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Livorno

Pinacoteca Servolini

Livorno e il suo Museo diocesano con Valentina Campedrer

Livorno e il suo Museo diocesano con Valentina Campedrer

Tra arte e devozione: il racconto dell'esperta

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COLLESALVETTI Sarà Valentina Campedrer, coordinatrice dell’ufficio per i Beni culturali, Arte sacra ed Edilizia di culto della Diocesi a inaugurare giovedì alle 17 alla Pinacoteca comunale Carlo Servolini, il calendario culturale “Dalle arti decorative alla scenografia: il novecento livornese tra scoperte e rimozioni”, varato in occasione dell'inedita e pionieristica mostra "Athos Rogero Natali decoratore e scenografo. La stagione dell'innovazione delle vetrate artistiche e il boom degli Stabilimenti Pisorno". È promossa dal Comune di Collesalvetti, col patrocinio di Diocesi di Livorno, in occasione del 50esimo dalla scomparsa dell'artista, a cura di Francesca Cagianelli e Marco Sisi, con Massimo Sanacore visitabile al complesso di Villa Carmignani, via Garibaldi 79 Collesalvetti, LI, tutti i giovedì in orario 15.30-18.30 e su prenotazione per piccoli gruppi (prenotazioni: 392 6025703).

Campedrer giovedì terrà la conferenza “Tra arte e devozione. Alla scoperta del Museo diocesano di Livorno”. Il contributo propone una riflessione sul Museo diocesano quale presidio fondamentale per la conservazione, la valorizzazione e la conoscenza del patrimonio storico-artistico ecclesiastico del territorio, evidenziandone al contempo la rilevante funzione pastorale. Il museo si configura infatti non solo come luogo di tutela, ma anche come spazio di trasmissione della memoria e di educazione alla fede, in grado di favorire una fruizione consapevole dei beni ecclesiastici nel loro significato originario.

Dopo una introduzione dedicata alle origini della Diocesi e alla presentazione del Museo, l’intervento, attraverso l’analisi delle opere e dei manufatti conservati, intende mettere in luce il valore non solo estetico, ma storico e documentario del patrimonio. Le opere sono considerate come testimonianze materiali di pratiche devozionali, dinamiche sociali e trasformazioni istituzionali che hanno interessato la diocesi nel corso dei secoli, nonché come strumenti privilegiati per la narrazione della storia religiosa locale. Particolare attenzione al rapporto tra il museo e le chiese del territorio livornese, da cui provengono i beni custoditi. Il museo si configura infatti come uno spazio di ricomposizione e narrazione, in cui oggetti originariamente collocati in contesti liturgici specifici vengono riletti alla luce della loro provenienza, funzione e stratificazione storica. Il legame con le chiese non si esaurisce nella dimensione della raccolta, ma si estende a una rete di relazioni culturali, identitarie e pastorali, che contribuiscono a restituire unità e senso al patrimonio diffuso e a mantenerne vivo il significato ecclesiale.l
 

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