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Libertas, rimonta a Piacenza ma si butta via nel finale

di Fabrizio Pucci
Libertas, rimonta a Piacenza ma si butta via nel finale

Sempre sotto gli amaranto, sorpassano grazie a un super break nell’ultimo quarto Padroni di casa si confermano una maledizione, ma concessi agli avversari troppi tiri da tre

27 marzo 2024
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La notte di Piacenza è buia e tempestosa. Maledetto sia in eterno questo bel palazzetto della bruma emiliana, dove nel 2021 evaporarono i sogni di promozione in A2 e ieri sera la Libertas ha battuto in testa, vittima – per larghi tratti – della propria balbuzie offensiva e rea di aver concesso troppi tiri da 3 non contestati a una squadra che ama le conclusioni da 6.75 tanto quanto un topolino va matto per il formaggio. Non è stata una Libertas memorabile, eppure con la difesa, i nervi, il carattere e gli attributi era riuscita a riprendere in mano una partita che al 29’ sembrava essere già saldamente sigillata nella cassaforte biancorossa (58-43). Un clamoroso parziale di 1-21 in 7’, invece aveva capovolto il mondo: 59-64 a 5’49” dalla fine. Poi, nella tonnara finale, il patatrac nello sgradevole remake della sconfitta di qualche settimana prima a Rieti, identica in tutto e per tutto a cominciare dalla partenza lanciata degli amaranto: due triple di Fratto, un canestro a testa di Allinei e Fantoni per l’illusorio 3-10 prima che la gragnuola di triple della Bakery, sinistro presagio di una partita segnata, scaldassero il composto pubblico emiliano. Arrivata al primo intervallo sotto di uno (19-18), la Libertas ha visto progressivamente allargarsi la forbice di distanza: il primo strappo netto è arrivato sul 34-24 prima di un timido risveglio amaranto buono per andare al riposo sul 36-30 per i padroni di casa. Riflessione: dopo 20’ Piacenza sparava da 3 con il 50% (7/14), Livorno con il 13 (2/15). Dati impietosi, ma pure pregni di ottimismo visto il divario non enorme nonostante la bocciatura delle percentuali. I primi 7’ del terzo quarto sono stati una via crucis: le triple di Williams ed Allinei (2) non hanno impedito la fuga della Bakery che ha continuato a crivellare la retina amaranto da 3. A peggiorare la situazione, a 2’17” dalla terza pausa sul 55-43, è stato l’infortunio di Terenzi. Il nuovo acquisto è caduto male al termine di un contropiede ed è uscito in lacrime, portato negli spogliatoi a braccia dai compagni di squadra. Lo choc per quanto accaduto al numero 22 ha risvegliato la Libertas dal torpore. Tozzi ha dato lezione di basket e ha letteralmente preso per mano gli amaranto. In un amen si è passati da -15 a +5, ma proprio sul più bello è mancato l’istinto del killer. Peccato perché in 7 minuti Piacenza aveva segnato solo un tiro libero. Sul 59-64, però la Libertas si è ingolfata. Proprio come accadde a Rieti. Qualche pasticcio in attacco, alcuni canestri di pregevole fattura di Piacenza e tutto è tornato in discussione: 65-64 per la squadra di Salvemini. Nel finale il punto a punto è durato un paio di minuti. A indirizzare psicologicamente e nei fatti la partita dalla parte dei biancorossi è stato un canestro pazzesco di Maglietti a 1’28” dalla fine: spalle a canestro, marcatissimo, senza guardare ha lanciato in cielo una preghiera che si è adagiata dolcemente nella retina per il 69-68. Sul successivo possesso Williams ha perso palla, Criconia ha impallinato (manco a dirlo) da 3 e il riso è andato in cottura. La Libertas merita un encomio per il carattere mostrato nel momento della grande rimonta, dopo il ko di Terenzi, ma il 30% da 3, a fronte del 45% di Piacenza e il 60% ai liberi non potevano che condurre nella terra di nessuno, là dove si perde, si dorme poco e si medita su ciò che poteva essere e che invece non è stato.
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