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Livorno

Rifiuti

Livorno, bidoni in centro ancora tutti aperti: perché è slittata l’attivazione delle tessere

di Claudia Guarino

	Alcuni bidoni in centro (foto d'archivio)
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Alcuni bidoni in centro (foto d'archivio)

L’assessora Cepparello: «Prima raffiniamo la raccolta per le utenze non domestiche»

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LIVORNO. «Quei bidoni sarebbero per i residenti», dice una donna rivolgendosi a un ragazzo che è in piazza Roma con un sacchetto in mano. «Se sono aperti vuol dire che posso utilizzarli», risponde lui. «Ma non dovrebbe essere così». Effettivamente dovrebbero essere accessibili solo a chi abita in zona tramite l’utilizzo di una tessera. Perché per questo erano nati i cosiddetti bidoni intelligenti. Ma, nonostante questo, vengono ancora utilizzati da tutti come normali cassonetti. «Sono ancora aperti – conferma l’assessora Giovanna Cepparello – sia per limitare gli abbandoni sia perché abbiamo un progetto in corso sulla separazione del flusso delle utenze domestiche da quello delle utenze non domestiche. L’obiettivo resta quello di chiuderli». Ma andiamo con ordine.

I bidoni

I nuovi bidoni per la raccolta differenziata – complessivamente 350 destinati al centro della città – sono stati presentati due anni e mezzo fa, sono costati un milione e sono stati dislocati lungo le vie del centro allargato, pentagono e Venezia. E l’idea era quella di riservarli ai residenti, che avrebbero potuto aprirli tramite una tessera o con il cellulare in modo tale (questo in prospettiva) da poter anche conteggiare la quantità di rifiuti prodotti da ogni utenza utilizzando poi i dati per la tariffa puntuale, una volta andata a regime.

Tutti aperti

I contenitori sono ancora lì, ma delle tessere neanche l’ombra. Dunque i cassonetti sono aperti sempre e sono a disposizione di tutti. Chi vuole arriva davanti al bidone, tira a sé lo sportellino o utilizza il pedale e getta dentro ciò che ha da gettare.

Gli abbandoni

Cepparello spiega che «l’idea è quella di chiuderli, ma attualmente c’è ancora il timore che facendolo possa intensificarsi il fenomeno degli abbandoni». Il rischio, insomma, è che chi trova i cassonetti chiusi possa decidere di lasciare il sacchetto direttamente fuori dai contenitori. Inoltre Cepparello parla di «un progetto che ha preso il via all’inizio dell’estate con circa venti utenze non domestiche del centro e che si è poi allargato a cinquanta. Queste cinquanta utenze non stanno più utilizzando i cassonetti. In piazza Damiano Chiesa, per esempio, la raccolta delle utenze domestiche era mescolata a quella delle non domestiche e c’era una discarica a cielo aperto. Adesso invece è tutto pulito. Quando questo progetto sarà più maturo a quel punto sarà il momento di chiudere i cassonetti. Parallelamente abbiamo chiuso temporaneamente l’isola ecologica Sant’Anna ed è stato fatto un registro delle utenze non domestiche che possono conferire. Chiudiamo i bidoni appena siamo in grado di poter dire che il grosso delle utenze non domestiche del centro ha un suo giro di raccolta».

 

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