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Livorno, agli Orti urbani arriva l’onda da tutta Italia: tende, presìdi e la protesta del popolo green

di Flavio Lombardi

	Gli orti urbani dall'alto
Gli orti urbani dall'alto

Da tutta Italia comitati, collettivi e associazioni convergono nel presidio di via Goito, diventato in pochi giorni un grande campeggio diffuso con incontri, assemblee e attività aperte alla città

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LIVORNO. È tutto pronto agli Orti urbani di via Goito. La gente sta arrivando da fuori città e alle 16 di giovedì 3 settembre erano già una sessantina le tende piantate nell’area verde, trasformata in un grande campeggio diffuso in vista della manifestazione di sabato 5 settembre. Le provenienze, al momento, raccontano soprattutto Bologna, Torino e Firenze, ma gli organizzatori spiegano che gli arrivi e le adesioni sono in continua evoluzione. E ribadiscono un punto: il corteo sarà «assolutamente pacifico».

Una mobilitazione che supera i confini cittadini

La mobilitazione, partita dalla difesa degli Orti, ha ormai superato i confini cittadini. Negli ultimi giorni si è consolidato il rapporto con altre realtà impegnate in vertenze ambientali e contro il consumo di suolo, a partire dall’Assemblea permanente di Bosco Ospizio di Reggio Emilia. Una delegazione livornese, con Gabriele Manzitto e Giovanni Ceraolo, aveva raggiunto il capoluogo emiliano per confrontarsi con gli attivisti che da circa due anni e mezzo presidiano un’area verde di quattro ettari e mezzo, interessata da un progetto di trasformazione urbana. Vicende differenti, ma accomunate, secondo i comitati, dalla volontà di difendere spazi verdi e terreno non edificato.

Il confronto con Bosco Ospizio

«Abbiamo trovato similitudini importanti e ci sentivamo di venire qui da Livorno, scambiarci i contatti, le esperienze, imparare anche», aveva spiegato Ceraolo durante l’incontro. Da quel confronto è arrivata anche l’adesione degli attivisti reggiani al corteo livornese. È il segnale di una protesta che punta a costruire una rete più ampia, mettendo in comunicazione comitati, collettivi, associazioni, realtà sindacali e gruppi attivi in altre città. Per gli Orti urbani, infatti, quella di via Goito non è più soltanto una questione locale, ma una battaglia che vuole inserirsi in un confronto nazionale sul consumo di suolo e sulla trasformazione delle aree verdi urbane.

Adesioni da tutta Italia

Le adesioni raccolte finora sono già numerose e molto diverse tra loro: accanto alle realtà livornesi figurano gruppi di Pisa, Firenze, Empoli, Reggio Emilia, Versilia e altre parti d’Italia. Ci sono associazioni ambientaliste, sindacati, collettivi studenteschi, realtà politiche e sociali, comitati territoriali, spazi autogestiti e singole personalità. Il punto di convergenza sarà sabato 5 settembre alle 16, quando il corteo partirà dagli Orti per raggiungere piazza del Municipio.

Il programma del presidio

Prima, però, il presidio continua a vivere con un programma fitto. Venerdì 4 settembre alle 9 lezione di Vinyasa yoga, alle 16 allenamenti condivisi di pugilato, alle 18 burattini e poi laboratorio di cartelli; alle 19 Marco Lenzi con «alcune riflessioni sull’origine della musica», alle 20 cena con l’associazione La Rossa e, a seguire, assemblea plenaria. Sabato 5 settembre alle 9 ancora yoga; alle 11 l’assemblea regionale «La Toscana va in guerra e apre al sionismo», quindi pranzo popolare con la Casina di Alice, corteo alle 16 e cena popolare alle 20. Domenica 6 settembre alle 9 yoga, alle 11 assemblea conclusiva e dalle 19.30 “Cinefootball”, cineforum e cena condivisa. Un appuntamento che gli organizzatori vogliono trasformare nel momento più partecipato di queste settimane di presidio. Saranno davvero tanti.

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