Livorno, esami selvaggi tra lancio di uova, farina e brodo: signora scivola e arriva l’ambulanza
La dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale Cristina Grieco: «Sul marciapiede di via Galilei non si può camminare e si fa fatica ad accettare una cosa del genere, si oltrepassa il limite»
LIVORNO. Se questi sono festeggiamenti. Farsi una domanda, vedere un marciapiede completamente "rivestito" di poltiglia scivolosa di farina, uova, da quest’anno anche brodo. E ancora ketchup, spumante, coriandoli, resti di fumogeni, bottiglie a decine a terra (e cocci). E rispondersi con la realtà: una signora di 68 anni che scivola davanti al liceo Cecioni, cade e finisce all’ospedale in ambulanza. Operatori Aamps che fanno pulizie straordinarie (coi soldi di tutta la collettività). È la brutta storia tutta livornese che si ripete.
Il caos in via Galilei
Il cuore del caos post esami di maturità ieri è via Galilei: la strada catalizza le due scuole più grandi della città, Iti e Cecioni. «In queste situazioni è una scuola che non riconosco, tutto il buono che vedo durante l’anno sembra sparire», è molto amareggiato il dirigente del Cecioni Rino Bucci. «La prova della maturità è un momento da festeggiare, ma nel rispetto degli altri: mi sembra di dire delle banalità», si lascia andare allo sfogo. L’ambulanza della Croce Rossa ha da poco soccorso la signora caduta sul marciapiedi là davanti.
Il precedente
Lo scorso anno toccò all’Iti: una prof di una commissione cadde, anche in questo caso ambulanza, ospedale e furono sospesi gli esami fino alla sostituzione della docente. La lezione non serve. Così come sembrano "parlare" al vento le circolari («è la terza volta che le invio», ancora Bucci) che i dirigenti inviano prima degli esami: le disposizioni, gli inviti a non sporcare, gli accorgimenti, cosa è possibile usare e cosa no. I volantini tappezzano le scuole: si invita a rispettare l’ambiente, il vicinato, i compagni che ancora non hanno finito. Il richiamo a festeggiare con responsabilità. A non mettere a rischio la sicurezza pubblica. «La grande preoccupazione è vedere che le persone non ascoltano e se fai notare si risponde in modo aggressivo», ancora Bucci che chiama anche i vigili urbani e ringrazia Aamps.
Situazione fuori controllo
Lo conferma la dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale Cristina Grieco: è al liceo proprio per toccare con mano una situazione letteralmente fuori controllo. Ad aspettare i ragazzi e le ragazze appena diplomati ci sono pure familiari con borse frigo con dentro spumanti, cartoni da 6 e 12 uova, ketchup, salsa barbecue. Coriandoli a non finire (il sindaco ha fatto un’ordinanza ad hoc per l’ambiente ma niente). E ancora pacchi di farina. Da quest’anno il brodo. E si lancia tutto. Fiori, applausi, abbracci, palloncini? Roba del passato a quanto pare. E quasi tutti gli istituti della città sono "inondati" da questa usanza di fine maturità già molto criticata lo scorso anno, proprio per il pericolo che può causare a chi si ritrova a passare da quei marciapiedi davanti agli istituti.Tra chi scivola, chi cade e si fa male, chi si sporca. «È veramente un peccato assistere a questi eccessi tipicamente livornesi: sono giorni di protagonismo per questi ragazzi e ragazze e devono essere festeggiati, ma nel rispetto del decoro, di chi vive nel quartiere, della sicurezza», sottolinea Grieco. E aggiunge: «Trasformare momenti di gioia in tensioni che finiscono con l’arrivo dell’ambulanza non ha senso: su questo marciapiede veramente non si può camminare e si fa fatica ad accettare una cosa del genere, si oltrepassa il senso del limite».
Sguardo al futuro
Si guarda al prossimo anno: «Bisogna assolutamente intervenire, responsabilizzando di più i rappresentanti d’istituto e individuando insieme a dirigenti e Comune le possibili strade». Anche il dirigente dell’Iti Antonio Manfredini è un fiume in piena. «Occorre pensare per il prossimo anno a un’azione più incisiva: abbiamo provato in tutti i modi, circolari, cartelli, raccomandazioni, uscite in maniera defilata ma niente - e va avanti - Noi dirigenti siamo disarmati, è una grossa inciviltà che mette anche in pericolo le persone, oltre al decoro urbano». E lo sconforto, non poco, cresce a detta di chi vive in prima persona questa situazione per il fatto che siano anche gli stessi adulti - padri, madri, zii, parenti - ad alimentare, sostenere e difendere questo modo di festeggiare (non tutti per carità). Intanto anche ieri pomeriggio gli operatori Aamps-Retiambiente sono in via Galilei.«Uno scempio ambientale in questi giorni davanti ad alcune scuole superiori: questo costringe i nostri operatori a prodigarsi continuativamente al meglio delle possibilità per ripristinare quanto più rapidamente possibile le condizioni di pulizia del manto stradale - raccontano dall’azienda - Oltre allo spazzamento manuale si è costretti all’ausilio del mezzo meccanizzato e dell’idropulitrice per tentare di rimuovere questa poltiglia di sostanze mescolate che, complici anche le temperature roventi, tendono a solidificarsi rapidamente al manto stradale e alle piste ciclabili causando pericoli per l’incolumità dei pedoni e delle biciclette in transito».
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