Crepe e infiltrazioni: a Livorno ora è psicosi crolli. L'Anaci: «Decine e decine di segnalazioni»
Sempre più spesso i cittadini si rivolgono agli amministratori di condominio. Mirella Campidonico (Anaci): «Situazioni da valutare senza dare niente per scontato»
LIVORNO. Le chiamate arrivano da ogni parte della città. Agli amministratori di condominio vengono segnalate crepe, balconi o grondaie che sembrano essere pericolanti e infiltrazioni di ogni tipo. «Siamo arrivati anche a cinque telefonate al giorno». E se è vero che quanto accaduto in via Bonomo a Livorno ha originato «una sorta di psicosi», è anche vero che «è giusto segnalare, se ci sono dei dubbi. Noi interveniamo per una prima valutazione per poi, eventualmente, contattare il tecnico».
A raccontare che cosa sta succedendo è Mirella Campidonico, direttrice del centro studi di Anaci, l’associazione nazionale amministratori condominiali e immobiliari che si dice soddisfatta dell’ultima riunione fatta in prefettura sul tema confermando la volontà di lavorare tutti insieme per “mappare” gli immobili della città e uniformare le modalità di intervento qualora si profilasse la necessità di agire.
Il fatto
Tutto ciò segue quanto è accaduto in via Bonomo. Il 14 agosto il balcone in laterizio armato su cui si trovava la professoressa Roberta Celli è crollato e la 56enne è morta per le ferite riportate. Da questo fatto si è aperta una riflessione sullo stato degli immobili livornesi e, più in particolare, sul pericolo crolli e sulle avvisaglie che questi possono dare. Si è quindi arrivati all’interfaccia tra istituzioni.
Il tavolo
Al tavolo di recente organizzato in prefettura – a cui hanno partecipato anche gli amministratori di condominio – si è concordato di prevedere una sorta di scheda per ogni edificio. Sul documento vanno riportare una serie di informazioni tra cui epoca di costruzione dell’immobile, interventi manutentivi, presenza di balconi e cornicioni, precedenti distacchi o cedimenti, interventi dei vigili del fuoco, segnalazioni e verifiche tecniche. Dovrà poi essere elaborato un protocollo d’intesa destinato a stabilire chi interviene, come e con quali tempi, distinguendo le diverse situazioni: dalla semplice segnalazione di degrado al pericolo reale, fino ai casi di grave e immediato rischio per l’incolumità.
Le segnalazioni
Nel frattempo dai cittadini arriva una pioggia di segnalazioni. «Adesso riceviamo due/tre chiamate al giorno – spiega Campidonico – ma nelle scorse settimane sono arrivate anche a cinque. Ci segnalano di tutto: crepe più o meno grandi, infiltrazioni e macchie d’umido». E dopo aver ricevuto la segnalazione l’amministratore entra in azione.
Gli interventi
«Abbiamo già fatto due messe in sicurezza a Stagno per cornicioni, abbiamo effettuato altri sopralluoghi e altri ancora ne stiamo organizzando». Qualche esempio? «Crepe in un palazzo di corso Mazzini, infiltrazioni in Borgo San Jacopo e infiltrazioni sul viale di Antignano». Qualche volta la situazione oggetto di segnalazione non richiede interventi «ma è meglio non dare per scontato alcunché. Controlliamo e vediamo se c’è necessità di attivare il tecnico o anche la ditta, com’è stato fatto nel caso di Stagno». Le situazioni, insomma, sono molteplici. «Ecco perché è molto importante trovare una formula e un iter da seguire, in modo tale da unificare il modus operandi. Stiamo lavorando in questa direzione».
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