Livorno, incendio nelle case popolari: serviranno mesi per ristrutturare l’alloggio bruciato
Nell’appartamento, assegnato a una quarantacinquenne, si sono staccati perfino gli intonaci. All’interno un cumulo incredibile di masserizie, ora completamente carbonizzato
LIVORNO. Uno degli appartamenti è completamente distrutto. Lo spaventoso incendio che si è propagato dalla camera da letto, probabilmente a causa di una sigaretta inavvertitamente lasciata accesa, ha demolito perfino gli intonaci. All’interno della stanza, fra l’altro, c’era un inusuale accumulo di oggetti e masserizie, fra le quali era un’impresa già passare. Ora sono completamente carbonizzate. Serviranno mesi per rimetterlo in sesto: per questo, il Comune, nei confronti dell’assegnataria, una livornese di 45 anni, procederà con una riassegnazione provvisoria della casa popolare.
Chi è fuori di casa
Il devastante rogo nel condominio di Colline (via di Salviano 52) gestito da Casalp, avvenuto nella notte fra mercoledì 6 e giovedì 7 maggio, lascerà strascichi nella vita di chi quel palazzo lo abitava e lo abiterà. Avrebbe potuto avere conseguenze ben peggiori, visto che alcuni vicini di casa parlano di bombole a gpl presenti nell’appartamento, ma per fortuna si è concluso con il consueto grande lavoro dei vigili del fuoco che hanno domato le fiamme e con tre abitazioni interdette, quella incendiata e le due sopra e sotto. In una vive una donna di 78 anni, «lunedì 11 maggio – spiega – mi diranno se potrò rientrare», nell’altro una coppia. Tutti – secondo quanto spiegano dall’ufficio casa dei palazzo civico – sono alloggiati da amici o parenti e non hanno richiesto all’amministrazione l’ospitalità provvisoria. Gli alberghi abitualmente utilizzati come ricovero temporaneo, fra l’altro, sarebbero comunque pieni. L’alternativa è l’alloggio pubblico di via Terreni, quello gestito dalla cooperativa sociale “Il Simbolo”, che resta a disposizione per qualsiasi loro necessità.
Parla l’assessore
L’assessore comunale alla casa e al sociale, Andrea Raspanti, sta seguendo personalmente la situazione. «Al momento non abbiamo richieste di alloggio – le sue parole – e per l’assegnataria dell’appartamento dal quale è partito l’incendio effettueremo un cambio per mobilità urgente, dato che i tempi per la riapertura dell’alloggio non saranno veloci. In ogni caso, ulteriori dettagli, li avremo nei prossimi giorni». Per gli altri, il rientro in casa, sarà più veloce. Ma anche in questo caso bisognerà prima attendere le ultime perizie di Casalp, l’istituto provinciale che gestisce gli alloggi pubblici, che di concerto con i vigili del fuoco che hanno interdetto gli immobili, dovrà certificare nero su bianco l’abitabilità dei due appartamenti, mentre il palazzo nel suo complesso resta agibile e tutti gli altri inquilini erano già rientrati la mattina dopo. «Il Comune – conclude Raspanti – è chiaramente disponibile a valutare ogni situazione caso per caso, come sempre è stato fatto. Per ora, fortunatamente, nessuno ha avuto bisogno dell’intervento dell’ufficio casa, quindi non abbiamo segnalazioni di persone sfollate dopo l’incendio». Già nei primi istanti dopo il rogo palazzo civico aveva gestito l’emergenza con la protezione civile, che si è presa carico delle richieste di tutte le persone inizialmente sfollate. Erano 17, fra cui due bambini. In 13 sono già rientrati, mentre per quattro per adesso non ci sono ancora le condizioni di abitabilità.
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