Il Tirreno

Livorno

L’intervista

Darsena Europa, parla il neo-commissario: «Creerò una struttura autonoma, ora subito garanzie per i player internazionali»

di Martina Trivigno
Darsena Europa, parla il neo-commissario: «Creerò una struttura autonoma, ora subito garanzie per i player internazionali»

Il prefetto Dionisi: «Necessario anticipare la messa a reddito dei primi piazzali in tempi adeguati»

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LIVORNO. «Rapidità decisionale, autonomia operativa e responsabilità ben definite». Parte da qui la nuova era del prefetto Giancarlo Dionisi, ora ufficialmente commissario straordinario della Darsena Europa per i prossimi tre anni.


Prefetto, quali saranno i primi atti che farà come commissario?
«Procederò a una ricognizione puntuale dello stato dell’opera, sotto il profilo tecnico, amministrativo e finanziario, per avere un quadro completo e aggiornato, senza filtri, e avvierò la costituzione di una struttura commissariale autonoma».


Proprio il tema dell’avvalimento del personale è stato messo al centro dalla relazione dell’ispezione del ministero a Palazzo Rosciano: come intendete operare?
«La mia idea è quella di costruire una struttura separata, sia sotto il profilo organizzativo sia, per quanto possibile, anche logistico, proprio per garantire quella flessibilità operativa che è

indispensabile in un contesto di questo tipo per valorizzare le professionalità esistenti e, dove necessario, integrare le competenze con figure tecniche altamente

qualificate. Naturalmente, lavoreremo in stretto raccordo con l’Autorità di sistema portuale e con tutti gli altri soggetti istituzionali, a partire dal presidente Davide Gariglio. L’obiettivo è semplice: avere le persone giuste, al posto giusto, nel momento giusto».

Quali sono gli aspetti su cui ritiene importante intervenire?
«Il primo è la governance : occorre una regia forte, stabile e capace di assumere decisioni in tempi certi. Il secondo riguarda le infrastrutture di collegamento: la Darsena Europa non può essere considerata un’opera isolata, il suo successo dipende in modo determinante dai collegamenti stradali e ferroviari. Senza questi, il rischio è quello di realizzare un’infrastruttura di grande valore ma non pienamente funzionale. La terza priorità è quella della piena chiarezza sul quadro economico-finanziario».


Il ministro Salvini e il vice Rixi hanno parlato a più riprese di messa a reddito anticipata dei piazzali: che tempi si dà?
«Intanto mi permetta di cogliere questa occasione per ringraziare il ministro Matteo Salvini, il viceministro Edoardo Rixi e il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, per la fiducia che mi hanno accordato e per la grande opportunità che mi è stata data. È una fiducia che avverto pienamente e che mi impegnerò a ripagare con il massimo della determinazione. Venendo alla

domanda, l’obiettivo è quello di anticipare concretamente l’operatività della Darsena Europa. Ritengo realistico lavorare su un orizzonte temporale adeguato per la messa a reddito dei primi piazzali, compatibilmente con lo stato di avanzamento delle opere e con i necessari passaggi

autorizzativi».


Proprio su questo fronte, due grandi player, Msc e Grimaldi, ormai più di anno fa, hanno

manifestato interesse per i primi piazzali della maxi-opera: è cambiato qualcosa?
«L’interesse manifestato da operatori di livello globale rappresenta un elemento di grande valore, perché certifica l’attrattività strategica della Darsena Europa. È importante però chiarire un punto: la procedura di concessione compete all’Autorità di sistema portuale. Il mio  ruolo, in questo contesto, sarà quello di offrire la massima collaborazione e di lavorare affinché il contesto complessivo – infrastrutturale, amministrativo e regolatorio – sia il più possibile attrattivo. L’obiettivo è duplice: da un lato rendere appetibile l’investimento, dall’altro rassicurare i grandi operatori internazionali sulla certezza dei tempi e sulla solidità del progetto».


Che dire dell’istanza di concessione?
«La competenza in materia di concessioni è in capo all’Autorità portuale, che procederà secondo le regole previste dall’ordinamento. Ciò che ritengo fondamentale è che il percorso sia improntato a trasparenza, competitività e tempi certi. Non si tratta soltanto di assegnare spazi, ma di selezionare progetti industriali solidi, capaci di generare traffici, occupazione e

sviluppo per il territorio: il mio impegno sarà quello di accompagnare e sostenere questo processo, creando le condizioni affinché il bando risulti realmente attrattivo per   i principali player internazionali». 

Parliamo del cronoprogramma e dei finanziamenti: a che punto siamo?
«Il cronoprogramma esistente rappresenta una base importante, ma dovrà essere verificato e, se necessario, aggiornato alla luce della situazione reale. Per quanto riguarda i finanziamenti, sarà fondamentale un lavoro sinergico con il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e con il governo, ma anche con il coinvolgimento pieno e consapevole della Regione Toscana».

La Regione ha già stanziato in bilancio 200 milioni di euro e ha dato la disponibilità a “sottrarre” da questa cifra 40 milioni da destinare al nuovo ponte mobile sullo Scolmatore.
«In questo senso, desidero sottolineare il ruolo del presidente Eugenio Giani, che ha sempre sostenuto con convinzione la realizzazione della Darsena Europa, accompagnando il percorso

con spirito costruttivo e istituzionale. In merito alla questione relativa al nuovo ponte sullo Scolmatore, al di là delle diverse valutazioni tecniche, ritengo importante mantenere un approccio pragmatico e costruttivo: la priorità è procedere rapidamente alla definizione del progetto di fattibilità tecnico-economica, completandolo in tempi celeri. Soltanto a valle di questo passaggio sarà possibile assumere, nelle sedi politiche e istituzionali competenti, le decisioni più opportune. L’obiettivo comune deve essere quello di proseguire su questa linea di collaborazione, rafforzando ulteriormente il coordinamento tra tutti i livelli istituzionali».

Che impatto potrà avere la Darsena Europa sul sistema economico e occupazionale?
«Per Livorno rappresenta un’opportunità straordinaria di sviluppo economico e occupazionale. Per la Toscana significa rafforzare il proprio ruolo nel sistema dei traffici internazionali, valorizzando una posizione geografica particolarmente favorevole e creando nuove opportunità per il tessuto produttivo regionale. Ma è sul piano nazionale che l’opera esprime pienamente la sua portata strategica: in un contesto globale sempre più competitivo, dotarsi di infrastrutture moderne e efficienti significa rafforzare la capacità del Paese di attrarre investimenti, intercettare traffici e sostenere la crescita economica».


Tra le tante polemiche, c’è anche quella di chi sostiene che la figura del commissario si sovrapponga a quella del presidente dell’Authority. Ecco, quale sarà il suo valore aggiunto?
«Il valore aggiunto sta innanzitutto nella capacità di imprimere una forte accelerazione ai processi decisionali, superando quelle frammentazioni che fisiologicamente si possono

determinare in procedimenti complessi e articolati come questo. Il commissario non si sostituisce alle amministrazioni, ma svolge una funzione di sintesi, coordinamento e, soprattutto, responsabilizzazione. Nel caso della Darsena Europa, questo significa anche assicurare quella terzietà operativa che consente di valutare ogni passaggio con uno sguardo complessivo, senza sovrapposizioni e senza rallentamenti».


Quali garanzie può dare oggi agli operatori economici e ai cittadini sui tempi e sulla realizzazione dell’opera?
«Oggi più che mai operatori economici e cittadini chiedono certezze, non annunci. La prima

garanzia che si può offrire è quella di un metodo: lavorare con tempi definiti, monitoraggi costanti e responsabilità chiare. La seconda è rappresentata dal forte impegno istituzionale che accompagna questo progetto, a partire dal governo e dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, nonché dalla Regione Toscana e dal Comune di Livorno. In un’opera di questa complessità non sarebbe serio promettere scorciatoie, ma ciò che si può garantire è un lavoro costante per evitare ritardi, superare gli ostacoli e rispettare, per quanto possibile, i tempi previsti».


La Darsena Europa è davvero un’opera irreversibile o esiste ancora il rischio che resti incompiuta?
«È un’opera strategica e, sotto questo profilo, direi irreversibile. Tuttavia, perché questa

irreversibilità sia concreta e non solo teorica, è necessario che si realizzino alcune condizioni fondamentali: una governance efficace, risorse adeguate e, soprattutto, tempi certi. Il rischio di

incompiutezza esiste sempre quando un progetto è particolarmente complesso, ma è proprio per questo che è stata prevista la figura del commissario straordinario: per ridurre al minimo questo rischio e garantire continuità e concretezza all’azione amministrativa».

Il governo ha stanziato altri 163 milioni di euro per la nuova diga foranea di Genova e, secondo alcuni, da tempo si assiste a uno sbilanciamento di fondi a favore del porto di Genova e a

discapito di Livorno. È così?
«Credo sia importante affrontare questo tema con grande chiarezza e senza semplificazioni. Nel caso di Genova, il finanziamento aggiuntivo si inserisce all’interno di un percorso progettuale già molto avanzato, fondato su un progetto di fattibilità tecnico-economica solido, consolidato e già ampiamente sviluppato. La situazione della Darsena Europa è, sotto questo

profilo, diversa. La piattaforma a mare e le opere marittime risultano integralmente finanziate, salvo le verifiche che saranno oggetto di una puntuale attività di due diligence che intendo avviare, finalizzata ad avere un quadro pienamente aggiornato e attendibile dello stato

progettuale, dell’avanzamento dei lavori e degli eventuali impatti legati, ad esempio, alla revisione dei prezzi. Quindi, più che parlare di squilibri, parlerei di fasi diverse di sviluppo progettuale».


Di recente, però, il governatore Giani ha parlato di 150 milioni mancanti per i collegamenti stradali e ferroviari, essenziali per garantire la piena funzionalità dell’opera: è così?
«Per poter attivare nuovi finanziamenti, occorre disporre di progetti di fattibilità tecnico-economica adeguati, solidi e pienamente sviluppati. Ed è proprio qui che si concentrerà uno dei primi impegni della struttura commissariale: accelerare la definizione di questi progetti. L’obiettivo è colmare questo divario, mettendo la Darsena Europa nelle condizioni di

competere ad armi pari con le altre grandi infrastrutture portuali del Paese».

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