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Livorno

Il caso

Stupro di gruppo dopo la festa promozione: tre indagati, c’è anche un giocatore del Livorno

di Redazione web

	Jesus Christ Mawete, 21 anni, giocatore del Livorno
Jesus Christ Mawete, 21 anni, giocatore del Livorno

Si tratta di Jesus Christ Mawete, oggi terzino del Livorno in Serie C, per fatti accaduti durante la festa promozione del Bra

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LIVORNO. Un’accusa pesantissima: stupro di gruppo. Una ragazza di vent’anni ha denunciato tre giocatori allora tesserati per il Bra che, nel piemontese, la sera del 30 maggio 2025, l’avrebbero violentata dopo i festeggiamenti per la promozione del club giallorosso in Serie C. Tra questi compare anche Jesus Christ Mawete, classe 2005, oggi calciatore del Livorno in Serie C con cui ha disputato 27 partite, per oltre 1.600 minuti sul campo.

Due giorni dopo, il 1 giugno, Mawete ha giocato la semifinale di ritorno nella Poule Scudetto Bra-Livorno (1-4 per gli amaranto) che ha poi creato l’interesse per il suo passaggio in maglia labronica avvenuto in estate. 

La vicenda

Il fatto, come detto, risale alla primavera scorsa. Sono coinvolti anche Fausto Perseu, 24 anni, di Roma, oggi calciatore nel Giulianova e Alessio Rosa (accusato anche di revenge porn), 23 anni, di Tivoli, attaccante nel Ligorna, entrambi in Serie D.

Secondo quanto ricostruito, la ragazza si è vista proporre da uno dei giocatori un rapporto di gruppo, ma ha subito detto no. «Mi piaci tu (riferito a Perseu, ndr), non faccio nulla con gli altri». La ragazza ha seguito il calciatore a casa, ma dopo le prime effusioni si è ritrovata a «subire plurimi atti sessuali di gruppo» con gli altri due giocatori.

Il giorno dopo, la ragazza ventenne si è fatta visitare all’ospedale Sant’Anna di Torino e ha denunciato il fatto. La ragazza, in fase di indagine, è finita in ospedale più volte «per aver tentato il suicidio»«Lotto ogni giorno contro la vergogna che provo», dice tramite il suo avvocato torinese Luca Cavallo.

L’inchiesta e le chat

L’inchiesta è guidata dal pm Davide Greco che ha sentito più volte la ragazza, sequestrato e passato al setaccio gli smartphone dei ragazzi che sono stati anche interrogati. Gli imputati hanno chiesto alla giudice Victoria Dunn il rito abbreviato. Nell'incidente probatorio, come riporta l’Ansa, la studentessa ha confermato le accuse di violenza, ma le difese respingono ogni addebito. Un video, girato da uno dei ragazzi, ritrae alcuni passaggi: "Spero che tu non vada a dire che ti ho costretta a salire", dice uno dei calciatori. "Non dico nulla", risponde lei, che il giorno dopo sporge denuncia. Rosa, secondo la procura, avrebbe realizzato video e foto degli atti sessuali di quella sera, inviandoli nella chat 'We are Champs'.

Le difese 

Le difese degli ex calciatori sostengono l'assoluta mancanza di responsabilità penale dei loro assistiti. «Gli elementi raccolti anche con indagini difensive – spiegano gli avvocati dei tre calciatori Gianluca De Bonis, Alessandro Buccieri e Andrea Rosso – consentono di affermare la assoluta mancanza di responsabilità penale a carico dei tre ragazzi, emergendo invece significative incongruenze nel quadro accusatorio. La difesa confida che, all’esito del giudizio abbreviato, venga riconosciuta la totale estraneità dei propri assistiti rispetto ai fatti contestati».

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