Il Tirreno

Toscana

L’intervista

Riccardo Ricciardi (Movimento 5 Stelle): «Sospesi dai lavori della Camera andiamo nei luoghi dell’eccidio»

di Cristiano Marcacci
Una foto storica dell'estate 1945 e il deputato M5s
Una foto storica dell'estate 1945 e il deputato M5s

Il deputato: «Bartolozzi e Delmastro “scudati”, noi sanzionati per aver difeso la Costituzione. Impedimmo quella conferenza stampa perché il fascismo non è un’idea ma un crimine»

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C’è un filo rosso che lega il 30 gennaio scorso al 13 giugno 1944 e al 10 aprile 1945. E Roma alla Toscana, alla provincia di Massa-Carrara per la precisione. Il 30 gennaio 2026 un gruppo di parlamentari occupò la sala stampa della Camera dei deputati per impedire lo svolgimento di una conferenza stampa sulla “remigrazione” organizzata dal deputato della Lega Domenico Furgiuele e a cui avrebbero dovuto partecipare esponenti neofascisti e di movimenti di estrema destra, tra cui il portavoce di CasaPound Luca Marsella, Giacomo Sogari di Veneto Fronte Skinheads, l'ex esponente di Forza Nuova Jacopo Massetti e Salvatore Ferrara della Rete dei Patrioti. In seguito a quei fatti 32 deputati delle opposizioni sono stati sanzionati.

Per 22 di loro è stata decisa la sospensione per 5 giorni dai lavori parlamentari con relativa interdizione («Hanno materialmente impedito l’avvio della conferenza sedendosi al banco degli oratori»), per gli altri dieci è scattata una sospensione di 4 giorni per «aver contribuito volontariamente a saturare i posti disponibili nella sala».

Le prime sanzioni sono state applicate già nella giornata di martedì scorso, le altre lo saranno prossimamente, compresa la giornata del 10 aprile, domani, ricorrenza della Liberazione della provincia di Massa-Carrara dal nazifascismo, quando una delegazione di deputati sanzionati raggiungerà simbolicamente il paese di Forno, nel comune di Massa, teatro di uno dei più orribili eccidi avvenuto nell’estate del 1944. Tra i deputati “sospesi” dai lavori parlamentari che saranno a Forno c’è anche Riccardo Ricciardi del Movimento Cinque Stelle.

Onorevole Ricciardi, cosa successe quel 30 gennaio alla Camera?

«Una volta constatato che alla Camera dei deputati si sarebbe permesso l’ingresso di persone dichiaratamente fasciste per una conferenza stampa sulla presentazione della loro proposta di legge sulla remigrazione, abbiamo deciso, insieme agli altri gruppi di opposizione, che questa iniziativa non potesse tenersi alla Camera dei deputati. In un primo momento abbiamo provato a sensibilizzare la presidenza della Camera, che però ha autorizzato la conferenza stampa senza procedere alla sua cancellazione; in un secondo momento abbiamo deciso di metterci il corpo, ovvero occupare l’aula delle conferenze stampa e impedire questa iniziativa».

Perché arrivare a tanto?

«Perché il fascismo non è un’idea, è un crimine. Quindi, non si tratta che idee diverse dalle nostre trovino ospitalità, ci mancherebbe altro. Le idee possono e devono circolare liberamente, i crimini no. Noi, dunque, pensiamo di aver fatto quello che doveva fare la Camera, preservando quella che è un’istituzione democratica e la Costituzione».

Cos’è successo dopo quell’iniziativa?

«Da quel giorno si è aperto un iter disciplinare in cui siamo stati ascoltati e durante il quale noi come Movimento 5 Stelle abbiamo rivendicato quell’azione. Ne è conseguita una sanzione per 13 nostri deputati e deputate (32 in totale, considerando gli altri partiti) per 4 e 5 giorni di sospensione dai lavori parlamentari. Cioè non possiamo partecipare (a turni di due per volta in ordine alfabetico) alle sedute d’aula e alle commissioni».

Perché andare proprio a Forno?

«Proprio nel giorno della Liberazione di Massa dal nazifascismo, il 10 aprile, per noi è importante andare lì, uno dei luoghi più significativi della Resistenza in Toscana, testimoniando direttamente il fatto che proprio quel giorno alcuni deputati non possono andare in aula perché sanzionati. Ci sembra giusto farlo».

Cosa avverrà a Forno?

«Alle 12 una delegazione di deputati sanzionati (appartenenti a tutti i partiti d’opposizione) andrà davanti alla Casa Socialista, nel cuore del paese di Forno. Inizialmente, ci saranno dei ragazzi e delle ragazze dell’associazione “Via XIII Giugno”, tutti di Forno, che racconteranno ai deputati che vengono da fuori cos’è stato e cosa avvenne il 13 giugno 1944. Poi ci sarà una specie di “speaker’s corner”, in cui interverranno ovviamente gli stessi deputati e sarà lasciato il microfono a chiunque vorrà fornire una libera testimonianza, compresi rappresentanti di associazioni (come Anpi e Cgil ad esempio) e semplici cittadini».

Tra Forno e Sant’Anna di Stazzema ci sono pochi chilometri. Alle celebrazioni con cadenza annuale il governo non ha mai inviato un proprio esponente…

«Il 25 Aprile e tutto quello che simboleggia è divisivo per chi ha nostalgia del fascismo. Per tutti gli altri Sant’Anna di Stazzema e Forno non possono essere divisivi. Il contrario accade con una classe dirigente di questo tipo. È paradossale che a distanza di oltre 80 anni si debba sempre pensare al fatto che certe celebrazioni possano risultare divisive. Torniamo pure alla nostra sanzione: è avvenuta nei giorni in cui la capo di gabinetto del ministro Nordio, Giusi Bartolozzi, è stata “scudata” dalla Camera per il suo comportamento sul caso Almasri e nei giorni in cui al sottosegretario Delmastro è stato dato un “buffetto” per non aver dichiarato di far parte di una società con una famiglia prestanome in odore di camorra. Loro vengono “scudati”, chi ha difeso la Costituzione come noi viene sanzionato».

Pensa anche lei che il governo Meloni stia attraversando un periodo di difficoltà sempre più crescenti?

«Il governo è in piena confusione. Basti vedere le dimissioni della ministra del Turismo Daniela Santanchè, gestite in quel modo fuori tempo massimo, e la mancanza totale di risposte agli italiani che vedono schizzare alle stelle il prezzo dell’energia e dei carburanti, dimostrando che il caos regna soprattutto nella politica estera. Vicende come la nostra, quella delle sanzioni, servono per ristabilire un fronte comune sulla base di valori insindacabili e non negoziabili». 

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