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Livorno, riemerge dal fango la seconda vasca degli storici lavatoi

di Francesca Suggi
Livorno, riemerge dal fango la seconda vasca degli storici lavatoi

Antignano: un altro pezzo di storia della Fonte Vecchia. E gli studenti vanno in esplorazione

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LIVORNO Non una vasca. Ma due. Anche la seconda, più piccola, è riemersa dal fango grazie all’incessante lavori dei volontari. Una nuova riscoperta condivisa da una cinquantina di alunni di quinta della primaria di Banditella. Qui Antignano: diventano sempre più patrimonio collettivo gli storici lavatoi. Da progetto dell’associazione Vivi Antignano, insieme a Mezzaluna Kurdistan, a una storia sempre più di comunità. «Abbiamo toccato con mano l’interesse, la curiosità, il piacere della scoperta del territorio, non solo da parte dei bambini ma anche degli adulti presenti. Da parte nostra c’è un grande entusiasmo», così Daniela Marini, presidente del gruppo di volontari Vivi Antignano da qualche anno impegnato in percorsi e iniziative di rilancio, riqualificazione e promozione del paese.

L’uscita con gli studenti del comprensivo Carducci si inserisce nel percorso innovativo “Il mio rio, la mia sicurezza” voluto dal Consiglio di Zona 5 che coinvolge gli studenti delle elementari e delle medie del comprensivo. Un progetto che coinvolge anche protezione civile, consorzio di bonifica 5 Toscana Costa e Museo di Storia Naturale. Un’alleanza educativa per costruire opportunità formative aggiuntive e costruire consapevolezza del proprio territorio e sicurezza.

In questa cornice si inquadra l’uscita agli storici lavatoi comunali di Antignano, finiti sotto metri di fango dopo l’alluvione del 2017. Ma anche la frana dell’anno prima aveva danneggiato la Fonte Vecchia. È uno spazio storico spazio del paese, già segnalato nelle carte del 1600. Per secoli il luogo, il ritrovo, la socialità, l’identità di Antignano.

Poi col volontariato si torna a lavorarci su. A voler riportare quel regno dell’antico mestiere delle lavandaie in vita. Un impegno che nasce dal basso, dal mondo delle associazioni e trova l’appoggio delle istituzioni, attraverso un patto di collaborazione col Comune. Che agevola questo tipo di operazioni di cittadinanza attiva.

«Questi ragazzi non avevano mai visto da vicino queste vasche riemerse – continua Marini – Non sapevano che il rio Banditella che scorre sotto il paese dà il nome al quartiere. Per i presenti è stata una meravigliosa scoperta». E la storia del luogo diventa storia di tutti. Bravissimi Fabrizio Ottone di Guide Labroniche e Luca Antongiovanni, guida naturalistica: catturano l’attenzione degli alunni, spiegano. Fanno entrare i bambini nella storia e nelle storie delle lavandaie. C’è anche la nipote di una vecchia lavandaia che racconta quel mestiere lontano. Davanti a una curiosità e a tante domande che danno il segno del successo dell’iniziativa.

È una svolta. La storia che si tocca con mano. La Fonte Vecchia di Antignano che diventa un po’ di tutti. «Tanti di questi bambini abitano ad Antignano: sono felice di aver visto molta partecipazione, da progetto delle associazioni i lavatoi diventano patrimonio collettivo e questo da forza al nostro progetto e ai suoi sviluppi futuri». Che sicuramente ci saranno. Perché i volontari sono decisi e far riemergere dal fango tutto l’antico complesso. C’è anche il Consorzio di Bonifica: una presenza che rafforza il percorso. Così come quella della protezione civile. «Un momento bello anche dal punto di vista educativo: un contributo della comunità alla scuola e viceversa». All’uscita con gli studenti c’è anche Alican Yldiz (gruppo di volontari di Mezzaluna Rossa Kurdistan Italia, sezione labronica). È un progetto condiviso. I volontari si stanno dando molto da fare per riportare le vasche a vivere. Fatica e lavoro certosino. «Tutti quanti stiamo dimostrando una forza straordinaria», dice ancora.

Un passo indietro. La Fonte Vecchia al catasto leopoldino appare disegnata come un lungo abbeveratoio. Fu poi arricchita dai lavatoi, con 2 grandi vasche per il ricambio dell’acqua. Una tettoia oggi crollata e un porticato di circa dieci metri per tre, che copriva e riparava le persone che si recavano lì. Fino agli anni ’70 le massaie del paese specialmente quelle che abitavano nella parte vecchia del borgo, andavano lì a prendere l’acqua e a lavare i panni. Un luogo che rappresenta quel mestiere della vecchia Livorno che contava 77 lavandaie che lavoravano ad Antignano fino a metà ’800.l
 

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