Livorno, rider malmenato da Joseph: «Sta terrorizzando la città»
Il racconto di Jeridi: «Quell’uomo va fermato, è pericoloso»
LIVORNO. La prima volta mi ha spruzzato del deodorante spray sul volto, la seconda mi ha insultato e la terza mi ha aggredito. Sono dovuto andare all’ospedale per farmi ingessare un braccio e una gamba». A raccontare quanto gli è accaduto è Mohamed Jeridi, professione rider, che dice di aver avuto vari incontri ravvicinati con Joseph Okonduwa, il quarantunenne nigeriano che da settimane è al centro delle cronache del Tirreno per episodi di ubriachezza molesta, aggressioni, interventi delle forze dell’ordine e dei sanitari. «Quest’uomo – dice Jeridi – sta terrorizzando la città. Va fermato». Ma andiamo con ordine.
Jeridi racconta che qualche tempo fa si trovava in piazza della Repubblica con lo scooter. In quel momento era al lavoro per una delle società che si occupano di consegnare il cibo a domicilio e stava aspettando di prendere un ordine per poi portarlo a destinazione. «A un certo punto è passato Joseph e mi ha chiesto dei soldi. Quando ho detto che non glieli avrei dati mi ha spruzzato del deodorante sul volto. Ho lasciato stare e non ho reagito perché non volevo problemi».
Poi però dopo qualche giorno succede un fatto simile. Jeridi è con lo scooter fuori da un locale di via Gazzarrini e arriva Joseph. «Mi ha detto: “tienimi la bottiglia di vino mentre entro dentro a chiedere soldi”. Quando gli ho risposto che non avrei fatto niente del genere mi ha insultato, ha sputato a terra ed è andato via». Anche in quel caso il rider lascia correre.
Sabato 4 luglio, però, succede l’ennesimo caso. «Ero all’incrocio tra via del Corona e via de Larderel e stavo aspettando l’ordine. È arrivato lui, mi ha afferrato per la maglia e mi ha dato un pungo sul collo. A quel punto ho reagito».
Ne è nata una colluttazione al termine della quale Jeridi ha riportato fratture a un braccio e a una gamba. «Sono venuti ambulanza e carabinieri e tutti conoscevano quest’uomo. Lo chiamavano per nome: Joseph. Nome che ho sentito nominare anche altrove. In piazza Attias, per esempio, mi hanno detto che si presenta al bar di prima mattina, chiede con arroganza di avere un caffè e picchia i pugni sul bancone oltre a sputare in giro».
Jeridi, da parte sua, dopo le medicazioni al pronto soccorso e le ingessature è stato dimesso dall’ospedale con trenta giorni di prognosi. «In queste condizioni non posso uscire di casa e, dunque, non posso lavorare. Appena sarò in grado andrò a sporgere denuncia». E su Joseph dice: «Va in giro a disturbare e provoca tutti. È pericoloso e la gente non ce la fa più. Sta terrorizzando tutta la città. Bisogna trovare il modo di fermarlo».
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