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Colpo di scena

Grosseto, omicidio Nicolas Matias Del Rio: ha confessato Klodjan Gjoni – La lettera del carcere

di Pierluigi Sposato

	Nicolas Matias Del Rio
Nicolas Matias Del Rio

Il corriere argentino 40enne è stato rapinato delle borse a marchio Gucci, il cui corpo senza vita venne ritrovato in un pozzo, nel terreno di una villetta a Case Sallustri di Arcidosso il 26 giugno 2024

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GROSSETO. Ha confessato Klodjan Gjoni, il 35enne operaio albanese condannato all'ergastolo dalla Corte di assise nel marzo scorso per l'omicidio di Nicolas Matias Del Rio, il corriere argentino 40enne rapinato delle borse a marchio Gucci, il cui corpo senza vita venne ritrovato in un pozzo, nel terreno di una villetta a Case Sallustri di Arcidosso il 26 giugno 2024.

La lettera

Lo ha fatto con una lettera scritta dal carcere di Viterbo e indirizzata alla corte stessa, nella quale dichiara di essere pentito e di voler chiedere scusa alla famiglia di Del Rio. Ha spiegato, come riferisce il suo difensore - l'avvocata Federica Putignano - di aver messo le mani sulla bocca di Del Rio, rinchiuso nella soffitta della villetta, perché questi si era liberato del sacchetto sulla testa e del nastro sulla bocca e stava urlando, pur se ancora legato. Una pressione che avrebbe stordito Del Rio. Sarebbe intervenuto poi Ozgur Bozkurt, 40enne cittadino turco, anche lui condannato all'ergastolo, che avrebbe stretto intorno al collo del corriere un filo elettrico fino alla morte. Tutto ciò sarebbe avvenuto la mattina del 24 maggio, due giorni dopo la rapina. Gjoni non avrebbe avuto alcuna intenzione di uccidere, quel giorno sarebbe andato a Case Sallustri insieme a Bozkurt soltanto per valutare le condizioni del corriere e decidere dove spostare il luogo di detenzione. La Corte di assise ha condannato (concorso anomalo - era stato scagionato dagli altri due) a 21 anni, due mesi e venti giorni anche un terzo imputato, Emre Kaia, 30 anni, anche lui originario della Turchia.

Il gesto di pentimento

Gjoni ha voluto manifestare concretamente il proprio pentimento consegnando alla vedova Alejandra diecimila euro, anche per il figlioletto Gabriel.

La richiesta di giustizia riparativa

L'avvocata ha anche depositato una richiesta di accesso alla cosiddetta giustizia riparativa, un percorso parallelo a quello giudiziario. Un’istanza che, se accolta, potrebbe influire sui benefici futuri sempre nell'ambito della detenzione. Una decisione a questo riguardo sarà presa a fine mese.

I ricorsi in appello

Sono intanto già stati presentati due ricorsi alla Corte di assise di appello: quello di Gjoni e quello di Bozkurt, a giorni verrà depositato anche quello per Kaia.

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