è farsi trovare pronti all’inizio della preparazione estiva, quando Cristiano Lucarelli potrà finalmente iniziare a lavorare sul campo con il gruppo.Il mercato entrerà nel vivo proprio dopo l’insediamento ufficiale dell’allenatore, con Alessandro Lucarelli impegnato già a costruire una rosa competitiva per affrontare una Serie C che si preannuncia particolarmente impegnativa. L’impressione, però, è che il primo acquisto del Livorno sia stato l’entusiasmo. Quello di una tifoseria che si riconosce nuovamente in volti familiari. Quello di un dirigente che ha iniziato a lavorare senza nemmeno avere un contratto firmato. Quello di un allenatore pronto a rimettersi in gioco nella città che considera casa. Dopo anni di incertezze e delusioni, il Livorno sceglie di ripartire dalla propria identità. E, almeno stavolta, il cuore sembra andare nella stessa direzione della programmazione.
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