Alluvione di Livorno, sciopero degli avvocati: rinviata la sentenza su Nogarin
L’udienza in corte d'appello a Firenze, prevista lunedì 8 giugno, verrà rimandata: la difesa per l'ex sindaco chiederà l’assoluzione
LIVORNO. Rinviato il processo d’appello all’ex sindaco Filippo Nogarin: la sua avvocata, Sabrina Franzone, insieme ad altri legaliparteciperà all’astensione dalle udienze indetta per la prossima settimana dall’Unione camere penali italiane. La decisione nasce dalla vicenda delle intercettazioni effettuate nel carcere di Perugia dove sarebbero stati registrati colloqui fra detenuti e difensori in assenza di una specifica autorizzazione riferita a quei rapporti professionali.
L’appuntamento, a meno di revoche, sarà quindi rinviato. Il procedimento penale riguarda le responsabilità per l’alluvione che nella notte fra il 9 e il 10 settembre del 2017 devastò Livorno provocando la morte di otto persone: Gianfranco Tampucci, Roberto Vestuti, Martina Bechini, Raimondo Frattali, Glenda Garzelli, Simone, Filippo e Roberto Ramacciotti. Al centro del processo di secondo grado la sentenza pronunciata nell’ottobre del 2023 dal giudice Ottavio Mosti, che ha condannato l’ex primo cittadino a tre anni per omicidio colposo plurimo. L’ex esponente del Movimento 5 stelle, sindaco della città dal 2014 al 2019, è stato ritenuto responsabile di non aver attivato l’alert-system, il sistema di allerta destinato a informare la popolazione in caso di emergenze. Secondo il tribunale, pur essendo inevitabile l’esondazione del rio Maggiore e del fosso dell’Ardenza a causa delle eccezionali precipitazioni, le conseguenze più gravi dell’evento avrebbero potuto essere limitate attraverso una più efficace attività di prevenzione e informazione.
Nelle motivazioni il giudice ha sostenuto che «la popolazione, se informata, avrebbe abbandonato i luoghi a rischio» e che le vittime avrebbero potuto salvarsi se adeguatamente avvertite dell’aggravarsi della situazione. Per il tribunale, inoltre, il sistema comunale di protezione civile mostrò gravi carenze operative e il sindaco, quale autorità comunale di protezione civile, avrebbe dovuto assumere un ruolo più incisivo nel coordinamento dell’emergenza.
La sentenza ha disposto anche una provvisionale di due milioni di euro a favore dei familiari delle vittime, somma già liquidata dal Comune. Resta inoltre aperta la questione di un’eventuale rivalsa dell’ente nei confronti dell’ex sindaco nel caso in cui la condanna dovesse diventare definitiva.
Franzone contesta però radicalmente la ricostruzione. Nel ricorso viene sostenuto che il sindaco non fu mai informato del progressivo aggravamento delle condizioni meteorologiche e delle criticità che stavano emergendo sul territorio. Secondo la difesa, il tecnico reperibile Luca Soriani avrebbe gestito l’emergenza senza comunicare al primo cittadino le informazioni più allarmanti ricevute nel corso delle ore. «È oggettivo e insindacabile che la mancata assunzione della direzione e del coordinamento da parte del sindaco sia dipesa esclusivamente dall’omessa e doverosa comunicazione che gravava sul dirigente o sul responsabile in servizio quella notte», si legge nel ricorso. Franzone evidenzia inoltre come Soriani non avrebbe avvisato Nogarin né delle difficoltà organizzative, né della carenza di personale, né soprattutto del peggioramento delle condizioni meteo. Una circostanza che, secondo la difesa, avrebbe impedito al sindaco di assumere quelle decisioni che il tribunale ritiene invece omesse.
Anche sul tema dell’alert-system la difesa propone una lettura differente. Nel ricorso viene infatti sottolineato che nessuno degli operatori impegnati nell’emergenza ritenne necessario attivare il sistema nelle fasi iniziali dell’evento, non confrontandosi quindi con Nogarin. Quando la gravità della situazione divenne evidente, sostiene ancora la difesa, il fenomeno era ormai talmente avanzato da far ritenere l’invio del messaggio potenzialmente controproducente. Sarà quindi la corte d’appello a riesaminare l’intera vicenda e a valutare le richieste della difesa, che punta all’assoluzione dell’ex sindaco. l
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