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Livorno, addio alla pioniera dei balneari guida e anima degli ex Pejani

di Claudia Guarino
Tina Avelardi
Tina Avelardi

È morta a 101 anni Tina Avelardi, a capo dello stabilimento all’Ardenza dal 1963. La famiglia: «La sua forza resterà sempre impressa nel cuore di chi l’ha conosciuta»

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LIVORNO. Le palafitte erano il segno di un’epoca fatta di sole e tranquillità. Il mare, a quel tempo, veniva vissuto con meno frenesia. Con una voglia di stare insieme che seguiva il ritmo lento della musica d’altri tempi. Era l’inizio degli anni Sessanta quando Tina Avelardi, classe 1924, prese in mano le redini degli ex Pejani insieme a due socie. È stata la pioniera in rosa dei balneari livornesi. Imprenditrice in un mondo che è cambiato tanto velocemente quanto la società. Ma che mai ha perso quell’identità di salmastro solo labronica. Due anni fa aveva festeggiato cent’anni al suo stabilimento, che adesso si chiama Onde del Tirreno, circondata da una grande famiglia che mai l’ha lasciata sola. E che l’ha accompagnata fino all’ultimo respiro. Avelardi è morta ieri a 101 anni. E con sé porta via lo scrigno di memoria di un passato vista mare.

Le origini

La storia imprenditoriale della signora Tina inizia oltre sessant’anni fa. Correva l’anno 1963 quando Avelardi, insieme alle socie Mirella Baccelli e Maria Luisa Contù, acquisì le quote degli ex Pejani, diventando comproprietaria di uno stabilimento nato a fine Ottocento come propaggine dei Casini d’Ardenza. Prima di lei al timone c’erano fratelli Marchetti. E prima ancora Lamberto Pejani. «Quel Bagno ci piacque molto – ha raccontato Avelardi in un’intervista rilasciata al Tirreno nel 2024 –. E si prese che il signor Marchetti non era poi così tanto soddisfatto di cederlo». Ma è ciò che accadde. E nel 1963, all’ex Pejani, inizia l’era delle tre socie. «Noi allo stabilimento abbiamo fatto tutto. Abbiamo fatto le palafitte, il molo. E abbiamo allungato la terrazza. Abbiamo fatto le cose piano piano, chiaramente, non tutte insieme».

I cambiamenti

Passo dopo passo, insomma, il Bagno è stato ampliato. E sono state adagiate le travi su strutture di sostegno in parte già esistenti, così da dare vita alle palafitte, tratto distintivo dell’ex Bagno dei Casini d’Ardenza, che a fine Ottocento erano principalmente appartamenti per persone altolocate. Il tutto mantenendo l’impostazione del bar e del ristorante, così come degli spazi di socializzazione dove venivano organizzate feste da ballo e in costume. «C’era molta più tranquillità – ha raccontato ancora Avelardi al Tirreno –. C’era meno affollamento. Ed era tutto più bello. Le persone erano più gentili e più educate. Oggi, invece, la vita è più caotica. Ma del resto è il mondo ad essere cambiato».

Il centenario

Del resto Tina Avelardi, in tanti anni, di cose ne ha viste succedere lungo il mare. Ha trascorso svariate estati della sua vita in quello stabilimento balneare. E anche negli ultimi tempi, da rappresentante legale, continuava a tornare al Bagno Onde del Tirreno. Non faceva più tuffi e non si metteva al sole. Ma qualche volta faceva tappa al ristorante e in occasione dei sui cento anni c’è stata una grande festa al calasole. E lì, su quelle palafitte e tra gli ombrelloni bianchi e verdi che ha contribuito a costruire, che Tina Avelardi, la regina delle Onde, ha festeggiato, circondata dall’affetto delle persone a lei più care: suo figlio Walter (amministratore della società che gestisce lo stabilimento), i nipoti Giulia e Andrea, i bisnipoti Alberto e Allegra e i suoi amici.

L’addio

Che potranno salutarla un’ultima volta il 13 aprile durante il funerale che si terrà, alle 14,30, nella chiesa del Rosario in via Mangini. «La sua forza e la sua determinazione – è l’abbraccio di suo figlio Walter – resterà per sempre impressa nella memoria e nel cuore di chi ti ha conosciuta. Buon viaggio Tina. Buon viaggio mamma». 

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