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Il racconto

Livorno, rapinato sul viale Italia: «Così hanno strappato la collanina a mio figlio»

di Claudia Guarino

	Pattuglie dei carabinieri e la volante della polizia (Foto d’archivio)
Pattuglie dei carabinieri e la volante della polizia (Foto d’archivio)

La madre del giovane spiega ciò che è capitato di notte tra il lungomare e la zona di piazza Mazzini: «Aveva un valore affettivo, non ne possiamo più di episodi simili»

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LIVORNO. Gli ha chiesto una sigaretta e poi, mentre lui gliela stava facendo accendere, gli ha strappato la collanina che portava al collo e si è dato alla fuga. «Mio figlio ha inseguito il rapinatore, un giovane tunisino, fino a piazza Mazzini. Poi per fortuna è arrivata la polizia». A raccontare la disavventura a cui è andato incontro un ventenne livornese è la madre di lui, Serena Coltellini. «Sanno chi è il rapinatore – spiega la donna – l’hanno anche portato in questura. Dicono che è minorenne. Non ne possiamo più di queste situazioni. Non ne possiamo più della gente che delinque». E poi aggiunge: «Quella collana, peraltro, ha un grande valore affettivo. Mio nonno l’aveva regalata a mio figlio prima di morire». Ma andiamo con ordine cominciando dall’inizio del racconto.

La rapina

I fatti, racconta Coltellini, sono successi un paio di settimane fa, sul viale Italia. «Mio figlio era lì con un amico quando un tunisino gli ha chiesto una sigaretta. Poi, mentre gliela stava faceva accendere, lui ne ha approfittato per prendergli la catenina dal collo. Mio figlio ha reagito e a quel punto lui si è tolto la cintura (forse per poterla all’occorrenza utilizzare come arma, ndr) ed è fuggito verso piazza Mazzini. Fischiava. Probabilmente per chiedere “rinforzi”, forse aveva degli amici in zona». A un certo punto comunque, racconta la donna, «è arrivata la polizia. E meno male altrimenti non so cosa sarebbe potuto succedere. E può immaginare il mio spavento quando mi hanno chiamata alle 2,30 di notte».

«Ha rischiato grosso»

Coltellini dice che «se la collana fosse stata più pesante con ogni probabilità nello strappargliela dal collo quell’uomo avrebbe fatto davvero male a mio figlio. E se fosse stato in gruppo avrebbe potuto aggredirlo. Sicuramente, insomma, poteva andare peggio. Ma non ne possiamo più di queste persone che delinquono. In questura hanno detto che hanno poi identificato il presunto rapinatore e che è minorenne».

La refurtiva

Per quanto riguarda invece la refurtiva, «non sappiamo dove sia finita la collana. Mio figlio è dispiaciuto che gli è stata portata via perché aveva un grande valore affettivo per lui. Sarebbe bello se qualcuno la trovasse. Ma chissà dov’è andata a finire. L’avrà gettata scappando oppure l’avrà data a qualcuno».

Il precedente

Di casi simili, dunque, negli ultimi tempi ce ne sono stati più di uno. Per esempio, come scritto dal Tirreno, tra sabato 18 e domenica 19 luglio, un giovane tunisino ha rapinato un livornese in Venezia, nella zona di piazza dei Legnami, strappandogli la catenina d’oro che indossava al collo. Ma alcuni passanti sono intervenuti, picchiandolo. All’arrivo dei soccorritori il presunto bandito si trovava in via del Casino, una strada perpendicolare a via San Marco. Era con un amico, stordito dalle botte, ma sempre vigile e cosciente. E sempre in Venezia, per l’esattezza sugli scali del Refugio, dieci giorni prima era avvenuto un episodio molto simile, inquadrato penalmente come furto con destrezza. Un ventenne livornese, infatti, era stato avvicinato da un giovane straniero, che lo aveva abbracciato e derubato della catenina d’oro con indossava al collo, strappandogliela.

Il modus operandi

Il modus operandi, insomma, è sempre lo stesso. La vittima (normalmente un ragazzo giovane) viene avvicinata da una persona che, con una scusa, lo abbraccia (o comunque riesce ad arrivare a stretto contatto con chi sta per derubare) per poi portargli via il gioiello che porta al collo. In passato, d’altra parte, casi simili si erano verificati anche con gli orologi, con malviventi che hanno sottratto anche costosissimi Rolex.

L’sos

E adesso la mamma del ventenne derubato qualche giorno fa sul viale Italia si augura che chi di dovere faccia qualcosa «per evitare queste situazioni. Perché non è possibile che chi ruba o rapina possa continuare a farlo ripetutamente. E che, anche una volta individuato, rimanga in giro per poi colpire di nuovo accanendosi su un’altra vittima».

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