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Livorno

I nostri tesori/1

Livorno, a Villa Rodocanacchi ritrovato un kit Usa per le radiografie da campo della Seconda guerra mondiale

di Francesca Suggi
Livorno, a Villa Rodocanacchi ritrovato un kit Usa per le radiografie da campo della Seconda guerra mondiale

Timer funzionante, anche una barella da portare a spalla: tutto torna alla luce grazie ai volontari Reset

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LIVORNO Ripulita da decenni di terra e oblio. Dimenticata in un angolo di quello scantinato ancora inesplorato tra la Villa Rodocanacchi e la vecchia palestra del circolo della Asl. La scritta “Us Army medical department”, lo stemma che si vede sui libri di storia: restare a bocca aperta e rendersi conto di avere davanti agli occhi una unità radiografica da campo Usa della Seconda guerra mondiale. Ancora un doveroso grazie va ai volontari dell’associazione Reset che in questo modo, ancora una volta, riportano a galla un pezzo di storia. In questo caso del nostro territorio, legata agli eventi bellici. Di quella che si legge sui libri.

Sul coperchio del “parallelepipedo” si legge “Transformer Md-X-2; item 96086”. Si solleva: ogni componente del tempo che fu, quando serviva negli ospedali da campo per fare le radiografie ai soldati feriti, è là dentro. Il timer è ancora funzionante: il ticchettio che si ascolta oggi, mercoledì 8 luglio, è lo stesso di un tempo.

Ci sono tubi, fascette. Istruzioni, ovviamente in lingua inglese. Il simbolo? È un caduceo rosso all’interno di un cerchio arancione, spesso associato, appunto, ai servizi medici militari Usa utilizzati su scatole di pronto soccorso o equipaggiamento medico durante la Seconda guerra mondiale.

È emozionato il presidente Giuseppe Pera. Non ci si abitua mai alle scoperte. Anche perché insieme al macchinario militare, in un angolo dell’annesso, salta fuori anche il completamento del kit di soccorso storico: una barella da campo. Pieghevole, in tre parti. Da spalla. «Facendo una ricerca abbiamo trovato che nel 1941-1942, il governo americano chiese di creare un sistema per fare le lastre trasportabile, le radiografie negli ospedali da campo e sicuramente uno di questi era a Monterotondo».

Nella ricerca effettuata si risale al produttore (che si trova scritto nel macchinario): la Picker X-ray corporation. Come funzionava? Per generare raggi X era necessaria una scarica elettrica elevatissima, capace di generare gli elettroni all’interno del tubo radiogeno. E, infatti, questo macchinario ritrovato conteneva il trasformatore ad alta tensione immerso in olio isolante. Il compito era convertire la normale corrente alternata fornita dai generatori da campo (a 110 v) elevandola fino ai valori di picco necessari per alimentare il tubo ed emettere il fascio radiante.

Si tratta di un macchinario fondamentale della storia della medicina militare del ’900.l
 

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