Calafati, corsa sul filo del rasoio: 53 giorni per concludere i lavori
Scadenza spostata ad agosto: l’obiettivo è “salvare” i soldi Pnrr
LIVORNO. La novità è che luglio non ha portato con sé la pietra tombale del Calafati. «Abbiamo chiesto una proroga per poter concludere i lavori – spiega la presidente della Provincia Sandra Scarpellini – e ci è stata concessa. Adesso abbiamo tempo fino al 31 agosto». Ciò significa che entro 53 giorni a partire da oggi l’edificio deve essere concluso, pena la perdita del finanziamento previsto dal Pnrr. Del resto, considerando lo stato di un’opera ostaggio di cantiere lumaca, nessuno ha mai creduto che si riuscisse a chiudere tutto entro il 30 giugno. Nonostante le autorità abbiano più volte confermato la validità di una tabella di marcia la cui asticella adesso è slittata avanti di due mesi. Certo è che la scuola non sarà operativa per l’inizio del prossimo anno. Come del resto già si sapeva. Ma andiamo con ordine.
La struttura
Per molti mesi l’immobile vista porto Mediceo è rimasto al rango di scheletro. E anche adesso, guardandoci attraverso, continua a vedersi il cielo. E anche se qualche passo in avanti è stato fatto, considerando che cominciano a vedersi le pareti, gli operai dovranno comunque mettere il turbo affinché la Provincia riesca a presentare il certificato di ultimazione dei lavori entro la nuova scadenza del 31 agosto. Il tutto nella speranza di non incappare in altri problemi.
I trascorsi
Anche perché, a guardarsi indietro, le magagne non sono di certo mancate. Intanto nel settembre 2023 si è scoperto che qualcuno aveva occupato l’interno dell’edificio allestendo dei giacigli per dormirci. È stato quindi necessario allontanare gli occupanti. Conclusa questa operazione, a novembre sembrava fatta: le chiavi sono state consegnate alla ditta e il cantiere pareva pronto a partire. Ma così non è stato perché, per ragioni di sicurezza, l’impresa ha attivato i mezzi da lavoro solo quando, nel corso del 2024, anche la palazzina dell’ex custode posizionata sul retro è stata svuotata dagli inquilini (l’ex custode e la moglie). Solo in quel momento è stato possibile dare il via ai lavori.
La funzione
D’altra parte gli ultimi a salutare l’edificio, nel dicembre del 2018, sono stati gli studenti del Vespucci. Nel gennaio del 2019 sarebbero dovuti entrare i ragazzi del liceo Enriques ma il passaggio, causa ristrutturazione in corso, non c’è mai stato. L’immobile, lo ricordiamo, una volta pronto dovrebbe risolvere i problemi dovuti alla mancanza di spazi proprio del liceo Enriques riuscendo a ospitare centinaia di studenti, oltre a docenti e addetti Ata distribuiti tra segreteria e direzione. Il tutto con un progetto del valore complessivo di quasi 4, 5 milioni di euro finanziato per oltre 3 milioni con fondi relativi al Piano nazionale di ripresa e resilienza.
La scadenza
Ma, come sappiamo, per riuscire a ottenere questi soldi va rispettata la scadenza. In precedenza per presentare il certificato di ultimazione dei lavori c’era tempo fino al 30 giugno. Adesso fino al 31 agosto. L’ufficialità della proroga concessa alla Provincia è arrivata nei giorni scorsi dal ministero dell’Istruzione. «Si tratta di una conferma di grandissima importanza per noi – sottolinea Scarpellini – perché i nostri uffici e i nostri tecnici hanno lavorato duramente per superare una serie di problemi e ritardi che si erano accumulati, la gran parte dei quali non dovuti a noi. Ora andremo avanti a testa bassa per finire tutte le opere entro la data prevista, anche se il plesso potrà essere disponibile quando termineranno anche i lavori di rifinitura».
Gli altri lavori
La cui scadenza, spiega Scarpellini, «sono i sessanta giorni da codice dei contratti normalmente computabili per terminare le opere di finitura, cioè lavorazioni di piccola entità accertate da parte del direttore dei lavori come del tutto marginali e non incidenti sull’uso e sulla funzionalità dei lavori». Considerando dunque altri sessanta giorni a partire dal 31 agosto si a fine ottobre. Ma alla luce di tutto ciò, quando il Calafati diventerà una scuola vera e propria con studenti ai banchi e docenti in cattedra? «L’immobile potrà essere usato come scuola dopo aver definito con la dirigenza scolastica il momento individuato come più adeguato». Il tutto con tempistiche, conclude la presidente della Provincia di Livorno, che sono «ancora tutte da decidere».
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