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Calcio: Serie D

Livorno, Maremma amara: a Grosseto un pari che non serve

di Alessandro Lazzerini
Livorno, Maremma amara: a Grosseto un pari che non serve

Grifone in vantaggio con l’ex Cretella, il pari amaranto arriva solo su rigore. Ma resta il rimpianto: con una vittoria avrebbe agganciato il terzo posto in classifica

27 febbraio 2023
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GROSSETO. Il Livorno è un alunno attento, che segue bene la lezione, a casa studia con costanza ed è convinto di aver immagazzinato tutte le nozioni. Ma quando arriva all’esame “Trasferta” in un attimo si dimentica tutto. Suda freddo di fronte al foglio bianco con l’ansia di non riuscire a riempirlo e finisce per tornare a casa sempre nello stesso modo. A testa bassa, con la testa piena di rimpianti e nelle orecchie l’eco del solito verdetto: bocciato.

Scelte quasi obbligate

La sfortuna alla vigilia non ha certo aiutato Esposito, visto che sia Mazzucca che Camarà, due quote che potevano rivelarsi utili, sono state bloccate a casa dalla febbre. In mezzo al campo Neri G. era squalificato e Pecchia non ha tenuta fisica per giocare dall’inizio e quindi la scelta, come quota 2002, si è ridotta a Longo e Bamba. Il tecnico amaranto ha scelto il primo, ma non è andata bene. Obbligata quindi questa scelta, così come quella di non poter sostituire Lorenzoni, perchè a destra senza Camarà non c’è alternativa under e l’unico 2003 è Belli, ormai fuori dalle rotazioni. Opinabile invece quella di tenere fuori Lucatti, in una partita giocata solo su lanci lunghi.

Primo tempo da incubo

Due cross da sinistra e due calci d’angolo concessi nei primissimi minuti erano state le prime avvisaglie di una prima frazione di sofferenza. In cui il Livorno non riusciva mai a impostare l’azione dal basso con qualità (quanto manca un regista vero) e si affidava ai lanci lunghi. Prima Russo, poi Giampà e Fancelli con lo stesso effetto: boomerang. Ogni palla lanciata tornava indietro, ma tra i piedi dei centrocampisti del Grosseto perchè gli attaccanti labronici perdevano ogni duello. E la pressione locale è stata premiata al 37’ quando l’ex Cretella è saltato più in alto di tutti segnando l’1-0 con un po’ di fortuna.

Cercasi attacco

In trasferta l’ultima volta che il Livorno ha segnato due gol ha vinto. Era il 28 settembre e si giocava a Terranuova Traiana con almeno 20 gradi e un bel sole in cielo. Nelle ultime cinque sfide lontano dal Picchi, invece, gli amaranto hanno segnato solo in due occasioni (Ponsacco e ieri), ma anche a Grosseto i tiri in porta si contano sulle dita di una mano, e qualcuna avanza pure visto che l’unica degna di nota è quella sprecata da El Bakhtaoui di testa. La squadra ha fatto enorme fatica a creare superiorità numerica negli ultimi metri e rendersi pericolosa, senza che nessuno degli avanti trovasse il guizzo. Ne è arrivato solo uno grazie alla caparbietà di un mediano, Luci, bravo a guadagnarsi il rigore in una ripresa giocata meglio grazie anche all’espulsione di Pasciuti al 71’. Dal dischetto Lo Faso ha trasformato con l’aiuto della dea bendata che aveva già salvato il Livorno sui pali di Crivellaro e Gomes

Vorrei ma non posso

E’ questo il ritornello della stagione del Livorno che potrebbe chiudere il cerchio e salire al gradino superiore, ma nel momento decisivo difetta del killer instinct della grande squadra. Il Poggibonsi ha perso a Ghivizzano e vincendo Luci e compagni avrebbero agganciato il terzo posto che vuol dire semifinale playoff in casa. C’è da stare attenti al ritorno del Gavorrano, ora quarto insieme agli amaranto. Arezzo e Pianese sono scappate e l’obiettivo di agganciare il Poggibonsi dista comunque solo due punti per un Livorno che di più non riesce proprio a fare.
 

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