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Livorno, vertice in prefettura su Joseph: al vaglio ammonimento e daspo

di Martina Trivigno
Joseph sdraiato sulle strisce pedonali
Joseph sdraiato sulle strisce pedonali

L’appello di Dionisi ai livornesi: «Denunciate, no alla giustizia fai-da-te». Dall’incontro è emerso che il quarantunenne nigeriano ha il permesso di soggiorno

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LIVORNO. Due binari paralleli: da una parte le misure per fermare l’escalation di episodi violenti, dall’altra la ricerca di una soluzione assistenziale che possa sottrarre Joseph, il quarantunenne originario della Nigeria, alla condizione di marginalità in cui vive da tempo. È questa la linea emersa dal vertice di ieri a Palazzo del governo, dove il prefetto Giancarlo Dionisi ha riunito le forze dell’ordine per fare il punto sul caso dell’uomo ormai noto in città per le numerose segnalazioni di aggressioni e comportamenti violenti. L’ultimo in ordine di tempo, come raccontato dal Tirreno, ha riguardato un rider.

I provvedimenti

Sul fronte dell’ordine pubblico – fa sapere la prefettura – la questura, in raccordo con l’Arma dei carabinieri, sta valutando l’adozione degli strumenti di prevenzione previsti dall’ordinamento. Non è difficile immaginare che i provvedimenti che si profilano sono sostanzialmente due. Il primo è l’ammonimento del questore, una misura che consiste in un richiamo formale rivolto a una persona ritenuta responsabile di comportamenti tali da destare allarme sociale. Non si tratta di una condanna penale, ma di un avvertimento ufficiale che, in caso di reiterazione delle condotte, può assumere rilievo anche nell’eventuale successivo procedimento giudiziario.

L’altra ipotesi, invece, è il Daspo urbano, misura amministrativa che consente di vietare l’accesso e la permanenza in determinate aree della città a chi, con i suoi comportamenti, mette a rischio la sicurezza o compromette il decoro urbano. Se adottato, impedirebbe quindi a Joseph di frequentare le zone in cui si sono verificati gli episodi più problematici, con conseguenze qualora violasse il divieto. In ogni caso, entrambe le misure richiedono però precisi presupposti di legge e un quadro probatorio adeguato. Per questo dal vertice è arrivato un nuovo invito ai cittadini a denunciare sempre eventuali aggressioni, minacce o molestie. Anche perché, è stato evidenziato nel corso dell’incontro, la posizione giuridica dell’uomo presenta profili di particolare complessità: è infatti in possesso di un regolare permesso di soggiorno sul territorio nazionale e, proprio per questa ragione, la ricerca di una soluzione richiede un’attenta valutazione degli strumenti giuridici e assistenziali concretamente percorribili.

Intervento assistenziale

Ma il caso Joseph non riguarda soltanto la sicurezza. Sul tavolo della riunione è finita anche la ricerca di una soluzione sul piano sociale e assistenziale. Così, l’ipotesi allo studio è quella di un inserimento in una struttura di seconda accoglienza o in un’altra realtà idonea, coinvolgendo Comune, Azienda Usl Toscana nord ovest e gli altri enti competenti.

La Prefettura punta quindi a una risposta condivisa, nella convinzione che il solo intervento delle forze dell’ordine non sia sufficiente a risolvere una vicenda che da mesi alimenta preoccupazione in città.

Gli appelli

Da qui, però, anche due appelli che il prefetto lancia ai livornesi. Il primo: denunciate, dal momento che ad oggi è stata formalizzata una sola denuncia, come raccontato dal Tirreno nei giorni scorsi. Il secondo: no alla giustizia fai-da-te. Dionisi chiede quindi ai cittadini che ogni episodio di aggressione, minaccia, molestia o comportamento illecito riconducibile a Joseph venga sempre denunciato alle forze dell’ordine: le denunce, infatti, rappresentano uno strumento fondamentale sia per indirizzare i controlli sul territorio nelle aree maggiormente interessate, sia per permettere all’autorità giudiziaria di avere a disposizione elementi utili per valutare eventuali ulteriori provvedimenti. «La reiterazione di episodi documentati può infatti assumere un peso rilevante nell’adozione delle misure previste dalla legge», sottolinea il prefetto.

Allo stesso tempo, Dionisi invita la comunità livornese a mantenere fiducia nelle istituzioni e a evitare reazioni incontrollate, anche nel dibattito sui social. «Lo Stato sta utilizzando e continuerà a utilizzare tutti gli strumenti che l’ordinamento mette a disposizione per garantire la sicurezza della collettività – conclude Dionisi –. Vicende complesse come questa richiedono un’azione determinata sul piano della sicurezza, ma anche una piena collaborazione tra tutte le istituzioni competenti sul versante sanitario, sociale e assistenziale. Nessuno può pensare di affrontare da solo situazioni di questo tipo. Allo stesso tempo, rivolgo un forte invito ai cittadini a denunciare sempre ogni episodio e a continuare ad avere fiducia nelle istituzioni: ogni denuncia rafforza l’azione dello Stato e ogni comportamento responsabile contribuisce a tutelare la sicurezza dell'intera comunità».l

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