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Livorno, cancelli chiusi negli stabilimenti ma i moletti sono ancora strapieni – Mare tutto l’anno: balneari divisi

di Claudia Guarino

	Il cancello chiuso dei bagni Pancaldi e il moletto di San Jacopo il 22 settembre (foto Stick)
Il cancello chiuso dei bagni Pancaldi e il moletto di San Jacopo il 22 settembre (foto Stick)

Ganni (Lido): «Parliamone». Giachetti (Tirreno): «Infattibile». L’assessora Ferroni: «Non possiamo obbligare i Bagni a non chiudere ma se ci sono iniziative le ascolteremo»

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LIVORNO. Il cielo terso e l’aria leggera sono indizi del cambiamento. Ecco anche la scia di bambini di fronte di fronte alle scuole, circondata dal traffico di genitori trafelati. Basta gabbionate. Basta tuffi. L’estate è finita. Prova ne siano le cancellate sbarrate degli stabilimenti livornesi. Il bagnino apre solo per chiudere gli ombrelloni e ammassarli in disparte. Anzi, no.

L’aria in effetti è ancora calda e a pensarci bene in costume tanto male non si sta. E il moletto di San Jacopo stracolmo è l’esempio di una stagione sempre più lunga. «Chiudiamo il 20 settembre perché andare oltre non è economicamente sostenibile», dice Gianfranco Giachetti, titolare dei bagni Tirreno. Altri operatori, invece, hanno deciso di aprire i propri spazi in concessione nei fine settimana di ottobre e novembre. Un mare d’autunno a sprazzi, dunque, ma niente mare d’inverno. Un tempo ci si era provato. Il Comune chiamava a raccolta gli operatori per vedere se era possibile organizzare dei turni di apertura.

«Se ci si dovesse ritentare io non avrei problemi a sedermi a un tavolo per capire se è possibile mettersi d’accordo – dice Riccardo Ganni dei Bagni Lido – chiaramente è un’ipotesi che richiede organizzazione». Anche perché il 20 settembre è tradizione smantellare tutto e ripulire così da chiudere fino alla prossima stagione o per approntare il bagno alle iniziative autunnali. «Il settore – dice l’assessora al Demanio Viola Ferroni – è regolato da un preciso quadro normativo che permette l’apertura degli stabilimenti anche oltre la stagione balneare propriamente detta. Non possiamo, come Comune e nell’ottica del libero mercato, costringere i concessionari ad aprire al di fuori del periodo d’obbligo, ma se ci sono delle iniziative da parte dei singoli siamo pronti ad ascoltarle nel rispetto del quadro normativo predetto».

La normativa

L’ambito, nello specifico, è regolato da una legge nazionale recepita a livello locale tramite un’ordinanza della capitaneria di porto e, in alcuni casi, da un’ordinanza comunale. Gli stabilimenti balneari sono obbligati a rimanere aperti dal 15 giugno al 15 settembre, anche se in alcuni casi sono previsti slittamenti per l’apertura a cui deve corrispondere anche uno slittamento della chiusura. L’ordinanza balneare emessa lo scorso maggio dalla Capitaneria di Porto di Livorno specifica inoltre che «ai fini della sicurezza della balneazione, nel periodo compreso tra il 16 maggio e il 20 settembre i concessionari di strutture balneari sono obbligati a garantire il servizio di assistenza e salvataggio bagnanti». Al di fuori di questa data «ove siano previste aperture delle strutture, i concessionari devono apporre cartelli ben visibili indicanti la balneazione non sicura».

Liberi tutti

In sostanza, quindi, i balneari sono obbligati ad aprire per un determinato periodo, mentre per la rimanente parte dell’anno – se la concessione che hanno non copre solamente i mesi della stagione balneare – possono scegliere se farlo o meno. Normalmente a Livorno si parte a Santa Giulia, poi chi decide di aprire oltre il periodo d’obbligo lo fa nel fine settimana e offrendo servizi differenti rispetto all’estate piena. Non per forza gli ombrelloni, per intendersi, ma eventi o pranzi. Per prolungare l’attività, insomma, basta avvisare il Comune, che in teoria non può prendere decisioni ostative in tal senso.

Aperture il week end

«Noi abbiamo chiuso il 20 – spiega Ganni – e adesso facciamo una piccola pausa. Poi per tutto il mese di ottobre e per quello di novembre garantiremo l’apertura durante i fine settimana, i prefestivi e i festivi, offrendo il servizio self-service, il bar e il noleggio di lettini e sdraio, sempre a ingresso gratuito». Non tutto lo stabilimento sarà fruibile «perciò qualche giorno di chiusura per sistemare tutto è necessario».

Il mare d’inverno

Il titolare dei Bagni Lido dice che da tempo il Bagno è organizzato così per quanto riguarda le aperture e che si trova bene «ma se vogliamo ragionare sul mare d’inverno facciamolo». Un’idea, questa, che invece non convince Gianfranco Giachetti dei Tirreno. «Non conviene economicamente andare oltre il 20 settembre – sostiene –. I costi di gestione sono alti e qui intorno ci sono già tanti bar e ristoranti. Quindi chiudiamo a settembre per poi riaprire verso Pasqua». Giachetti dice che quest’anno si è vista meno gente nello stabilimento. «Ho notato che in molti hanno sfruttato le aree libere alla Bellana e a San Jacopo». Mentre l’ipotesi di una turnazione per aperture invernali concordate tra stabilimenti è considerata «difficilmente applicabile» da Giachetti, che attualmente sta sistemando il suo stabilimento. Così come i Bonaventura. «Noi dobbiamo rifare le cabine lato Acquaviva – dice il titolare Piero Bonaventura – e dobbiamo capire come riuscire a rendere compatibile questa operazione con l’apertura, per esempio, del ristorante. Ma non dello stabilimento, sarebbe impossibile considerando che dobbiamo pulire e sistemare tutto. Il centro congressi, invece, resta funzionante». l

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