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Authority di Livorno, dirigenti sotto la lente: «Compensi extra per la Darsena»

di Martina Trivigno

	Una veduta dello scalo
Una veduta dello scalo

Ispezione del ministero a Palazzo Rosciano: ecco la relazione redatta dai commissari

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LIVORNO. Sono le retribuzioni aggiuntive riconosciute ai dirigenti uno dei punti più sensibili della relazione ispettiva di 98 pagine, datata 22 aprile 2025 ma desecretata soltanto ora, che analizza la gestione dell’Autorità di sistema portuale del mar Tirreno settentrionale. Così, nel mirino della commissione del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, sono finiti in primo luogo i compensi extra, riconosciuti ai dirigenti dell’Authority, per le attività svolte all’interno della struttura commissariale per la Darsena Europa.

La normativa di riferimento, infatti, prevede che l’avvalimento del personale (quando l’amministrazione, anziché dotarsi di una struttura propria, si avvale degli uffici di un altro ente) avvenga «senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica», principio che rischia di entrare in contrasto con l’erogazione di trattamenti economici aggiuntivi. Ma a pesare è anche l’assenza di strumenti oggettivi di valutazione: la commissione ha rilevato che non è stato adottato «un sistema di pesature per misurare l’incidenza dell’attività svolte dai dirigenti al fine di commisurarne la retribuzione». In altre parole, mancano criteri che colleghino in modo trasparente il compenso al lavoro effettivamente svolto.

Presidente-segretario

E proprio i contratti stipulati tra Guerrieri e i sette dirigenti dell’Authority il 19 maggio 2023 hanno sollevato alcune divergenze tra l’ex primo inquilino di Palazzo Rosciano nonché attuale commissario straordinario della Darsena e l’allora segretario generale Matteo Paroli, oggi alla guida dell’Authority di Genova. Secondo quanto si legge nella relazione, la stipula dei contratti – che prevedevano un incremento economico rispetto al 2020, legato a particolari incarichi aggiuntivi – è stata comunicata per la prima volta a novembre 2023, e la procedura non ha visto il coinvolgimento né del segretario, né del Comitato di gestione, né del Collegio dei revisori dei conti.

E se l’allora segretario Paroli ha espresso riserve sulla procedura e ha segnalato la questione alla Procura regionale della Corte dei conti, Guerrieri ha sottolineato che la determinazione degli stipendi rientra nella sua sfera di competenza, trattandosi di rapporti di lavoro di natura privatistica. La relazione evidenzia le posizioni di entrambe le parti e offre un quadro analitico delle motivazioni alla base delle divergenze, nell’ottica di garantire trasparenza nella gestione del personale dirigente e dipendente.

La relazione che non c’è

A questo si aggiunge un ulteriore elemento di criticità: «Non è stata prodotta alcuna relazione tecnico-finanziaria o illustrativa sui costi del personale in avvalimento». Un vuoto che impedisce di valutare con precisione l’impatto economico complessivo della gestione del personale sulla struttura commissariale e, più in generale, sull’opera. L’attività ispettiva, avviata il 17 settembre e conclusasi il 28 novembre 2024, è stata condotta dalla commissione presieduta dal professor Francesco Benevolo e composta da Luciano Giuseppe Aloia, Luca Tunzi e dal segretario Roberto Vecchio. Il mandato è stato ampio con «lo svolgimento di attività di verifica ispettiva in ordine alle procedure amministrative correlate agli atti di gestione del personale dipendente dall’Autorità di sistema portuale del mar Tirreno settentrionale nonché rispetto alla realizzazione della Piattaforma Europa nel porto di Livorno e comunque rispetto ad ogni altro fatto, atto o notizia a tali procedure collegati».

Un perimetro che lega strettamente due piani: da un lato la gestione delle risorse umane, dall’altro la realizzazione di una delle opere infrastrutturali più rilevanti per lo sviluppo dello scalo livornese: la Darsena Europa. Il tutto nel contesto della struttura commissariale guidata da Luciano Guerrieri che, all’epoca dell’ispezione, era anche il presidente dell’Authority.

Criteri e trasparenza

Se il tema delle retribuzioni rappresenta il punto di partenza, è nella selezione del personale che emergono alcune delle criticità più nette. La commissione evidenzia infatti l’assenza di un’analisi preventiva delle competenze disponibili all’interno dell’ente: «non è stata elaborata alcuna mappatura del fabbisogno di competenze». Parallelamente, non risulta attivato «un procedimento di selezione volto alla scelta delle migliori competenze da assegnare alla struttura». In pratica, è mancato un processo comparativo strutturato. Le scelte relative al personale sono avvenute senza che venissero formalizzati criteri, motivazioni o durata degli incarichi. Il risultato è che i dipendenti sono stati individuati «senza dare conto dei parametri selettivi utilizzati per verificare le competenze».

Gli effetti interni

Non sorprende, quindi, che tutte queste modalità abbiano avuto ripercussioni sul clima interno. La relazione parla esplicitamente di un contesto in cui l’assenza di criteri chiari ha «alimentato il clima un po’ frammentato e conflittuale». Si è creata, di fatto, una linea di frattura tra chi è stato inserito nella struttura commissariale e chi ne è rimasto escluso, senza che fossero rese esplicite le ragioni delle scelte.

Confini poco definiti

Un ulteriore elemento di criticità riguarda l’assetto dei poteri interni. La relazione evidenzia una «forte commistione tra funzioni di indirizzo e di gestione», che rende meno chiari i confini tra responsabilità politiche e amministrative. In questo quadro, anche i rapporti tra Autorità portuale e struttura commissariale risultano poco definiti, anche a causa dell’assenza di una convenzione formale che disciplini in modo puntuale l’utilizzo del personale. Nelle conclusioni, la commissione indica la direzione da seguire: serve un intervento normativo capace di definire ruoli, competenze e procedure. L’obiettivo è ridurre gli spazi di discrezionalità e garantire maggiore trasparenza ed equità.

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