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Stop forzato ma si riparte Il torneo per Ilaria Carella guarda già al futuro

Donatella Domenici
Stop forzato ma si riparte Il torneo per Ilaria Carella guarda già al futuro

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Il periodo era quello giusto. Quello in cui il PalaCosmelli si colorava di striscioni e foto sorridenti della giovanissima e bellissima Ilaria Carella, la sfortunata diciottenne che il destino ha portato via dai suoi cari e dagli amici sei anni fa. Periodo in cui società di basket, di danza, e tantissimi amici si riunivano per ricordarla con tanto affetto. Anche in questo caso il Covid colpisce, impedendo l’organizzazione del “VI Memorial Ilaria Carella”, ma la famiglia, mamma Mirella, papà Eugenio e il fratello Davide ci raccontano: «Il punto di partenza da cui nasce questa iniziativa è sempre lei, la nostra amata Ilaria, figlia sorella cugina nipote e amica di una vita mai dimenticata, che ricorre sempre nei nostri pensieri e alla quale ogni anno dedichiamo questa manifestazione fatta di basket e ballo, due delle cose che Ila amava fare. Quest’anno purtroppo a causa della pandemia non sarà possibile, ma non per questo ci fermeremo, non per questo ognuno di noi non ricorderà Ilaria in tutto il suo splendore, non per questo il suo sorriso non accompagnerà ogni nostro passo».

«Non possiamo pensare di fare quello che facciamo senza il suo sostegno che, per quanto ai più possa apparire impossibile, a noi traspare in tutta la sua forza, dai piccoli grandi segnali che riusciamo a captare. Il Memorial tornerà non appena possibile, sarà una nuova tappa in questo percorso condiviso con le persone che partecipano o anche solo ci sostengono». «Quando abbiamo organizzato il primo Memorial – dice il papà – non sapevamo se e come lo avremmo fatto ogni anno, perché non è facile organizzare, per tanti motivi. Invece è passata la seconda, poi la terza, fino ad arrivare alla quinta. Col dolore dentro ma con la forza del suo sorriso abbiamo camminato insieme, e continueremo a farlo».

«Il nostro immenso grazie – aggiungono mamma Mirella e Davide - va alle società sportive, alle attività commerciali, a quelle persone che ci hanno ascoltato e aiutato ad organizzare, a chiunque abbia partecipato fisicamente o anche solo col pensiero ed ai tanti amici che continuano a esserci». —

Donatella Domenici

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