Livorno, ai domiciliari col braccialetto elettronico lo scippatore catturato dai cittadini
Convalidato l’arresto dell'operaio Ayoub Banna, fermato dai cittadini (fra loro un poliziotto fuori servizio) in viale Rosa del Tirreno. Il sindaco Luca Salvetti aveva chiamato il 112
LIVORNO. Confermati gli arresti domiciliari. Con l’aggiunta, però, del braccialetto elettronico per il controllo telematico degli spostamenti. Per l’operaio meccanico Ayoub Banna – arrestato nella mattinata di sabato 29 agosto in viale Rosa del Tirreno con l’accusa di furto aggravato per aver scippato una donna in piazza Roma – la giudice per le indagini preliminari Martina Graziani il primo settembre ha convalidato il provvedimento eseguito dalla polizia di Stato, che lo aveva fermato con due equipaggi delle volanti.
La vicenda
Fondamentale l’intervento dei cittadini (in particolare di un agente fuori servizio), che dopo l’aggressione lo hanno inseguito fino a viale Rosa del Tirreno, vicino a casa del sindaco Luca Salvetti, bloccandolo e consentendo ai poliziotti di fermarlo. Il primo cittadino, che sentendo le urlasi era affacciato sul terrazzo, ha poi chiamato il 112, consentendo alle forze dell’ordine di intervenire tempestivamente mentre il trentenne – operaio meccanico con un contratto a tempo indeterminato per un’azienda livornese – si stava nascondendo in un parcheggio privato. Aveva appena scavalcato un muro e, dopo aver abbandonato la borsa rubata alla donna, cercava di far perdere le sue tracce. «Ero affacciato alla finestra – il racconto di un altro residente – quando ho sentito le persone gridare “Fermatelo, fermatelo”. Noi non capivamo cosa fosse successo, visto che lo scippo era avvenuto in piazza Roma, e ce l’hanno detto dopo. In ogni caso quest’uomo ha provato a scavalcare il muro retrostante Villa Henderson, ma non ce l’ha fatta, così si è nascosto nel parcheggio privato. Io, dall’alto, ho indicato agli uomini che lo inseguivano, che nel frattempo lo avevano perso di vista, dove fosse. A quel punto ha provato nuovamente a scappare verso viale Rosa del Tirreno, rimanendo in bilico sul muro di cinta, quando cercando di afferrarlo per i piedi gli inseguitori sono riusciti con fatica a placcarlo. Nel frattempo mi sono infilato le scarpe e sono sceso per strada per aiutare il poliziotto in borghese che lo stava tenendo fermo, visto che in sua compagnia c’erano due anziani che vedevo in difficoltà a causa della prestanza fisica del ladro, parecchio robusto e forte, che cercava di divincolarsi e temevo ci riuscisse. Con le ginocchia, una volta arrivato per strada, l’ho tenuto fermo e poi sono giunte le volanti». «Complimenti all’agente in borghese e all’intervento rapido della polizia di Stato – erano state le parole di Salvetti – ma anche al senso civico dei cittadini che erano lì intorno, che hanno reagito».
La decisione
Banna, difeso dall’avvocata Isabella Milianti, il primo settembre è comparso in tribunale per l’udienza di convalida dell’arresto. Il provvedimento è stato convalidato, con la conferma degli arresti domiciliari (già disposti subito dopo il fatto dalla pm Antonella Tenerani, che in camera di consiglio li aveva poi richiesti come misura di custodia cautelare) con l’applicazione del braccialetto elettronico. La giudice Martina Graziani, per l’operaio specializzato, ha disposto la limitazione della libertà per il rischio di reiterazione del reato, avendo Banna la recidiva reiterata specifica infraquinquennale per reati contro il patrimonio.
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