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Livorno

Vai "Gasba", il futuro del baby amranto è azzurro

di Gianni Tacchi
Vai "Gasba", il futuro del baby amranto è azzurro

Livorno, il difensore Andrea Gasbarro titolare e protagonista con la maglia azzurra dell’Under 20

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LIVORNO. Il primo fu Ceccherini, mandato a Pistoia per crescere e lanciato qui nel 2012 da Nicola. Lo scorso anno, da Pontedera, è tornato invece Gonnelli. E lo stesso percorso, quest’estate, l’ha fatto Andrea Gasbarro. Storie simili di difensori livornesi cresciuti nel vivaio amaranto, sbocciati altrove e rientrati per essere protagonisti. Se il “Cecche” sta tornando quello di una volta e il “Gonne” ha appena superato i problemi fisici degli ultimi mesi, il “Gasba” è una delle grandi sorprese di questo inizio di stagione. Non solo per le 5 partite su 6 giocate da titolare in campionato, ma anche per la prima convocazione in Under 20.

Subito titolare. Scelto e chiamato dal ct Evani, mercoledì Gasbarro è partito dal primo minuto contro la Polonia (torneo Quattro Nazioni, 2-2 il risultato finale con gol su rigore di Aramu, entrato nella ripresa come Palazzi) e ha giocato tutto il match. Non da terzino sinistro, dove si sta adattando con la maglia amaranto, ma al centro della difesa, «nel mio ruolo naturale». Ed è stato uno dei migliori in campo, tra un gran salvataggio nel secondo tempo e tante ottime chiusure. In quella che era la sua prima esperienza con l'Under 20, ma la seconda in azzurro, visto che 4 anni fa venne selezionato dall’Under 16 per un torneo in Ucraina.

«Quando sono partito per questa avventura – ha detto l’ex Pontedera, che ha chiuso la sfida con un cartellino giallo – non pensavo certo di debuttare dall'inizio. Poi però, nei primi allenamenti della settimana, il mister mi ha inserito nella formazione titolare. E così ho capito… È stata una grandissima soddisfazione, una bellissima esperienza. Sensazioni? Ottime, ho trovato un gruppo di ragazzi bravi e umili. C’è però grande amarezza per il risultato, visto che siamo andati in vantaggio due volte. Peccato, abbiamo preso due gol da polli, soprattutto il secondo».

I consigli di Panucci. Gol da polli? Sì, le stesse parole usate dal tecnico amaranto per commentare le ultime reti incassate dal Livorno. È stato proprio Panucci a lanciarlo contro il Pescara, osservando poi la sua crescita gara dopo gara. Solo una panchina fin qui per Gasbarro, sabato scorso a Cesena. «Sinceramente non mi aspettavo di giocare così tanto – dice il difensore classe 1995 – sono felice, questa prima parte di campionato è stata positiva. Panucci? Mi ha dato spazio e fiducia, i suoi consigli sono fondamentali per me. Avendo iniziato con un modulo offensivo come il 4-2-3-1, a me e a Calabresi chiede soprattutto un lavoro di copertura».

Una vita amaranto. Gasbarro è entrato nel vivaio del Livorno da bambino e ha giocato in tutte le categorie fino alla Primavera, nella stagione 2012/13. E ha sempre avuto un sogno, la prima squadra.Solo toccata all’epoca di Nicola con qualche allenamento, vissuta invece come protagonista da quest’estate. Quando la società amaranto ha risolto a suo favore la comproprietà con il Pontedera (Lega Pro), dove il difensore ha disputato le ultime due stagioni: 9 presenze nel primo campionato, condizionato però da un infortunio, ben 30 nel secondo. Con il gol numero 1 tra i professionisti a Carrara (1-1 il finale), dedicato a mamma Alessandra, a babbo Marco e a suo fratello Luca. «Quella di Pontedera è stata un’esperienza utilissima, che mi ha formato. Io credo che sia giusto partire dal basso, magari proprio dalla Lega Pro, per provare a fare la scalata. Certo, poi c’è chi ci riesce e chi no, io comunque spero di continuare così. Gioco nella squadra della mia città, non posso chiedere di più».

Verso l’Avellino. E pensare che Gasbarro, da piccolo, era tutt’altro che un difensore. «Giocavo a centrocampo, a volte anche sulla trequarti – racconta sempre – poi mi spostarono dietro e iniziò questo percorso». Che ora lo vede protagonista in Serie B, come terzino sinistro. Per domenica è in ballottaggio con il croato Kukoc, ma dopo le ultime due sconfitte conta solo rialzare la testa. «L’Avellino? Sfida complicata, ma daremo il 100% per riscattarci». E far esplodere il Picchi, proprio come sognava da bambino.

(ha collaborato Stefano Rosso)

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