Nei nostri cuori così, vista mare: a Livorno le panchine della memoria
Simone, Alessandro, Mauro, Pablo: 4 richieste in pochi mesi per Antignano. Dal Comune: «Esigenza recente subito accolta, dà conforto». Come fare
LIVORNO “E il naufragar m'è dolce in questo mare". Di ricordi. Di panchine memoriali. L'idillio "L'Infinito" di Giacomo Leopardi ben si sposa con il conforto che regala, a tanti, il nostro lungomare. Dell’eterno riposo. Una passeggiata ad Antignano: saltano agli occhi diverse “panchine speciali”. Da una a quattro in pochi mesi. «Le abbiamo chiamate panchine memoriali in ricordo di una persona cara: sono frutto di patti di collaborazione, nati in modo piacevolmente inaspettato, da richieste arrivate da singole persone per familiari che non ci sono più. Abbiamo subito voluto trovare la forma per accoglierle», così da Claudia De Vecchi. Si occupa in prima persona anche dei patti di collaborazione per il Comune. «A noi è sembrato un modo per aiutare i familiari, per un conforto», aggiunge.
Panchine memoriali
De Vecchi spiega che queste recenti richieste private, personali - la prima è dell’aprile 2025 - si vanno ad aggiungere a quelle più consolidate e diffuse in città e in tanti parchi dedicate a tematiche sociali, patologie e malattie rare richieste da associazioni o enti. «Il primo patto di collaborazione in assoluto delle “panchine della memoria” è del 2021. Fu una panchina rossa contro la violenza sulle donne alla Terrazza richiesta da Spi-Cgil, patto di collaborazione in corso fino al 2026». È del 2022 la richiesta del gruppo consorti del Rotary Club per un’altra panchina rossa in piazza della Vittoria. Qui anche un’altra voluta da Fnp Cisl. È del ’25 quella dell’associazione Amal nel parco di via Goito per sensibilizzare sull’Alzheimer. È di pochi mesi fa il progetto delle panchine colorate nel parco Il Triangolo alla Rosa, su vari temi sociali. Come quelle multicolore al parco inclusivo Lenci in Banditella promosse da Mario Bartoli . Nel parco Centro Città c’è quella recentissima per sensibilizzare sulle malattie rare: parte dal ricordo della piccola Anna che non c’è più. Vuole essere monito collettivo. Come la seduta viola, sul mare di Ardenza per combattere la fibromialgia promossa dal gruppo Ama. Gli esempi sono tanti, importanti. Impossibile abbracciarli tutti.
Antignano ricorda
Tornando alle panchine della memoria di Antignano, ogni seduta speciale racconta una persona. La prima, nell’aprile 2025: è amaranto. All’altezza della spiaggia dei cani. Era il luogo dell’anima di Simone Cingolani, scomparso a 36 anni. La targa recita “In memoria di Simone Cingolani, per sempre nei nostri cuori. 25 novembre 2024, la tua famiglia”. Con un Qr code per ascoltare le canzoni che gli ha dedicato sua zia Roberta. La famiglia si prende cura della seduta, l’ha tinta di amaranto. Ricorda il suo caro. Verso sud, poco lontano una delle due panchine azzurre: “Nel mormorio delle onde vive per sempre il tuo ricordo”, con amore la moglie e i figli del prof Alessandro Dello Sbarba. Si riportano le date: 6 gennaio 1942 e 5 luglio 2025.
Fa molto luogo della memoria anglosassone. Vicino, vista mare, una panchina color legno con supporti rossi e una bici disegnata. Sul retro alcuni dettagli incisi, cari a Pablo, il giovane che non c’è più: un cavatappi, una tavola da surf, la cuffia da pallanuoto, il numero 8, un simbolo di moto. Dietro all’ hotel Universal un’ altra panchina azzurra “In memoria del dottor Mauro Citti, medico, dentista, pescatore”, 1934-2025.
Come fare richiesta
I patti di collaborazione di questo tipo di solito sono biennali. Con riconferma. Il Comune dà modo ad associazioni e privati, eventualmente, di cambiare idea. «C’è un interesse crescente verso queste panchine del ricordo - così dal Comune - Gli interessati possono chiamare lo 0586 820652, si prende un appuntamento. Ci confrontiamo coi singoli, poi un modulo di proposta: si deve fare una piccola valutazione con gli uffici rispetto ai luoghi richiesti, magari esistono dei vincoli. Quando c’è l’ok dall’Ufficio del verde si rimandano all’interessato gli accorgimenti richiesti, per esempio che la tinta sia atossica. Con la conferma, si fa una determina dirigenziale, con riferimenti al regolamento dei beni comuni e si allega lo schema di patto». In poche settimane la pratica viene sbrigata.l
