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Le reazioni

Livorno, preso il rapinatore con le protesi: «Un incubo, grazie polizia»

di Stefano Taglione
A sinistra Nicolò Lubrani, il giovane arrestato. A destra un fermo immagine della rapina
A sinistra Nicolò Lubrani, il giovane arrestato. A destra un fermo immagine della rapina

Lo sfogo dei titolari dei minimarket colleghi di Hosan Md Jafor, il titolare del "New Asian" di via Solferino, sul Pontino: «Ha provocato una marea di danni, rompendo pure la cassa»

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LIVORNO. «Per noi quella persona rappresentava un incubo, siamo contentissimi che la polizia lo abbia arrestato. Ora speriamo che, soprattutto la notte, non lasci i domiciliari per continuare a fare le rapine». A parlare sono alcuni colleghi di Hosan Md Jafor, il titolare del minimarket “New Asian” di via Solferino, sul Pontino, vittima dei quattro assalti messi a segno – secondo l’accusa – dal trentacinquenne livornese Nicolò Lubrani, il cosiddetto «bandito con le protesi».

Il giovane, secondo quanto raccontato dal commerciante bengalese, ha assaltato il suo negozio per ben quattro volte dal 13 agosto a giovedì 10 settembre. Nell’ultima occasione, in particolare, avrebbe provocato una marea di danni. «Per tre volte su quattro – spiega ancora il collega – ha rotto il filo del registratore di cassa, mentre giovedì 10 settembre dopo averlo fatto, lo ha addirittura lanciato contro il negoziante. Hanno impiegato ore per ripulire il negozio. La puzza di birra era nauseante, sono veramente amareggiato per quanto avvenuto a Hosan. Non se lo merita, nessuno se lo merita. Io avrei reagito diversamente al bandito: con me quattro rapine non le avrebbe fatte, mi sarei difeso colpendolo, ma capisco che non tutti la pensiamo allo stesso modo».

Esasperazione, nelle parole del commerciante che non si capacita come abbia potuto, il trentacinquenne livornese, rendersi protagonista di ben quattro assalti in meno di un mese. «È incredibile, ogni volta che agiva noi rimanevamo stupefatti – conclude l’imprenditore – ma ora siamo veramente molto contenti che la polizia di Stato, con le volanti, lo abbia arrestato. Speriamo che non faccia più cose del genere. La paura rimane, anche perché abita in zona, nello stesso quartiere. Auspichiamo di poter lavorare serenamente». 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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