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Livorno

Scuola: la cerimonia

Livorno, intitolata a Mumolo l’aula magna: «Nostro padre da ora è il Nautico».

di Greta Leone
Livorno, intitolata a Mumolo l’aula magna: «Nostro padre da ora è il Nautico».

Storico dirigente, oltre 20 anni al Cappellini lo ha reso tra i più innovativi a livello italiano

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LIVORNO «Da questo momento in poi nostro padre Francesco è l’istituto Nautico». Grande commozione ed entusiasmo nelle parole dei figli Paolo e Maria Gloria Mumolo. Loro due sono presenti alla cerimonia, l’altro figlio è lì col cuore, poiché residente in Svezia: si intitola l’aula magna del Nautico al “suo” preside per eccellenza, Francesco Mumolo. Dagli anni Settanta aveva diretto senza interruzioni l’istituto che prepara alle professioni del mare, ricoprendo il ruolo di preside fino al pensionamento nel 1993. Ha reso il Cappellini tra i più innovativi a livello nazionale: se ne è andato nel dicembre scorso a 102 anni e nel novembre del 2023 festeggiò i suoi 100 anni proprio alla sua scuola del cuore. Lui che si è sempre definito “preside a vita”. E oggi il suo nome è impresso, a vita, nella targa apposta nell’aula magna.


“Quando nell’insegnamento si separano teoria e pratica, muoiono la Didattica e l’interesse dei ragazzi” è la sua frase. Si legge nella targa. Un manifesto attualissimo. «Nostro padre aveva i piedi e le mani nella terra, ma la testa in quel grande orologio cosmico: non era un uomo semplice. Ha dedicato la sua vita allo studio, alla ricerca, all’amore per il prossimo». Lo raccontano con forza i figli in una cerimonia partecipatissima.

«È stato un pioniere della didattica laboratoriale, in un’epoca in cui si parlava solo di trasmissione di contenuti. Lui ha portato qualcosa in più, ha portato la vita nella scuola», va avanti la vicepreside del Nautico Francesca Bernini. «La sua memoria deve essere portata avanti. Vogliamo lasciare un segno indelebile per le nuove generazioni», va avanti. E rilancia il dirigente del Bco - di cui fa parte anche il Cappellini - Carmine Villani: «È la prima volta che entro in una scuola in cui si sente subito che c’è stata una presenza importante, una storia». Così l’aula magna, luogo di confronto e di crescita, da ora in poi, porta il suo nome. «È lo spazio in cui riflettiamo sulla nostra azione educativa. È giusto che sia dedicato a lui», ribadisce.

C’ è il sindaco Luca Salvetti. Intreccia il ricordo personale con quello istituzionale: «L’ho conosciuto quando facevo il giornalista. Aveva sempre tantissime cose da dire, superava i tempi delle interviste, era un piacere ascoltarlo: aveva i piedi per terra, la testa tra le stelle e gli occhi sul mare». Un’immagine che richiama la vocazione stessa di Livorno: «Ha saputo interpretare questa vocazione, formando giovani destinati a lavorare sul mare e per il mare», prosegue.

Anche le istituzioni scolasti sono lì, in piazza Giovine Italia, a sottolineare il valore della sua figura. Jessica Majorano, per l’Ufficio scolastico provinciale: «L’ufficio teneva a essere presente per tutte le belle cose che il professor Mumolo ha fatto per l’istituzione scolastica. Ci auguriamo che la sua passione possa ispirare le attività future».

Dal mondo del mare, il vicecomandante della Capitaneria, Rodolfo Raiteri, riporta un ricordo personale: «Di lui si parlava già quando ero all’Accademia. Si diceva che fosse un uomo giusto, che aveva cura degli allievi». E sottolinea il valore della memoria: «È importantissimo commemorare chi ha fatto qualcosa di buono e ha avuto cura dei nostri ragazzi, che oggi rappresentano il Paese nel mondo».

A chiudere, la riflessione del vescovo di Livorno, monsignor Simone Giusti. Il vescovo arricchisce. Allarga lo sguardo al significato più profondo dell’educazione:

«Non basta dare informazioni. Se i valori non diventano esperienza quotidiana, restano parole». E indica cosa distingue davvero un educatore: «È colui che forma persone, che trasforma ciò che è nella testa in atteggiamenti, in vita».

Una definizione che combacia perfettamente con la figura di Francesco Mumolo.

Così, tra ricordi, immagini e testimonianze, l’intitolazione dell’aula magna si è trasformata in qualcosa di più di un omaggio. Diventa la conferma di una presenza che continua a vivere nella scuola, nei suoi valori e nelle storie di chi la attraversa ogni giorno.l

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