Il Tirreno

Livorno

Calcio

Livorno, allenatore: Venturato è sempre più lontano. Ora c'è un ex in pole position

di Flavio Lombardi

	Venturato
Venturato

Marco Amelia ha altre richieste (tra cui la Primavera della Roma) ma vuole Livorno. Si inizia a pensare anche alle conferme: con le due punte Falasco, Noce e Camporese

4 MINUTI DI LETTURA





La settimana che si apre potrebbe essere quella decisiva per il futuro della panchina amaranto. Entro pochi giorni, al massimo entro la fine del fine settimana perché il tempo comincia ad essere tiranno, il Livorno dovrà sciogliere i nodi principali della programmazione sportiva e, ad oggi, secondo un incrocio di fonti attendibili, il nome che appare in pole position per guidare la squadra nella prossima stagione è quello di Marco Amelia.

Diciamo che il suo nome, da solo, vale oltre il 50% di possibilità. L’ex portiere della Nazionale e del Livorno viene indicato infatti da più parti come il candidato più forte per raccogliere il testimone. Una soluzione che metterebbe insieme esperienza, conoscenza della piazza e una visione tecnica considerata moderna e in linea con il calcio che oggi premia le squadre capaci di vincere i duelli individuali e interpretare il gioco con intensità e coraggio. Non legato in maniera ortodossa agli schemi, uno che cambia pelle alla squadra anche due o tre volte nel corso della partita.

La rottura con Venturato

Il gioco delle percentuali sul nome di chi sarà il nuovo mister, deriva dall’ipotesi per nulla remota di una separazione da Roberto Venturato. Il tema non sembra essere legato esclusivamente ai risultati ottenuti (la conferma se la sarebbe guadagnata sul campo e a pieni voti), ma soprattutto per via di una diversa visione sul futuro immediato. L’allenatore avrebbe manifestato la volontà di costruire una squadra attrezzata per puntare subito alla promozione in Serie B, una richiesta che si scontra con la linea della sostenibilità economica ribadita dalla proprietà. Il Livorno sta percorrendo un percorso fatto di equilibrio nei conti, valorizzazione del patrimonio tecnico e crescita graduale. Ci può stare, i tifosi potrebbero anche capire, ma solo a patto che sul settore giovanile si investa e si veda progammazione.

Doga resta

In questo quadro, salvo sorprese, dovrebbe essere confermato anche Alessandro Doga nel ruolo di direttore sportivo. Accanto a lui potrebbe però prendere forma un altro tassello importante. Nella livornesità che il club sembra voler recuperare e valorizzare, resta attuale (ma anche qui Esciua, bisogna che abbandoni gli indugi) il nome di Alessandro Lucarelli. In una veste differente e più ampia, forse pure per l’ex difensore centrale anche più stimolante: quella di direttore generale. Un incarico che garantirebbe maggiore continuità progettuale e un raggio d’azione più esteso, svincolato dalle inevitabili oscillazioni legate ai risultati del campo.

I giocatori

Per quanto riguarda la rosa, se davvero Amelia fosse il prescelto, si tratterebbe di uno che oltre a conoscere molto bene la realtà amaranto, potrebbe avere già un quadro piuttosto definito dei giocatori da cui ripartire. Difficilmente si può immaginare che non inserisca nel suo programma tra gli elementi considerati fondamentali i vari Falasco, Noce, Camporese, Dionisi, Di Carmine e Luperini. Non soltanto per le qualità tecniche e tattiche che potrebbero adattarsi a un eventuale progetto di gioco, ma anche per il peso specifico che questi calciatori hanno all’interno dello spogliatoio. Esperienza, personalità e senso di appartenenza. Fattori che rappresentano caratteristiche ritenute preziose in tutte le categorie, figuriamoci la C. Dove occorre qualità e corsa. L’idea potrebbe essere quindi quella di conservare uno zoccolo duro affidabile, integrandolo con alcuni giovani di prospettiva (e di gamba). Con Amelia e per come lavora, significherebbe forse, riscuotere la fiducia di molti club di A che hanno dei Primavera di alto profilo ma non ancora ritenuti pronti per il massimo campionato. Insomma, una garanzia nella costruzione di certi rapporti per avere talenti quasi pronti a spiccare il volo. La piazza, Livorno, pur in serie C, varrebbe molto di più che mandare un ragazzo all’Entella o al Sud Tirol per fare un esempio.

Le sirene di Amelia

Il tempo stringe. Amelia risulta che abbia altre proposte. Non necessariamente in C. Dalla Capitale, infatti, arrivano indicazioni che lo vedrebbero tra i possibili candidati per la panchina della Primavera della Roma. Una soluzione che si inserirebbe perfettamente nel nuovo corso tecnico giallorosso e nella filosofia calcistica che accompagnerà il progetto della prima squadra guidata da Gasperini. 


 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Viabilità

Fi-Pi-Li, via libera a Toscana Strade spa: i quattro cantieri strategici e le previsioni sul pedaggio

di Libero Red Dolce
Speciale Scuola 2030