Livorno, rebus lavori dopo il sequestro sul Rio Maggiore: «Va fatta chiarezza velocemente»
Dopo l'operazione della polizia provinciale fra via Cattaneo e via dei Pensieri parla il sindaco Luca Salvetti: «Chiederò una relazione dettagliata»
LIVORNO. Se saranno accertati reati connessi a un’ingente quantità di rifiuti, allora si dovrà andare fino in fondo. Ed è bene che si faccia chiarezza in fretta. Anche perché i lavori dovranno ripartire. Ecco, in sostanza, il cuore della posizione del sindaco Luca Salvetti, che interviene sul ritrovamento della spazzatura nella terra accumulata all’interno del cantiere per lo stombamento del Rio Maggiore. Al momento c’è un’inchiesta aperta per abbandono di rifiuti e la polizia provinciale, su delega del sostituto procuratore Alessandra Fera, sta andando avanti con le indagini.
La segnalazione
Il caso è esploso martedì scorso dopo la segnalazione da parte di una cittadina. La residente ha parlato di interramento di rifiuti nella zona del cantiere da parte della ditta incaricata dei lavori. La polizia provinciale è quindi intervenuta e ha sequestrato alcuni cumuli di terra mista a rifiuti. Il Genio civile della Regione Toscana, che a Livorno è responsabile di tutti i lavori di messa in sicurezza idraulica post alluvione, ha sostenuto che i rifiuti sono estranei al cantiere ipotizzando la manomissione dei cumuli ed escludendo una possibile responsabilità della ditta, i cui dirigenti sono stati sentiti in procura.
«Serve chiarezza»
«Questa vicenda – dice Luca Salvetti – deve assolutamente essere chiarita nei suoi contorni reali. Il sindaco e l’amministrazione vogliono sapere di cosa realmente stiamo parlando». Il primo cittadino sottolinea insomma l’urgenza di capire di più circa il caso Rio Maggiore. «Se lì qualcuno ha provato a commettere reati e se l’entità dei rifiuti sotterrati è ingente, allora siamo pronti a perseguire penalmente fino in capo al mondo chi ha provato a fare danni alla nostra città». Se, viceversa, «il caso ha contorni più limitati e meno gravi, come qualcuno mi sta dicendo, dobbiamo farlo emergere nel minor tempo possibile anche per evitare inutili allarmismi tra la cittadinanza. Per questo ci affidiamo completamente al lavoro della polizia provinciale e della procura e alla disponibilità del Genio civile regionale responsabile del cantiere nel ricostruire l’accaduto».
Cantieri lunghi
Anche perché «stiamo parlando di cantieri che in tutta Livorno stanno andando avanti da otto anni. Dall’Ugione al Chioma attraverso le opere sul Rio Maggiore e il Rio Ardenza, abbiamo sempre rilevato la qualità degli interventi e delle ditte impegnate. L’unico vero intoppo è stato quello dell’azienda che ha dovuto poi abbandonare ai Tre Ponti, ma la criticità è stata superata e l’iter di realizzazione del ponte è stato ripreso».
«Basta contrattempi»
Secondo il sindaco è quindi «necessario che, nel momento in cui manca solo il 20% degli interventi previsti, non ci siano contrattempi o storture che, per noi, sono inaccettabili sempre, ma ancora di più quando si parla di una messa in sicurezza del territorio che sta rappresentando un fiore all’occhiello dello sviluppo della città. Chiederò una relazione dettagliata dell’accaduto al Genio civile e seguirò il lavoro d’indagine che è partito con grande efficacia».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
