Il Tirreno

Livorno

L'atto vandalico

Livorno, offese a Bandecchi. Di Liberti: «Scritta omofoba contro il mio matrimonio con Aspidi»

di Franco Marianelli
Costanza Vaccaro e Gianluca Di Liberti davanti alla scritta contro Stefano Bandecchi
Costanza Vaccaro e Gianluca Di Liberti davanti alla scritta contro Stefano Bandecchi

L'ex consigliere comunale e segretario del partito "Dimensione Bandecchi" associa quanto accaduto alle nozze recentemente celebrate in città proprio dal sindaco di Terni

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LIVORNO. Per agire non hanno aspettato nemmeno l’inaugurazione della sede, prevista entro la primavera: alcuni teppisti nella notte fra martedì scorso e ieri hanno coperto con scritte offensive i locali che ospiteranno “Dimensione Bandecchi” in via Donnini. Le scritte prendono di mira lo stesso presidente livornese, Stefano Bandecchi: sulla vetrina è comparsa la frase “Bandecchi omo di m..., Livorno non ti vuole”, frase ripetuta sul muro accanto alla sede che fa angolo con via Prato.

Ad avere qualche indizio sulle motivazioni del gesto è Gianluca Di Liberti, che ricopre la carica di segretario nazionale: «La scritta è in rosa e secondo me non è un caso: probabilmente l’origine del gesto è omofoba e ha a che fare con le mie recentissime nozze con Manuel Aspidi (cantante livornese di successo formatosi ad “Amici” ndc)». Peraltro le nozze sono state celebrate nel salone delle cerimonie del nostro Comune dallo stesso Bandecchi. «Un gesto vigliacco quello delle scritte – interviene la consigliera comunale del partito, Costanza Vaccaro – soprattutto per la nostra città ritenuta da sempre quella del dialogo. Un conto è avere idee politiche diverse, un altro oltraggiare la sede di un partito con queste scritte offensive».

Accanto alla sede di “Dimensione Bandecchi” ci sono le telecamere di un panificio-pizzeria: «Abbiamo chiesto le immagini per poi fornirle agli investigatori nella speranza che possano essere utili», dice Di Liberti. Un’altra ipotesi potrebbe essere riferita al tentativo dell’imprenditore di acquistare il Livorno calcio 12 anni fa e anche in quel caso alle Sorgenti comparirono scritte contro di lui, visto come le idee politiche del sindaco di Terni siano radicalmente opposte a quelle della Curva nord. «In realtà Bandecchi e il nostro partito non sono né di destra né di sinistra – aggiunge Vaccaro, che ricopre la carica di responsabile della segreteria nazionale – noi siamo liberali con i piedi per terra e con la nostra azione vogliamo cambiare il Paese. Questo fa sì che si creino odi politici, ma non abbiamo paura».

Di Liberti torna poi sulla “pista rosa”: «Mi è venuto in mente quello che è successo pochi giorni fa nel Parco centro città, la vandalizzazione del murale che riportava le immagini di omosessuali famosi. In quel caso si sono “limitati” a coprire il disegno con la vernice. Potrebbero essere le stesse mani che hanno agito contro la nostra sede». Ma l’inaugurazione avrà comunque luogo: «Ovviamente sì – conclude Vaccaro – anzi a maggior ragione e con ulteriore impegno. Questo gesti ci rafforzano e non certo ci indeboliscono. Il giorno dell’inaugurazione non era stato ancora fissato, ma la sede l’apriremo eccome. E alle Sorgenti sarà un trampolino di lancio per coinvolgere i livornesi nella battaglia per fare di Livorno una città “libera”, priva di tutti quei contorcimenti che ne impediscono lo sviluppo. Noi con il nostro pragmatismo liberale ci impegneremo in questa direzione. E non saranno certo due scritte a fermarci».

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