Livorno, caro benzina: letame davanti all’Eni e invasione dei distributori
Mobilitazione dell’Usb: «Il prezzo del carburante non è più sostenibile per lavoratori e famiglie»
LIVORNO. Pompe di benzina invase e sacchi di letame scaricati davanti alla raffineria Eni di Stagno. La protesta contro il caro carburanti arriva anche a Livorno, dove l’Usb ha aperto lo stato di agitazione sindacale e annunciato una manifestazione davanti al deposito e carico carburanti alla periferia nord della città, accanto all’ingresso dell’impianto.
Il sindacato contesta l’aumento del prezzo di benzina e gasolio e parla di «caro vita» e di salari che non tengono il passo con l’aumento dei costi. La mobilitazione è stata accompagnata da iniziative davanti ad alcuni distributori di carburante e, nelle scorse ore, dal gesto dimostrativo davanti all’impianto Eni: sacchi di letame sono stati scaricati all'esterno della struttura.
L’Unione sindacale di base sostiene che il prezzo dei carburanti abbia ormai raggiunto livelli non più sostenibili per lavoratori e famiglie. Nel volantino diffuso per annunciare la mobilitazione, il sindacato mette a confronto la situazione attuale con quella del luglio 2008, quando il petrolio arrivò a sfiorare i 150 dollari al barile e il gasolio in Italia costava circa 1,50 euro al litro.
«Adesso basta: benzina alle stelle e salari fermi al palo», è lo slogan scelto dall’Usb labronica, capitanata dal leader Giovanni Ceraolo, che accusa le multinazionali dell’energia di continuare a realizzare profitti mentre aumenta il costo della vita. Nel mirino del sindacato finiscono anche le politiche del Governo, l’escalation militare e le risorse destinate al riarmo.
La protesta riguarda però soprattutto il potere d’acquisto. Secondo l’Usb, gli aumenti salariali ottenuti negli ultimi anni non sarebbero riusciti a compensare l’inflazione e l’incremento delle spese quotidiane. Da qui la decisione di aprire lo stato di agitazione e di chiamare i lavoratori alla mobilitazione.
L’appuntamento annunciato a Livorno è per giovedì primo ottobre, alle 17,30, davanti al deposito e carico carburanti di Stagno, accanto all’ingresso della raffineria. L’Usb collega inoltre la protesta locale a una mobilitazione nazionale più ampia, annunciando per il 30 ottobre lo sciopero nazionale dei lavoratori portuali e manifestazioni nelle città sui temi della guerra e del riarmo. L’obiettivo dichiarato dal sindacato è quello di «tornare a bloccare il Paese». «Basta profitti sulla pelle dei lavoratori, basta carovita, basta salari da fame, basta guerra e riarmo», è l’appello conclusivo dell’organizzazione sindacale.
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