Il Tirreno

Livorno

Consoliamoci con i nostri puledri

dall'inviato
<b>IN VOLO. </b>Francesco Bardi
IN VOLO. Francesco Bardi

Applausi per Bardi: «Una grande emozione, e che gesto Crespo...»

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 PARMA. «Mio fratello è figlio unico», cantava Rino Gaetano. Per i Lucarelli brothers il discorso non vale, visto che sono legatissimi, ma ieri il derby calcistico in famiglia non c'è stato. Al film del "Tardini" hanno recitato due parti contrapposte. Alessandro in campo per un'ora (quando Guidolin l'ha tolto è stato proprio il tecnico a dare il "la" a tutto il pubblico per la standing ovation, poi quando gli è arrivato accanto l'ha abbracciato), Cristiano invece in tribuna. Infortunato, ma presente per riannusare l'aria del capoluogo emiliano, il suo futuro come da contratto in attesa di parlare col presidente Ghirardi.  L'ultimo atto del campionato, dunque, servirà per ricordare più che altro il verde Livorno messo in campo da Ruotolo: Bardi, Modica, Lignani (rilevato al 55' da Simeoni), Oussou, Bernardini, Prutsch. Un mix fra puledri della Primavera all'esordio o quasi più i vent'anni dell'austriaco e i 23 del biondo difensore venuto dal Varese. Prove di futuro, insomma.  In sala stampa l'ultimo giorno di scuola sembra il ballo dei debuttanti. Francesco Bardi sorride come un bambino che ha appena scartato il pacco di Babbo Natale. Certi giorni anche chinarsi per quattro volte a raccogliere il pallone in fondo al sacco non ti fa sentire degno dell'inferno. «Esordire in serie A a diciotto anni - dice il numero 92, l'anno della sua nascita - è una cosa fantastica. Devi riuscire a gestire emozioni molto superiori rispetto a quando giochi nella Primavera, ma io penso di esserci riuscito. Alla fine ho ricevuto diversi complimenti, e questo ovviamente fa piacere. È stata una partita abbastanza positiva, qui a Parma era un Livorno veramente giovane come età media e con tanti debuttanti tutti insieme. Abbiamo perso, però non credo che la prestazione complessiva sia stata disprezzabile».  Un gol maligno al 46' del primo tempo e poi due in quattro minuti dopo l'intervallo. «Sul primo tiro di Lanzafame in effetti quella lieve deviazione di Oussou mi ha fregato, facendomi rimbalzare la palla davanti». Non ha avuto colpe, Bardi, tanto è vero che al momento di andare negli spogliatoi De Lucia l'ha consolato con un abbraccio da fratello maggiore. Poi, nella ripresa, il 4-1 finale di Crespo. «Prima lo avevo fermato io di piede, negandogli la gioia del gol. La mia parata più difficile. E quando al 90' è riuscito a segnare si è avvicinato e mi ha chiesto scusa. Un bel gesto venuto da un grande campione».  Anche Samuele Modica sorride. «Anche se il risultato è pesante questo Livorno così imbottito di giovani ha fatto una buona figura. Galante all'inizio ci dava dei consigli, poi è uscito e abbiamo dovuto arrangiarci. No, non sapevo di giocare. È stata una sorpresa del mister. Cosa mi ha detto? Gioca tranquillo e fai le cose semplici...».  Matteo Lignani dopo i minuti-qualità con la Lazio è partito titolare. «Nel primo tempo - dice il ragazzo di Spoleto - abbiamo anche avuto occasioni per fare gol, poi l'1-0 di Lanzafame e le due reti in sequenza ci hanno un po' tagliato le gambe. Sarà stata l'emozione, o forse la stanchezza, ma a un certo punto mi sono venuti i crampi. Io e Modica non pensavamo di essere titolari, il mister ce l'ha detto all'ultimo. Ringrazio tutti i compagni, ci hanno dato tanti incoraggiamenti. Nel mio caso Raimondi e Bernardini, i più vicini alla mia zona di campo». Renzo Marmugi

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