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Livorno, aumenta ancora la tassa sui rifiuti: di quanto sarà l'incremento medio

di Juna Goti
Livorno, aumenta ancora la tassa sui rifiuti: di quanto sarà l'incremento medio

Il costo del servizio Aamps è lievitato del 22 per cento negli ultimi quattro anni. L’assessora: «Ma col nostro bilancio abbiamo contenuto l’impatto sulle tariffe

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LIVORNO. Anche quest’anno la Tari, la tassa sulla spazzatura, aumenterà. I dettagli approderanno in consiglio comunale a fine luglio, ma è già possibile anticipare che l’incremento medio per le famiglie sarà intorno al 4 per cento (medio, appunto, quindi per qualcuno potrà risultare anche più alto, a seconda dei metri quadri e del numero di abitanti). Lo conferma l’assessora al bilancio, Viola Ferroni, che mette subito le mani avanti: «In media è meno di un euro in più al mese a famiglia». Non lo dice facendo i salti di gioia, ma con il tono di chi sa che l’aumento avrebbe potuto essere anche più alto: «Riusciamo a contenerlo mettendoci circa 10 milioni dal nostro bilancio».

Non si spiega la cauta soddisfazione dell’assessora rispetto a quelle che saranno le nuove tariffe finché non si osservano i dati che riflettono il costo del servizio, in capo ad Aamps/Retiambiente. Stando alle carte del Comune, in appena quattro anni, dal 2023, il contratto di servizio per l’igiene ambientale (in pratica il costo complessivo dei servizi legati alla gestione e allo smaltimento dei rifiuti) è salito di ben il 22 per cento: era di 34 milioni e 859mila euro nel 2023, è passato a 36milioni e 327mila euro nel 2024, a 39 milioni e 727mila euro nel 2025 e quest’anno raggiungerà i 42 milioni e 556mila euro.

Sulla carta sono somme da coprire con il gettito della Tari, nella realtà c’è da fare i conti con l’incasso effettivo e con i crediti da recuperare. Ecco perché ogni anno il Comune ci mette tra gli 8 e i 9 milioni. Questa volta ce ne metterà più di dieci, in parte dall’avanzo libero di amministrazione (2,7 milioni), in parte assorbendoli dal Fondo crediti di dubbia esigibilità e per 1,7 milioni dal recupero dell’evasione.

Quindi anche la manovra di riequilibrio di bilancio, che sarà discussa domani in commissione e mercoledì in consiglio comunale, servirà a far quadrare i conti della Tari. O meglio a garantire le agevolazioni previste per alcune fasce. Con quei 2,7 milioni dell’avanzo saranno finanziate le agevolazioni Tari per chi ha un Isee inferiore a 9.976 euro (che non dovrà pagare niente) e per chi partecipa alla Tarip, la ribattezzata tariffa puntuale, nei soli quartieri dove è prevista (qui invece si ha uno sconto del 10 per cento sulla parte variabile della tariffa). Si aggiungono le misure per gli esercizi commerciali e artigianali che si affacciano su aree interessate da cantieri pubblici da più di sei mesi. Un esempio è via Buontalenti, in zona Mercato, dove vanno avanti da tempo i lavori della nuova copertura. Per questo tipo di attività la tariffa può essere dimezzata.

Attenzione però: mentre nei primi due casi l’azzeramento e la riduzione sono automatici (quindi le famiglie o non ricevono il bollettino o lo ricevono direttamente con la riduzione), nel terzo devono essere i commercianti a presentare l’istanza al Comune, quindi a richiedere l’agevolazione.

«Per cinque anni, fino al 2024 compreso, grazie all’impegno del Comune e di Aamps non abbiamo mai aumentato la Tari», rivendica l’assessora. Nel 2024 l’incremento sul 2023 è stato di poco superiore allo 0,5 per cento. Ma nel 2025 è stato importante. Per il rapporto annuale di Cittadinanza Attiva, lo scorso anno qui l’aumento è arrivato al 9,8 per cento, considerando una famiglia di tre persone che vive in un appartamento di 100 metri: da 352 euro del 2024 a 386 euro del 2025, in un quadro che andava da un minimo di 250 euro (Siena) a un massimo di 557 euro (Pisa, la più cara in Toscana e ai vertici in Italia).

Nelle analisi tariffarie del Comune per il periodo 2023-2025 il dato dello scorso anno cambia di poco (+9,66) e si punta sul fatto che «25 comuni capoluogo su 39 hanno una Tari più alta di quella di Livorno». Resta il fatto che i bollettini saliranno ancora. «Gli aumenti quest’anno – chiude dal canto suo Ferroni – saranno comunque contenuti anche perché dal 2019, grazie al contrasto all’evasione, abbiamo recuperato oltre tremila unità immobiliari che sfuggivano alla banca dati. Questo vuol dire avere più soggetti sui quali far ricadere la tariffa, oltre che più giustizia sociale».

Le scadenze per pagare i bollettini saranno, con ogni probabilità, ancora fine ottobre, fine dicembre e fine febbraio 2027. l

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