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Livorno, la tartaruga Vera torna in mare dopo essere stata salvata


	Il ritorno in mare della tartaruga
Il ritorno in mare della tartaruga

Quattro mesi fa i finanzieri della stazione navale l’avevano soccorsa in difficoltà: rischiava di morire impigliata negli attrezzi da pesca

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LIVORNO. Dopo mesi di cure e riabilitazione è tornata finalmente libera nel suo habitat naturale. Si chiama Vera ed è un esemplare di tartaruga marina della specie “Caretta caretta”, che nel febbraio era stata salvata dalla guardia di finanza nelle acque labroniche. Il ritorno in mare è avvenuto il 29 maggio scorso nell’ambito della manifestazione “Un mare di amici – Navi di maggio”, iniziativa dedicata alla cultura del mare, alla sostenibilità ambientale e alla sicurezza della navigazione.

La storia di Vera era iniziata alcuni mesi fa, quando l’equipaggio della vedetta velocissima “V.1311” della stazione navale del Roan, impegnato in un servizio operativo, l'aveva individuata in evidente difficoltà. La tartaruga era infatti rimasta impigliata in attrezzi da pesca illegali che ne limitavano gravemente i movimenti e persino la respirazione, mettendone a rischio la sopravvivenza.

I militari erano intervenuti immediatamente, riuscendo a liberare l’animale dalle attrezzature che lo intrappolavano. Dopo il recupero in sicurezza a bordo dell’unità navale, la “Caretta caretta” aveva ricevuto le prime cure prima di essere affidata agli specialisti del Centro di recupero e riabilitazione tartarughe marine dell’Acquario di Livorno, struttura che da anni rappresenta un punto di riferimento per il soccorso della fauna marina.

Nei mesi successivi è stata sottoposta a un percorso di cura e monitoraggio che le ha consentito di recuperare completamente le proprie condizioni di salute. Una volta accertata la piena idoneità al ritorno in natura, è stato organizzato il rilascio in mare, trasformato in un momento simbolico e di sensibilizzazione ambientale. La tartaruga è arrivata agli ormeggi della stazione navale della guardia di finanza a bordo dell’ambulanza dell’Anpana. Da qui è stata imbarcata proprio sulla vedetta “V.1311”, la stessa che l’aveva soccorsa nel mese di febbraio, quasi a chiudere idealmente il cerchio della sua vicenda.

L’operazione si è svolta nelle acque prospicienti l’Area marina protetta delle Secche della Meloria. Una volta raggiunto il punto individuato per il rilascio, Vera è stata affidata alle mani del biologo marino del centro di recupero che ne aveva seguito l’intero percorso di riabilitazione. Ad assistere alla scena erano presenti anche le unità cinofile della Scuola italiana cani salvataggio (Sics), che collaborano con la guardia di finanza nelle attività di tutela dell’utenza del mare, mentre i sommozzatori delle fiamme gialle hanno accompagnato la tartaruga nei primi metri della sua ritrovata libertà.

L’iniziativa si è svolta alla presenza di numerosi studenti, cittadini e rappresentanti delle istituzioni, offrendo l’occasione per richiamare l’attenzione sull’importanza della tutela dell’ambiente marino e della biodiversità. Le tartarughe “Caretta caretta”, infatti, sono tra le specie simbolo del Mediterraneo e sono spesso vittime di reti, ami, lenze e altri attrezzi da pesca abbandonati o utilizzati illegalmente.

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