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Livorno, telecamere nel parcheggio privato di via Cimarosa: raffica di “multe”

di Juna Goti

	Il cartello posizionato all'ingresso del parcheggio di via Cimarosa
Il cartello posizionato all'ingresso del parcheggio di via Cimarosa

Troppi non-clienti dei negozi sostavano nell’area commerciale. Ora si entra e si parcheggia liberamente fino a 45 minuti, poi scattano le penali. La proprietà si è affidata a Parkdepot ma è polemica per le "penali contrattuali"

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LIVORNO. Per Livorno ha il sapore della novità. Una novità amara per chi si è visto recapitare a casa una lettera con una richiesta di pagamento salata: 34 o 54 euro. «Ma non abbiamo intenzione di versare proprio niente, prima ci rivolgeremo all’avvocato e alle associazioni dei consumatori», mettono le mani avanti i livornesi che hanno bussato al Tirreno.

Telecamere e targhe

La notizia è questa: il parcheggio privato dell’area commerciale di via Cimarosa è ora “sorvegliato” da alcune telecamere che registrano le targhe dei mezzi che entrano e che escono. Non ci sono sbarre abbassate, bigliettini da ritirare o parcometri: l’ingresso e la sosta nell’area per i clienti dei negozi erano e sono rimasti liberi. Ma da poche settimane, se si sfora il tetto dei 45 minuti di parcheggio gratuito consentito, arriva la sorpresa: una lettera della società tedesca Parkdepot che chiede di pagare. Quanto? 34 euro se il diretto interessato ha sforato la sosta consentita di massimo 60 minuti, 54 euro se invece ha superato anche quell’ora in più. Proprio in questi giorni di lettere ne stanno arrivando a valanga, richiamano “violazioni delle condizioni di parcheggio” registrate a partire dalla seconda settimana di marzo.

Il controllo a Parkdepot

Ma chi è Parkdepot? E perché gli è stato affidato il controllo del parcheggio del centro commerciale di via Cimarosa? La premessa è che gli spazi in questione sono molto frequentati dai livornesi, anche perché qui si affacciano quattro attività conosciutissime: lo storico Cascoasi, il negozio per animali Bau Bau settete, il negozio NaturSì e il Penny market, con il centro carni. I negozi sono in affitto: tutta l’area, compreso il parcheggio a servizio dei clienti, sono di proprietà di un privato.

Il problema, come evidenziato tra un negozio e l’altro, è che a un certo punto trovare posti auto liberi per gli stessi clienti del centro era diventato impossibile. Alle attività che già c’erano nella zona – da Idealbimbo al Birrificio Clandestino – si sono infatti aggiunti nel tempo un centro per il Padel, un altro capannone con i gonfiabili per i bambini e, soprattutto, la maxi palestra FitActive, aperta 24 ore su 24. La palestra ha il suo parcheggio a pochi metri, ma ha anche tanti abbonati, che in parte finivano per parcheggiare davanti ai negozi. A poco sarebbero servite le richieste di sensibilizzare i frequentatori. «Questo era diventato il parcheggio del quartiere, se ne approfittavano tutti, e non c’erano posti per i clienti», alcuni dei commenti. Così alla fine la proprietà ha deciso di rivolgersi a Parkdepot, che per la prima volta, a inizio marzo, è sbarcata a Livorno.

Nata a Monaco di Baviera, «specializzata nella gestione digitale dei parcheggi», come si legge sul sito, questa azienda ha la sede della Srl italiana a Bolzano. Su Internet si fa pubblicità così: “Auto non autorizzate nel tuo parcheggio? Mai più mal di pancia: ce ne occupiamo noi. Grazie alla nostra tecnologia di lettura delle targhe, ti offriamo un’alternativa semplice e conveniente rispetto alle barriere, andando a contrastare efficacemente i parcheggiatori abusivi».

Cartelli e regole

Cartelli e telecamere sarebbero stati posizionati in via Cimarosa a inizio marzo. In tanti, però, non se ne sono accorti subito, ed ecco le lettere. Tra l’altro chi ha ricevuto la prima contestazione riferita magari al 15 marzo, si aspetta già di riceverne delle altre, avendo continuato nel frattempo a usufruire del parcheggio.

Nei cartelli posizionati all’ingresso e all’interno si avvisa che 45 minuti è la “sosta massima consentita”, pena il pagamento di 34 o 54 euro. Sotto si legge che “l’importo dovuto è composto dalla somma di penale contrattuale (15 o 35 euro) e spese amministrative (19 euro), e che “il mancato pagamento dell’importo dovuto entro il termine stabilito” comporterà ulteriori maggiorazioni: 5 euro per il primo sollecito, 3 euro per ogni sollecito ulteriore, 20 euro in caso di targa estera. Occhio a non lasciare la macchina parcheggiata qui per più giorni: fanno 35 euro di penale aggiuntiva al giorno, fino a un massimo di 350 euro.

È bene precisare che queste somme non vanno ai commercianti, ma a Parkdepot. E per i clienti che effettivamente impiegano più tempo dentro i negozi è sempre possibile impedire che venga attivata la penale. Possono poi parcheggiare liberamente moto e scooter.

Ma immaginatevi la reazione di chi, per la prima volta, si è visto recapitare la lettera in cui si chiede di pagare 54 euro come “penale contrattuale per il superamento del limite di tempo consentito per la sosta”, magari una sosta di un’ora e mezzo. “La informiamo – si legge in una di queste lettere – che decorso il termine di pagamento, lei si trova in uno stato di mora e da tale momento potranno essere applicati ulteriori costi di sollecito”. Per pagare viene indicato direttamente un conto bancario di Parkdepot.

«Non sono multe fatte dalla polizia municipale, è giusto pagare?». Chiede chi ha ricevuto la lettere, lamentando poca chiarezza. Una domanda che si sono fatti in parecchi in questi mesi, a giudicare dai commenti lasciati nelle pagine delle associazioni dei consumatori in varie parti d’Italia. In alcuni casi le associazioni hanno invitato a non pagare. Al centro sempre la gestione dei parcheggi di centri commerciali.

A Livorno è il primo caso e sia il Comune che il Movimento consumatori hanno annunciato verifiche. In giro per lo Stivale se ne è già occupato Altroconsumo, che sul suo sito ha fatto sapere di avere «segnalato la società Parkdepot alle Autorità per pratiche commerciali scorrette». Al momento però senza successo. «L’Autorità – ha infatti specificato Altronsumo il 26 marzo – ha tuttavia deciso di archiviare la nostra segnalazione senza procedere. L’Antitrust, in particolare, ha ritenuto che nella fattispecie segnalata, avente ad oggetto la contestazione delle penali applicate per eccedenza della sosta gratuita consentita in aree di parcheggio private gestite da Parkdepot, risultino assenti gli elementi di fatto idonei a giustificare ulteriori accertamenti».
 

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