Livorno, la banca nega l'anticipo della pensione per una visita medica: un cliente (sconosciuto) gli presta i soldi
Paolo Ceccarini, 70 anni, aveva chiesto un anticipo di 160 euro. Dopo il diniego dell’istituto interviene un correntista. «Mi ha ridato fiducia»
LIVORNO. Alcune storie valgono più della cifra che raccontano. Perché 160 euro, in fondo, sono soltanto un numero. A fare la differenza, però, è il gesto: la scelta di fermarsi davanti alla difficoltà di uno sconosciuto e decidere di aiutarlo. È quello che è accaduto a Paolo Ceccarini, 70 anni, ex dipendente comunale livornese, che ha deciso di raccontare quella mattina non per puntare il dito contro qualcuno, ma per rendere omaggio a una persona che, con un semplice atto di generosità, gli ha restituito fiducia negli altri.
La richiesta d'anticipo
Tutto è iniziato in una banca cittadina: è il 29 giugno scorso e mancano appena due giorni all’accredito della pensione. Un’attesa brevissima, ma sufficiente a creare un problema. Quel mese, infatti, Ceccarini aveva dovuto affrontare alcune spese impreviste e il conto era ormai privo della liquidità necessaria per sostenere una visita specialistica privata. Una visita che, racconta, non poteva essere proprio rimandata. «Avevo bisogno di sottopormi a un controllo importante – sottolinea – . Nel servizio sanitario pubblico la prima disponibilità per un appuntamento era nel 2027 e io non potevo aspettare così tanto. Per questo mi sono rivolto alla banca, spiegando che mi sarebbero bastati 160 euro da anticipare per pagare una visita privata. Due giorni dopo mi sarebbe stata accreditata la pensione e avrei restituito tutto immediatamente». Cliente dello stesso istituto da anni, Ceccarini sperava che quella richiesta potesse essere accolta, anche considerando l’entità contenuta della somma. E invece no. «Ho spiegato tutta la situazione, ma la risposta è stata negativa – prosegue – . E a comunicarmela non è stata direttamente la direttrice, bensì un’impiegata, incaricata di riferirmi che non era possibile concedere alcun anticipo. È questo che mi ha lasciato l’amaro in bocca. Non tanto il rifiuto in sé, quanto il fatto che non ci sia stato nemmeno un confronto diretto».
L'incontro e l'offerta
Con la delusione addosso, Ceccarini si prepara a lasciare la filiale. Pensa già a come trovare una soluzione, pur sapendo che il tempo stringe. Ma proprio mentre si avvia verso l’uscita succede qualcosa che non avrebbe mai immaginato: un uomo, anche lui cliente della banca rimasto in disparte fino a quel momento, aveva assistito in silenzio alla scena. «Mi si è avvicinato quando ormai stavo uscendo – aggiunge il pensionato – . Mi ha chiesto quale fosse il problema e io gli ho raccontato quello che era successo. Gli ho detto che avrei cercato di arrangiarmi in qualche modo. Lui mi ha guardato quasi incredulo e mi ha risposto: “Ma scherza davvero?”. Io gli ho detto di lasciar perdere, che non volevo creare problemi a nessuno. Invece ha insistito. “Aspetti qui un attimo”, mi ha detto».
Pochi istanti dopo si avvia verso il bancomat, preleva 160 euro e li mette nelle mani di Ceccarini. «È stato tutto naturale, come se per lui fosse la cosa più normale del mondo. Io ero senza parole – precisa – . Non conoscevo quella persona, non l’avevo mai vista prima e lui non sapeva nulla di me. Eppure ha deciso di fidarsi».
Grazie a quel gesto, Ceccarini riesce a sostenere la visita di cui aveva bisogno. Due giorni dopo, appena la pensione viene accreditata, mantiene l’impegno preso. «Gli ho restituito subito l’intera somma: per me era una questione di correttezza – evidenzia il 70enne – . Ci siamo scambiati il numero di telefono e l’ho chiamato non appena ho avuto i soldi».
Il ringraziamento
Dell’uomo sa poco: ha circa 60 anni, racconta, e probabilmente non è nemmeno livornese, almeno a giudicare dall’accento. Ma la sua identità passa in secondo piano rispetto al significato di ciò che ha fatto. «Mi ha colpito la sua disponibilità – sottolinea Ceccarini – . Avrebbe potuto tranquillamente fare finta di niente. Invece ha ascoltato la mia storia, ha capito che quella visita era importante e ha deciso di aiutarmi senza esitazione».
Per Ceccarini è proprio questo l’aspetto che merita di essere raccontato. «Viviamo in un periodo in cui spesso sentiamo parlare solo di egoismo, di persone che pensano esclusivamente a se stesse – precisa – . Eppure esistono ancora uomini e donne capaci di fermarsi davanti al bisogno di uno sconosciuto. È questo il messaggio che vorrei passasse».
E ora non cerca polemiche. «Quello che mi interessa davvero non è criticare qualcuno. Mi preme soprattutto ringraziare pubblicamente quella persona – conclude – . A volte basta davvero poco per cambiare la giornata, e forse anche qualcosa di più, a chi si trova in difficoltà».
In una società che corre veloce e nella quale spesso prevalgono diffidenza e individualismo, il gesto di quello sconosciuto assume un valore che va ben oltre i 160 euro anticipati. È la dimostrazione che la solidarietà non ha bisogno di grandi proclami né di riflettori.
A volte si manifesta in pochi minuti, davanti allo sportello di una banca, quando qualcuno decide di non voltarsi dall'altra parte. Ed è proprio questo il ricordo che Paolo Ceccarini conserverà più di ogni altro: non la porta che si è chiusa davanti a una richiesta d’aiuto, ma la mano tesa di uno sconosciuto che ha scelto di fidarsi di lui.
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