Livorno calcio, cresce l'attesa per gli spareggi: «Sono le nostre finali di Champions»
Dai Club alla Curva Nord: «Finalmente una società seria, domenica tutti allo stadio»
LIVORNO. Tutti allo stadio. Il motto più semplice ed immediato irrompe in questa primavera travestita d'autunno. Tutti allo stadio. Nessuno escluso. Il Livorno chiama. Il popolo amaranto deve rispondere. La categoria? È un dettaglio trascurabile proprio come il nome dell'avversario. Il tam tam è partito da giorni: nei club, nei ritrovi degli sportivi, sui social. C'è da battere il Figline ? E' come se ci fosse da battere la Juventus. Quando c'è di mezzo il Livorno, la ragione lascia il posto all'amore sconfinato, incondizionato. Massimo Gnolfo, è un tifoso storico. Non usa giri di parole: «Domenica inizia la nostra Champions League che potrebbe sancire l'inizio della rinascita. Dobbiamo sostenere questo gruppo perché è un Livorno pulito, una società perbene che programma il futuro. Penso al possibile accordo con la Pro Livorno per l'acquisto di strutture e per il settore giovanile. In pochi mesi, partendo praticamente da zero l'US Livorno 1915 ha scritto una storia bellissima che sono certo continuerà a lungo. E poi c'è un concetto che mi preme sottolineare: per risalire dobbiamo passare attraverso questa categoria. L'Eccellenza, come accadde in passato, è il viatico per tornare là dove meritiamo.
Quindi andiamo a sostenere i ragazzi domenica e trasciniamoli al successo Il sogno? Vedere sugli spalti 8mila tifosi come contro lo Staggia nel 1991. Sempre e solo per il nostro colore: la nostra maglia è a tinta unita e non a strisce». Anche Curzio Galatolo, segretario del Club Magnozzi usa la parola 'rinascita': «Dobbiamo uscire da questa categoria, Dobbiamo tutti insieme contribuire alla rinascita del Livorno e portare a casa questo risultato. Tutti allo stadio per la città, per il presidente Toccafondi, per Igor Protti, per la società, per questi ragazzi e per noi tifosi. Le previsioni del tempo non sono buone? Noi di Livorno non ci facciamo intimorire da un po' di pioggia». Nedo Di Batte presidente del Club Campanile ha deciso di tornare allo stadio proprio in occasione dei playoff dopo un periodo difficile dovuto a un grave lutto che l'ha colpito: «Ho saltato qualche partita. Avevo deciso di non venire più. Poi invece, sono andato a comprare i biglietti per alcuni amici e ho sentito il richiamo dell'Ardenza a cui non ho resistito. La vita va avanti e nella nostra vita c'è il Livorno. E io devo stare al fianco della mia squadra del cuore. Spero che il mio esempio induca molti altri tifosi a venire allo stadio domenica. Il Livorno ha bisogno di noi e noi dobbiamo sostenerlo che davanti ci sia il Figline o la Juventus».
Sono giorni caldi per i tifosi della Curva Nord Fabio Bettinetti che in questi giorni hanno annunciato - con un comunicato - che le riunioni (a cominciare da quella che si è tenuta ieri sera in Piazza della Repubblica) si svolgeranno in varie zone della città: "In questo modo - dicono - intendiamo coinvolgere la città, portare tanti tifosi allo stadio ed essere, come da tradizione, il dodicesimo uomo in campo. Spinelli non c'è più, quindi non ci sono più alibi. Dobbiamo sostenere la squadra in questo cammino verso la serie D. In caso di promozione, infatti, si aprirebbero nuove prospettive sotto tutti i punti di vista». Ernat Mica ama il Livorno e lo dimostra con un paio di frasi che arrivano dirette al cuore: «Abbiamo fame di rinascita. Mi pare un buon motivo per andare tutti allo stadio». Lui è uno dei ragazzi della Curva Nord che tengono alta la bandiera amaranto in ogni stadio, sempre e comunque. «E c'è un altro aspetto - aggiunge - che dobbiamo considerare: percepiamo che stiamo lavorando per tornare grandi e c'è chi ha voglia di rivalsa dopo ciò che abbiamo subito negli ultimi anni di assoluta distruzione. Noi non meritiamo questi palcoscenici. Mortificano la nostra storia, il nostro blasone. Anche se la nostra passione non conosce categoria. Togliamoci subito dal campionato di Eccellenza. Forza ragazzi: saremo con voi. Come sempre, più di sempre».
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