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Porto di Livorno, fra i 55 candidati a segretario spunta pure il dirigente chiamato a valutarli

di Martina Trivigno
Lo scalo labronico
Lo scalo labronico

La telenovela di Palazzo Rosciano continua con il paradosso dei curriculum presentati: ora il caso ritorna al ministero dei trasporti con un atto ispettivo del senatore Potenti

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LIVORNO. Alla fine, tutto ruota attorno a una nomina. Ma quella del segretario generale dell’Autorità di sistema portuale del mar Tirreno settentrionale non è più soltanto una scelta amministrativa: è diventata ormai un caso politico che si allarga, si stratifica, e approda ora anche nelle aule parlamentari.

A riaccendere il fronte è il senatore della Lega, Manfredi Potenti, che nei giorni scorsi ha presentato un atto di sindacato ispettivo al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. In pratica, si tratta di uno strumento di controllo parlamentare con cui i parlamentari chiedono chiarimenti al governo su questioni ritenute sensibili, sollecitando verifiche e risposte ufficiali. Il motivo? Nel documento, Potenti solleva un nodo che riguarda direttamente la procedura di selezione: secondo quanto si legge nell’atto, «nel procedimento sarebbe informalmente emersa la circostanza per cui i 55 curricula dei candidati sarebbero stati affidati, per una prima valutazione, al dirigente della direzione trasparenza, anticorruzione, formazione e promozione, il cui nominativo comparirebbe tra quelli dei candidati stessi». Un passaggio che chiama in causa il dirigente Claudio Capuano e che, per il senatore leghista, introdurrebbe un elemento potenzialmente critico nel perimetro della trasparenza del procedimento. «Abbiamo l’esigenza di capire con quali criteri venga gestita questa procedura selettiva che tanto influirà sulla gestione della Autorità di sistema portuale del mar Tirreno settentrionale per cui anche il ministero ha evidenziato nei giorni scorsi l'importanza della trasparenza e del corretto funzionamento della struttura», sottolinea Potenti. Lo ricordiamo: il presidente dell’Authority, Davide Gariglio, ha fatto una scelta in controtendenza, decidendo di pubblicare una manifestazione d’interesse prima di sottoporre un nominativo al Comitato di gestione. Una decisione che ha sparigliato le carte dal momento che il segretario generale in pectore sembrava essere (con pochi dubbi, per la verità) Gianmarco Mancini.

La vicenda, tuttavia, non si esaurisce qui. Da ambienti parlamentari filtra infatti che anche alla Camera dei deputati si starebbe valutando un’iniziativa analoga a quella del senatore Potenti, con un focus più ampio sulla relazione ispettiva del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e sulle risultanze emerse a seguito degli approfondimenti su Palazzo Rosciano.

Al centro dell’attenzione c’è proprio la relazione ispettiva di 98 pagine, datata 22 aprile 2025 ma resa pubblica solo recentemente, che ricostruisce diversi profili della gestione dell’Authority. L’indagine era stata avviata durante la fase in cui alla guida dell’ente c’era Luciano Guerrieri, allora anche commissario straordinario della Darsena Europa. E tra i punti più sensibili evidenziati nel documento figurano le retribuzioni aggiuntive riconosciute a quattro dirigenti per attività svolte nell’ambito della struttura commissariale. Un aspetto che la commissione ministeriale ha esaminato all’interno di un quadro più ampio di verifica sull’organizzazione e sul funzionamento dell’ente portuale.

Sul fronte istituzionale, il presidente dell’Authority Davide Gariglio ha ribadito la piena disponibilità alla collaborazione con Parlamento e ministero, richiamando il ruolo centrale del controllo democratico. «Questa Autorità ribadisce il massimo rispetto per le prerogative e le funzioni di controllo del Parlamento, riconoscendone il ruolo centrale nell'ordinamento democratico e garantendo la piena collaborazione istituzionale – sottolinea Gariglio – . In conformità alle procedure vigenti, l’amministrazione provvederà a trasmettere una dettagliata relazione tecnica direttamente al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, organo investito dell’atto ispettivo, affinché possa fornire i necessari riscontri nella sede competente».

E sul fronte della nomina del segretario generale? «Sono vicino alla proposta che presenterò al Comitato di gestione – spiega il presidente – . Mi auguro di avere presto tutti gli organismi pienamente operativi, anche perché per deliberare il Comitato deve poter contare sulla presenza di almeno un membro del Collegio dei revisori dei conti. Questa nomina non è ancora arrivata, ma dal ministero ci è stato assicurato che sarà formalizzata entro la settimana. Questo ci consentirà finalmente di funzionare a pieno regime».

Nei giorni scorsi, poi, in un’intervista al Tirreno, il viceministro Edoardo Rixi aveva sottolineato: «Ci aspettiamo che vengano presi gli opportuni provvedimenti sulle segnalazioni ricevute (nella relazione ispettiva, ndr) così come già successo per il porto di Genova».

«La scorsa settimana ho ricevuto ufficialmente la relazione ministeriale: un documento di circa 90 pagine che sintetizza un lavoro approfondito della Commissione ispettiva, basato su incontri con dirigenti e funzionari – è la risposta di Gariglio – . Si tratta di un testo ricco di riferimenti documentali, che analizzeremo nel dettaglio insieme alla struttura dell’Autorità portuale. Da una prima lettura, non emergono reati né situazioni particolarmente gravi. Tuttavia, sono presenti osservazioni sul funzionamento dell’Autorità che il presidente e il Comitato di gestione hanno il dovere di affrontare e migliorare».

È in questo intreccio di carte, rilievi ispettivi e atti parlamentari che la nomina del segretario generale ha perso la sua natura tecnica, diventando terreno di confronto politico. Una nomina, ormai, che non unisce ma divide.

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