Mare libero, a Livorno i Radicali contro i Bagni: «No ai tornelli come allo stadio»
Il video girato ai Pancaldi diventa virale: in città il presidente Hallissey col podcast di Fedez e Mr. Marra. C'è la risposta dei balneari: «I nostri associati sono corretti»
LIVORNO. È arrivata anche a Livorno la protesta di Matteo Hallissey, presidente di +Europa e dei Radicali Italiani, che da tempo si batte per l’accesso libero al mare. Hallissey ha fatto visita ad alcuni stabilimenti balneari della città insieme a Ivan Grieco, inviato di Pulp Podcast, il famoso podcast di Fedez e Mr. Marra, uno dei più seguiti d’Italia. Nel mirino sono finiti in particolare i tornelli che ci sono da tempo all’ingresso degli stabilimenti e il video girato ai Bagni Pancaldi è diventato virale.
Il video ai Pancaldi
Il botta e risposta con i bagnini è stato acceso. I gestori dello stabilimento – che ieri hanno preferito non rilasciare dichiarazioni sul caso – hanno pure chiamato la polizia quando il presidente e l’inviato hanno cominciato a filmare. «Cambia il lido, cambia la spiaggia, ma il copione è sempre lo stesso: “qui è proprietà privata”. Questa volta, però, non è solo un cartello: è un tornello, come quelli dello stadio», è intervenuto poi Hallissey. «Assieme a Ivan Grieco, inviato di Pulp Podcast – ha scritto – siamo andati a vedere di persona le spiagge livornesi, e mancavano solo i metal detector all’ingresso: tutte le spiagge disponevano di tornelli! Prima ci hanno chiesto di pagare per entrare. Poi, di fronte al rifiuto, ci hanno indicato una “spiaggia libera” larga un metro, praticamente un recinto per chi non paga. E la cosa sorprendente non sono i tornelli, ma la sicurezza con cui chi ci contestava rivendicava quel pezzo come fosse suo. Questo atteggiamento è il risultato di anni di privilegi, che hanno trasformato una lobby nel “padrone” del mare. Chiediamo al Comune di Livorno e alla Regione Toscana di intervenire immediatamente per far rimuovere i tornelli, come già accaduto in tutta la Sicilia, e di garantire l’accesso libero a chi vuole semplicemente raggiungere il mare».
Il tema – considerando la conformazione dei Bagni livornesi, praticamente senza spiagge – è stato al centro delle cronache e dei dibattiti politici per anni. I livornesi ricorderanno le proteste dei Verdi o le misure dei 5 Stelle, che al governo in città fecero disegnare dei corridoi, molto criticati, che portavano dall’ingresso al mare. Oggi, almeno questo dicono le carte, chi non vuole pagare può raggiungere solo alcune aree individuate all’interno degli stabilimenti, per arrivare al mare ma senza usufruire di alcun servizio.
L’intervento dei balneari
Dopo la denuncia del presidente dei Radicali italiani è intervenuto Fabrizio Lotti, vice presidente nazionale della Fiba, la Federazione balneari della Confesercenti. Lo ha fatto per dire che «gli operatori associati rispettano integralmente quanto previsto dalle note esplicative della determinazione 4240 del 13 giugno 2016 e, in ultimo, dalla determinazione dirigenziale 3230 del 9 maggio 2023, attraverso apposita cartellonistica informativa per il cittadino apposta all’ingresso di ogni stabilimento balneare. Una disposizione chiara, consolidata e già da tempo applicata».
«Gli stabilimenti balneari di Livorno – ha detto – rispettano le regole e continueranno a farlo». La Federazione, ha evidenziato dal canto suo che la categoria «opera quotidianamente per assicurare ordine, sicurezza e qualità dei servizi, contribuendo alla valorizzazione del litorale cittadino». «Chi lavora negli stabilimenti – ha concluso il presidente – è impegnato a mantenere un clima di accoglienza e rispetto».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
