Livorno, ai bagni Nettuno vincono i clienti: tornano le cene agli ombrelloni – Ecco tutte le nuove regole
Dopo la lettera di protesta al Tirreno arriva il nuovo cartello affisso dai gestori all’interno dello stabilimento balneare
LIVORNO. Cantano vittoria i bagnanti che ai Nettuno si erano ribellati contro il divieto di cenare sotto gli ombrelloni. Una “rivolta” estiva, accompagnata da una lunga lettera inviata al Tirreno. Lunedì 3 agosto i gestori dello stabilimento hanno affisso in bacheca una nuova comunicazione, con tanto di timbro della società titolare della concessione. Titolo: “Modalità e regole per la cena all’ombrellone”. Che quindi torna possibile.
Le nuove modalità introdotte dalla direzione
«Chi desidera usufruire di questa opportunità – si legge – è tenuto a svolgere la cena nella fascia oraria 20-22; trascorso tale orario, si richiede gentilmente di riposizionare tavoli e sedie impiegati nelle proprie cabine per agevolare le operazioni di pulizia e riordino del personale di servizio». Si chiede quindi di «portare il tavolo esclusivamente nella pertinenza del proprio ombrellone senza interessare le aree limitrofe altrui». E «al termine ciascun cliente è tenuto a lasciare pulito il piazzale dai residui da lui prodotti durante la serata».
Gestione degli spazi tra sabbia e cemento
Altro passaggio: «I clienti con ombrellone sulla sabbia potranno, previo accordo con coloro che lo hanno sul cemento, usufruire di tale spazio per la cena. Per evitare qualsiasi forma di abuso, la direzione dovrà essere informata dell’accordo, a cura della parte che concede il consenso. In alternativa potranno usufruire con i propri tavoli e sedie a corredo della cabine, dell’area sottostante i cosiddetti funghi».
Il ruolo della direzione
Ultimo passaggio del cartello: «La direzione e il suo staff – si legge a caratteri cubitali – è sempre presente per garantire il rispetto di queste semplici regole. Se doveste notare qualcosa che non va, vi invitiamo innanzitutto a parlarne serenamente con la parte coinvolta. Se invece la situazione non si risolve, siamo a disposizione per aiutarvi».
Un clima più disteso dopo le proteste
Sembrano così essere state gettate le basi per un confronto più sereno tra la direzione e quei clienti che nelle ultime settimane avevano deciso di alzare la voce.
Le ragioni della protesta
A far traboccare il vaso era stato proprio il divieto di cenare nella zona degli ombrelloni, più fresca perché vicina al mare, mentre il caldo di questo luglio da record continuava a farsi sentire.
La lettera dei bagnanti e le lamentele storiche
Il Tirreno lo ha raccontato la prima volta il 27 luglio scorso, quando un nutrito gruppo di clienti ha preso in mano la tastiera e ha reso pubbliche una serie di lamentele che da tempo si stavano facendo strada nello stabilimento: «Mancate ristrutturazioni, divieti surreali, micro-tasse ingiustificate e abbonamenti negati a chi osa lamentarsi». Con un cenno anche ai 10 euro chiesti per accendere i fari del gabbione la sera.
La posizione dei gestori
Dall’altra parte, i gestori avevano ripetuto che «le regole ci sono per rispettarsi l’un l’altro». Affidando il loro pensiero a un altro cartello in bacheca: «Chi frequenta questo stabilimento da anni tende a sviluppare involontariamente un senso di appartenenza quasi “proprietaria” verso le proprie pertinenze e la comunità tutta, se questa gestione ha deciso di introdurre regole più rigide, alcuni clienti storici hanno percepito questo cambiamento come un abuso di potere o un tradimento della tradizione del luogo». Ma «se da un lato comprendiamo il disorientamento di chi fatica ad adeguarsi a standard di rispetto collettivo più rigorosi, dall’altro rimaniamo fermi nel voler offrire una struttura che sia il più possibile ordinata, efficiente e sicura».
Un nuovo equilibrio
Ora questo nuovo cartello che comunque appare come un punto di incontro. Mentre, a giudicare dalle foto sui social, nelle serate di animazione è tornato spazio per i sorrisi.
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