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Livorno, lavoratori licenziati dopo una lite: «Provvedimento sproporzionato» – L’azienda: «Comportamenti non tollerabili»

di Claudia Guarino

	Un intervento in città della Labromare (foto archivio)
Un intervento in città della Labromare (foto archivio)

La situazione riguarda due dipendenti della Labromare: previsto per lunedì l’incontro tra i sindacati e la proprietà della società di bonifiche ambientali

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LIVORNO. «Due operai sono stati licenziati a seguito di un diverbio. Noi riteniamo questo provvedimento sproporzionato rispetto alla gravità dell’episodio». A dirlo, riferendosi a due lavoratori di Labromare, azienda che si occupa di bonifiche ambientali, è il segretario della Fp - Cgil di Livorno Emiliano Sartorio, che dichiara l’avvio dello stato d’agitazione. «Non si è trattato di un semplice diverbio e certi comportamenti non sono tollerabili - commenta Massimo Nicosia, amministratore delegato di Labromare -. Ad ogni modo abbiamo già convocato i sindacati per lunedì».

«Sanzione eccessiva e sproporzionata»

A dare notizia dell’accaduto è la Cgil. «Alla luce degli elementi a nostra disposizione e delle testimonianze rese dai lavoratori presenti al momento dei fatti - scrive il sindacato in una nota - riteniamo che la decisione aziendale di applicare la massima sanzione disciplinare risulti eccessiva e sproporzionata rispetto alla natura e alla concreta gravità dell’episodio. Pur ribadendo che nei luoghi di lavoro debbano essere sempre garantiti comportamenti corretti, rispetto reciproco e condizioni che tutelino la sicurezza e la dignità di tutti, riteniamo altrettanto fondamentale che l’esercizio del potere disciplinare avvenga nel rispetto dei principi di proporzionalità e gradualità della sanzione, valutando attentamente le circostanze nelle quali si sono verificati i fatti e tutti gli elementi utili alla loro corretta ricostruzione». Secondo il sindacato «il licenziamento rappresenta la sanzione disciplinare più grave, con conseguenze rilevantissime sulla vita professionale, economica e familiare dei lavoratori. Proprio per questo riteniamo che una decisione di tale portata debba essere adottata soltanto a fronte di fatti di gravità tale da giustificare la definitiva interruzione del rapporto di lavoro. Nel caso in questione, sulla base delle informazioni e delle testimonianze raccolte, non riteniamo sussistente una proporzione adeguata tra quanto accaduto e i provvedimenti espulsivi adottati».

La richiesta

Per queste ragioni la Fp-Cgil di Livorno chiede a Labromare «di riesaminare immediatamente i provvedimenti assunti e di procedere alla revoca dei due licenziamenti, individuando, qualora ne ricorrano effettivamente i presupposti, misure maggiormente proporzionate ai fatti contestati. Contestualmente chiediamo l’immediata apertura di un confronto sindacale con la direzione aziendale, finalizzato alla ricerca di una soluzione che consenta di ricomporre la situazione e tutelare i lavoratori coinvolti. In assenza di risposte concrete e della disponibilità aziendale ad affrontare la questione, la Fp-Cgil di Livorno si riserva di mettere in campo, nel rispetto delle procedure previste dalla normativa vigente, tutte le ulteriori iniziative sindacali ritenute necessarie a tutela dei lavoratori». L’azienda ribadisce di aver fissato per lunedì un incontro con i rappresentanti sindacali.

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