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L’hangar della Ferrari a Livorno: dove e quando verrà costruito – «È solo l’inizio di un progetto duraturo»

di Giulio Corsi

	Un render di come sarà l'hangar Ferrari a Livorno
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Un render di come sarà l'hangar Ferrari a Livorno

L’hangar sarà innalzato nella zona del faro, sui terreni in concessione ad Azimut Benetti, nel giro di un mese e mezzo dopo aver ricevuto nelle scorse settimane tutte le autorizzazioni necessarie

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GENOVA. La costruzione del nuovo hangar di Ferrari in porto, anticipata ieri dal Tirreno e annunciata al mondo nel pomeriggio al salone nautico di Genova, rappresenta per Livorno non solo una vetrina e il riconoscimento della potenzialità attrattiva della città, oltreché dell’eccellenza mondiale incarnata da Azimut Benetti, ma anche l’apertura di una prospettiva nuova per l’economia del territorio.Lo si è capito molto bene ieri dagli interventi dei vertici di Ferrari e Benetti, che alla stampa internazionale hanno spiegato il progetto e il suo sguardo al futuro. La sensazione (e la speranza) è che non ci sia in ballo soltanto l’Hypersail, la prima e avveniristica imbarcazione realizzata dalla Ferrari, che sarà varata nel porto di Livorno e testata nel nostro mare per sei mesi. Ma forse, auspicabilmente, anche almeno una parte di quelli che potrebbero essere i progetti di sviluppo del Cavallino nel mondo nautico. «Hypersail, come Ferrari, è simbolo ed espressione del made in Italy, un progetto nato nel cuore di Maranello, progettato dal team di ingegneri Ferrari, costruito in Italia, e da oggi con una propria base che siamo orgogliosi di annunciare», ha detto Angelo Pesci, Chief Purchasing & Quality Officer di Ferrari. Spiegando che l’avvio della realizzazione della futura base livornese rappresenta uno dei passaggi più significativi nell’evoluzione di Ferrari Hypersail e testimonia la volontà di Ferrari di dotare il progetto delle infrastrutture necessarie per accompagnarne lo sviluppo nei prossimi anni.«La nascita del nostro hub operativo a Livorno è uno step fondamentale che rappresenta molto più di un semplice centro di lavoro per l’imbarcazione - ha aggiunto Enrico Voltolini, Project Leader di Ferrari Hypersail -: questa sede nasce infatti per essere la vera e propria casa del progetto Ferrari Hypersail, un luogo pensato per il lavoro quotidiano del team Ferrari e per accogliere tutti i soggetti che ruotano intorno al progetto, condividendo con loro ogni fase di questa sfida. Poter contare su uno spazio così strategico sul Mar Tirreno, utile sia per la preparazione tecnica e atletica sia per i test in mare, e al contempo vicino a Maranello, ci offre le condizioni ideali per accrescere ancora di più il processo di innovazione».

Il Cavallino in porto

L’hangar, come abbiamo spiegato sul giornale di ieri, sarà innalzato nella zona del faro, sui terreni in concessione ad Azimut Benetti, nel giro di un mese e mezzo dopo aver ricevuto nelle scorse settimane tutte le autorizzazioni necessarie da Sovrintendenza, Comune e Port Authority.Ospiterà uffici dedicati al team di lavoro, agli ingegneri e allo shore team, avrà palestre e aree per la preparazione atletica, oltre a laboratori specializzati per le componenti idrauliche, elettriche, meccaniche e per la stampa 3D. Sarà anche il punto di riferimento per partner, stakeholder e ospiti del progetto, favorendo l’incontro tra tutte le realtà che contribuiscono alla crescita di Ferrari Hypersail. La struttura dell’edificio e degli spazi interni è stata progettata con lo scopo di concentrarvi, in maniera funzionale e strategica, tutte le attività di Ferrari Hypersail. Le scelte cromatiche si ispirano al design della livrea della barca, in cui il Grigio Hypersail e il Giallo Fly si alternano in una composizione lineare e rigorosa, inglobando due ordini di finestrature: quelle in vetro sono riservate agli uffici, mentre le pannellature in policarbonato rendono riconoscibili gli spazi dedicati all’imbarcazione. Gli spazi - è stato spiegato - offrendo un accesso diretto al Mar Tirreno, garantiscono un’ampia varietà di condizioni marine, utili per svolgere una campagna di test strutturata e continuativa. A questo si unisce la vicinanza geografica a Maranello, indispensabile per un continuo scambio di competenze con i diversi dipartimenti di ingegneria e design Ferrari che stanno supportando lo sviluppo tecnologico del progetto.

La barca di supporto

La realizzazione della base si inserisce in un più ampio accordo di collaborazione tra Ferrari Hypersail e Azimut Yachts, due eccellenze italiane accomunate da innovazione, ricerca e cultura della performance. In qualità di Technical Partner, Azimut Yachts svilupperà a Livorno una tow boat Azimut Fly 72 custom - una imbarcazione da rimorchio e traino - che accompagnerà Ferrari Hypersail nelle attività di test e operative in mare. L’imbarcazione verrà utilizzata per supportare lo scafo di Ferrari Hypersail durante i primi test di volo e, successivamente, per l’assistenza e il monitoraggio durante le prove a vela, svolgendo al contempo la funzione di hospitality boat. «La tow boat Azimut Fly 72 custom, che verrà sviluppata insieme al nostro nuovo partner Azimut Yachts, rappresenta un primo e concreto esempio di collaborazione e sinergia operativa tra le due aziende», ha spiegato Pesci. Come partner di Ferrari Hypersail, Azimut porta decenni di ricerca e la sua storia di innovazione all’interno di un progetto italiano di grande ambizione e alto contenuto tecnologico: «Siamo l’unico brand del settore con un dipartimento R&D indipendente e completamente dedicato a sviluppare soluzioni che ancora non esistono sul mercato. Una scelta guidata da un’insaziabile fame di progresso, la stessa che ci ha unito al progetto visionario di Ferrari Hypersail. Siamo orgogliosi di prendere parte a un’impresa che muove dalla sfida per generare nuove conoscenze e stimoli per il mondo della nautica», ha spiegato Andrea Antichi, General Manager di Azimut Yachts.

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