Lavoro
Livorno, il fratello di Yilmaz Tas incarcerato dopo un blitz della polizia turca
Ramazan Tas era stato arrestato nell'ambitodi un'operazione a livello nazionale. L'avvocato della famiglia del trentenne curdo ucciso, Roberto Ghini: «La vittima è estranea a ogni contesto criminale»
LIVORNO. Alcuni media turchi ipotizzano che Yilmaz Tas, il trentenne brutalmente ucciso al Castellaccio, sia stato vittima di «un’imboscata terroristica» per colpire, in realtà, suo fratello. Il suo nome è Ramazan Tas ed emerge in un’inchiesta della magistratura turca in merito a una vasta operazione contro la criminalità organizzata del Paese ponte fra l’Europa e l’Asia. Il riferimento arriva da atti diffusi dal ministero dell’Interno di Ankara in relazione all’operazione “Kuyu-9”, conclusa nel luglio di due anni fa a Istanbul e in altre cinque province della nazione.
Secondo quanto riportato dalle autorità turche, il blitz avrebbe portato all’avvio di un’indagine nei confronti di 46 persone, su due distinti gruppi criminali contrapposti e attivi in diverse aree della Turchia. Fra gli arrestati figura anche Ramazan Tas, indicato come una delle persone coinvolte in una delle organizzazioni. È ancora in carcere. «Rimane detenuto – spiega lo scrittore Celil Turani, esperto di criminalità organizzata turca – in attesa del procedimento giudiziario in corso».
Le accuse contestate, sempre secondo quanto riportato dai media di Istanbul, comprendono una serie di reati, a vario titolo e quindi non specificamente nei confronti di Tas, di tentato omicidio, lesioni volontarie, traffico e produzione di stupefacenti, minacce, messa in pericolo della sicurezza pubblica e violazioni della normativa sulle armi. Le autorità turche, al tempo, avevano descritto l’operazione come parte di una più ampia strategia di contrasto alla criminalità organizzata, con sequestri di armi e droga e il coinvolgimento di più province, tra cui Istanbul, Diyarbakır, Samsun e Kocaeli.
L’intervento, secondo il ministero dell’Interno, avrebbe colpito due gruppi in conflitto tra loro, uno dei quali guidato da un uomo ricercato all’estero. Nel comunicato ufficiale veniva sottolineato come le forze dell’ordine abbiano agito nell’ambito di un’azione coordinata della Direzione generale della sicurezza turca, con il coinvolgimento delle unità specializzate nella criminalità organizzata. Il ministro dell’Interno Ali Yerlikaya aveva definito l’operazione «parte di una strategia più ampia contro le organizzazioni criminali», rivolgendo un ringraziamento alle forze di polizia impegnate sul campo. In ogni caso, l’avvocato della famiglia della vittima specifica come «Yilmaz Tas, totalmente incensurato, sia totalmente estraneo a dinamiche criminali». Il legale, al Tirreno, aveva invitato i media turchi a «non speculare sulla morte di un giovane, che è solo vittima».
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