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Livorno, caos sugli stabilimenti balneari: il Comune scrive una lettera ai gestori – Quali sono le regole da rispettare

di Juna Goti

	I tornelli all'ingresso dei Bagni Pancaldi
I tornelli all'ingresso dei Bagni Pancaldi

La nota è a firma dell’assessora Ferroni: «Chiunque ha il diritto di raggiungere il mare senza pagare il biglietto di ingresso, ma non può sostare nelle aree in concessione e soprattutto non può usare i servizi a meno che non paghi».

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LIVORNO. Suona un po’ come un richiamo la lettera che ieri il Comune ha inviato ai gestori degli undici stabilimenti balneari dati in concessione tra Livorno e Quercianella. Oggetto: il libero accesso al mare e le regole da rispettare o garantire - a seconda che si tratti di bagnanti o di gestori - se si vuole raggiungere l’acqua senza pagare il biglietto di ingresso ai Bagni. Il Tirreno le ha elencate punto per punto nell’approfondimento pubblicato nell’edizione di domenica.

La lettera del Comune

Ieri il Comune le ha ricordate direttamente ai concessionari, in una nota a firma dell’assessora Viola Ferroni, che ha tra le sue deleghe anche quella al Demanio marittimo. Cosa ha spinto il Comune a scrivere ai titolari delle concessioni demaniali è scritto in premessa: «Viste le notizie apparse sui giornali e sui social media, al fine di delineare il quadro di riferimento, si ricordano le disposizioni assunte dall’amministrazione comunale sulla materia...». E giù con tre paginette di leggi, determine e ordinanze, messe in fila a mo’ di informazione, senza commenti. A cominciare dalla legge 296 del 2006 che regola l’accesso al mare, per arrivare all’ordinanza balneare del maggio 2023, che in gran parte riprende e aggiorna quanto già previsto dagli atti comunali del 2020 e, soprattutto, dall’ordinanza balneare 3493 del maggio 2015 e dalle direttive contenute nella determina 4240 del giugno 2016. Per gli stabilimenti livornesi, che per la maggior parte non hanno spiagge naturali e sono stati costruiti nei decenni su cemento e scogli, la regola generale è questa: chiunque ha il diritto di raggiungere il mare senza pagare il biglietto di ingresso (che in media oscilla tra i 7,50 e gli 8 euro al giorno), ma non può sostare nelle aree in concessione (per esempio non può sdraiarsi sull’asciugamano a prendere il sole) e soprattutto non può usare i servizi (come bagni o docce), a meno che non paghi, in quel caso ha il diritto di muoversi liberamente nello stabilimento. Sul sito del Comune ci sono le planimetrie che indicano quali sono, Bagno per Bagno, le aree che possono essere raggiunte da chi non paga e vuole solo arrivare al mare. «Si ricorda di attenersi puntualmente a quanto previsto», è la conclusione della lettera, che si chiude con «i migliori auguri di buon lavoro».

Il caos degli ultimi giorni

La lettera è partita dopo che pochi giorni fa è arrivata a Livorno la protesta di Matteo Hallissey, presidente di +Europa e dei Radicali Italiani, che da tempo si batte per l’accesso libero al mare in tutta Italia. Hallissey ha fatto visita ad alcuni stabilimenti balneari insieme agli inviati di Pulp Podcast, il podcast di Fedez e Mr. Marra: nel mirino sono finiti in particolare i tornelli che ci sono da tempo all’ingresso degli stabilimenti e il video girato ai Bagni Pancaldi è diventato virale. In questi giorni, poi, ha fatto discutere la protesta in corso ai Bagni Nettuno, dove si respira un clima teso tra una buona parte dei bagnanti e i nuovi gestori. Il Comune ha evidentemente ritenuto necessario intervenire almeno con una lettera chiarificatrice. «L’accesso al mare è sempre consentito ai soli fini della balneazione e nessuno può impedirti di fare il bagno», ricorda Ferroni contattata dal Tirreno: «Ma se vuoi usufruire dei servizi o occupare l’area in concessione devi pagare». I tornelli? «Sono finalizzati a organizzare gli accessi». «In questi anni - chiosa - almeno per quanto di nostra conoscenza, non ci sono stati episodi in cui le regole definite da tempo hanno creato problemi». L’inchiesta del Tirreno ha però evidenziato che solo due stabilimenti su otto in città espongono con chiarezza il cartello sul libero accesso al mare. «È interesse di tutti, anche dei concessionari - risponde l’assessora - rendere consapevoli i fruitori delle regole che ci sono, quindi esporli». Come a dire: lo facciano.

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