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Livorno, massacra di botte una sedicenne. Via al processo: i testimoni in tribunale

di Stefano Taglione
Una donna maltrattata (foto di repertorio)
Una donna maltrattata (foto di repertorio)

Due giorni fa la prima udienza: in aula le persone indicate dal pubblico ministero. A settembre parleranno davanti al giudice

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LIVORNO. Saranno i testimoni indicati dal pubblico ministero a settembre ad aprire il cuore del processo contro il ventiseienne tunisino accusato di aver perseguitato e picchiato l’ex fidanzata minorenne, arrivando – secondo l’accusa – a minacciarla di morte e a diffondere foto intime della ragazza dopo la fine della relazione. In tribunale, due giorni fa, si è infatti aperto il dibattimento: il procedimento, dopo il rinvio a giudizio disposto nei mesi scorsi dal giudice dell’udienza preliminare, è entrato nella fase cruciale dell’istruttoria davanti alla giudice Tiziana Pasquali.

La giovane, oggi diciassettenne, si è costituita parte civile assistita dall’avvocata Angie De Santi Simonini. La procura contesta all’imputato il reato di atti persecutori aggravato dalla minore età della persona offesa all’epoca dei fatti. Secondo l’impostazione accusatoria, il ventiseienne avrebbe messo in atto una lunga serie di comportamenti violenti e vessatori, sia durante la relazione sentimentale sia dopo la rottura, provocando nella ragazza «un perdurante e grave stato di ansia e di paura».

Nel capo d’imputazione vengono ricostruiti diversi episodi. Durante la relazione, la minorenne sarebbe stata più volte presa a schiaffi e pugni nel corso di discussioni. In un’occasione, sempre secondo quanto contestato dalla procura, sarebbe stata colpita con calci mentre si trovava a terra. Un’escalation che sarebbe proseguita anche dopo la fine del rapporto. Il ventiseienne, infatti, si sarebbe presentato ripetutamente sotto casa dell’ex, prendendo a pugni la porta dell’abitazione e arrivando anche a danneggiarla. In un episodio avrebbe minacciato la ragazza e il nuovo compagno impugnando un coltello.

Agli atti dell’inchiesta compaiono inoltre accuse relative alla diffusione di immagini intime della giovane, fotografie scattate durante la relazione che sarebbero poi state inviate ad alcuni amici della stessa. Fra i passaggi più pesanti contestati dalla procura c’è anche un messaggio audio inviato tramite un profilo social nell’agosto scorso. In quella registrazione, secondo gli inquirenti, il giovane avrebbe minacciato di uccidere la ragazza e il suo nuovo fidanzato qualora si fossero presentati in una discoteca cittadina. E proprio all’esterno del locale, pochi giorni dopo, si sarebbe verificato un nuovo episodio. Dopo aver saputo della presenza della giovane, il ventiseienne avrebbe iniziato a urlare frasi offensive e minacciose, promettendo di pubblicare altre immagini intime e di aspettarla sotto casa: «Ammazzo te e la tua famiglia».

In quel frangente, sempre secondo l’accusa, avrebbe anche tentato di colpirla con un casco. Solo l’intervento delle forze dell’ordine, chiamate dalla stessa minorenne, avrebbe evitato conseguenze peggiori. Con l’apertura del dibattimento il tribunale ha ora fissato il calendario dell’istruttoria. A settembre saranno ascoltati i primi testimoni indicati dal pm, chiamati a ricostruire quanto denunciato dalla giovane e gli episodi finiti al centro dell’inchiesta. La ragazza, invece, è stata sentita in modalità protetta durante l’incidente probatorio e non dovrebbe più essere ascoltata.

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