La guerra
Calcio: arriva il “Memorial Morosini”, ma (per ora) l’Us Livorno non partecipa
A creare il torneo, dedicato agli Under 14, è stato Luca Mazzoni, compagno di squadra di Piermario in amaranto
LIVORNO. Un incontro sul lungomare con Luca Mazzoni, che diventa una opportunità per parlare soprattutto della prima edizione del Memorial Morosini che si giocherà a Livorno tra il 31 maggio e il 2 giugno e che lo vede tra gli organizzatori.
Il torneo
Un torneo dedicato agli under 14, la gioventù sui terreni di gioco, per tenere sempre vivo il ricordo del centrocampista bergamasco scomparso il 14 aprile 2012 e che segue alcune iniziative già attivate per celebrare l’anniversario di quel giorno infausto. Dalla maglia indossata da tutti i nostri giocatori ad Arezzo che andranno su eBay, allo schieramento della Lega Serie B al fianco di Live Charity, ente no-profit impegnato in progetti benefici di varia natura, e della famiglia del calciatore.
Il futuro di Mazzoni
Mazzoni ci anticipa che a breve inizierà il corso per direttore sportivo al Viola Park per metterlo accanto al patentino di allenatore e, alla domanda di come mai compaia ancora sul sito ufficiale, risponde. «Posso dire che sono un tesserato senza ruolo. Presentai le dimissioni a novembre, e a partire dal mese di gennaio sarei dovuto scomparire automaticamente dall’organigramma societario. In ogni campionato, si invia infatti documentazione sul tesseramento ogni semestre e, nella sostanza, da quando ho consegnato la lettera non faccio più parte dell’Unione Sportiva Livorno. Ma per la federazione, non essendo mai pervenuta alcuna variazione a quel tesseramento, invece no. Risulto ancora nella struttura del club. Una situazione questa, che mi ha impedito, tra le altre cose, di accettare altre esperienze che mi si erano prospettate. Niente di eclatante, per carità. Ma meglio che stare a casa, inoperoso e senza compensi».
«Un modo per ricordare un amico»
Il rumore delle onde stanche che si infrangono sugli scogli, non lo distrae molto. E gli viene quasi naturale guardare verso monte. Sembra stia per dire "devo andare a Banditella", ma sa che quel posto di cui è sempre stato innamorato, non è più casa sua. «Dico la verità, su quell’impianto ci avevo fatto un pensierino già alcuni mesi fa, quando con l’associazione di Piermario, avevo ideato questo torneo. Perché diciamola tutta: dopo un paio d’anni, alla Messa in suffragio non c’è andato più quasi nessuno e qualcuno si limita solo a scrivere qualcosa sui social. Un torneo di calcio giovanile in città a nome suo, invece è una modalità giusta per continuare a far stare un amico, un compagno di squadra, un giocatore del Livorno, ancora in mezzo a noi. La prima idea, la ebbi quando ero ancora club manager. E, secondo il mio parere, la società avrebbe dovuto far sua questa mia intenzione e lavorare anche dopo per metterla in piedi. Proseguire l’opera insomma, anche quando sono andato via».
L’idea di proseguire in autonomia
«Non ravvisando alcun segnale, ho continuato allora a muovermi in autonomia, proponendo recentemente al Livorno di giocare anche in Banditella. Una richiesta formulata alla figure più importanti della società, senza mai però avere risposte precise sulla certezza di poter avere l’impianto disponibile. Esciua, dico il vero, sarebbe stato l’unico parecchio entusiasta, ma non ha potuto dare garanzia che ci fosse la certificazione che permette di fruire di un impianto sportivo. Credo abbiano bisogno di ulteriore tempo prima che le carte siano pronte. E non potevamo aspettare».
Campi e squadre
«Quindi, l’esigenza e la conseguente ricerca di altri campi il cui utilizzo sarebbe stato sicuro: quello in sintetico del Tre23 a Salviano e quello dell’Academy in Borgo Cappuccini. Sperando poi di avere l’ok dal comune per poter giocare le finali allo stadio». Torneo aperto inizialmente alle società professionistiche, si è deciso di far partecipare anche formazioni del mondo dilettantistico. Fra queste, anche la "padrona di casa" Academy. Ed allora, fra le altre, il Tau, il Cecina, la Juventus, il Lecco, la Vis Pesaro, il Padova, probabilmente Vicenza. Massimo, si arriverà a dodici. «Confesso che per questo primo anno, se sono dieci, forse è anche meglio. Si possono fare partite un pochino più lunghe, dare quindi più soddisfazione ai ragazzini. Quello che mi dispiace, lo voglio dire, è che al momento, il Livorno è stato invitato ma ancora non è arrivata risposta di adesione».
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